di Maurizio Verdenelli
Raci non deve morire…ma ssst che non lo sappia Graziano Delrio che ammonisce continuamente, lui il sottosegretario di Renzi, gli enti locali a provvedere unicamente ai propri compiti. La rassegna agricola del Centro Italia non è infatti una ‘competenza’ stretta della Provincia di Macerata. ‘Raci non deve essere tuttavia abbandonata. Ci mancherebbe altro! Nel 2014 ha fatto quasi 50.000 visitatori in due giorni e mezzo’ raccomanda a voce fioca il presidente Antonio Pettinari. E per fortuna che, almeno quest’anno la jattura non si concretizzerà a causa della crisi che fa spegnere i termosifoni negli uffici della Provincia. C’è infatti l’Expo a lanciare la ciambella di salvataggio ad una 31. rassegna agricola ‘autarchica’, dai costi ridotti ma che, vivaddio, andrà in ogni caso in scena dall’8 al 10 maggio prevedendo collegamenti con Milano. La Regione ha infatti individuato (insieme con Tipicità Fermo dal 7 al 9 scorsi) questa edizione della ‘fiera’ maceratese, 400 espositori su 15.000 mq, quale iniziativa di lancio e di apertura verso l’evento planetario dal 1 maggio al 31 ottobre nel capoluogo lombardo.
Tuttavia cosa accadrà nel 2016 quando a giugno suonerà l’ultimo gong per la Provincia, l’ente ‘chioccia’ di Raci tra tante eccellenze: tori, mucche, somari, prodotti agroalimentari e pure le trote di Lino Rossi da Sefro (primo distributore in Europa) che a ‘Nerodinorcia’ ha creato una sensazionale ‘acquarium’ al cospetto di santuari del ‘300? “E’ il territorio stesso a dover ‘adottare’ la Raci” suggerisce Pettinari mentre dalla parete centrale del suo studio, dove questa mattina si è tenuta la conferenza stampa, ‘guarda’ ancora la foto di Giorgio Napolitano. ‘Ma come? –segnalo al capo di gabinetto- non si è ancora provveduto a collocare la foto del nuovo Presidente Sergio Mattarella? anche un comune minuscolo come Gagliole l’ha già fatto”. Fabio Macedoni, (eccellente) insegnante di Francese, se la cava al solito con una battuta brillante: “Siamo ancora legati all’Ancient Regime” intendendo la sopravvivenza dell’ente maceratese rispetto al caso Italia.

Paola Taddei
La 31. Raci, per non morire, guarda pure speranzosa ai giovani. La ventitreenne Francesca Iezzi da Atri (Teramo) studentessa dell’Accademia di Belle Arti, presente in conferenza con la direttrice Paola Taddei, è infatti la vincitrice del concorso per idee del nuovo logo. La sua ‘foglia’ verde, esposta in ‘Fiera’ lo scorso anno, insieme con lo script ‘vivi la nostra terra’ è risultata la più gradita dal sondaggio popolare. Non è una foglia ‘morta’ (ci mancherebbe) spiega Francesca sotto lo sguardo compiaciuto della prof. Taddei, intende indicare la linea calda e morbida delle nostre colline, dei dolci colli leopardiani (prima del fotovoltaico). Il ‘segno’ di Francesca informa di sé la nuova grafica della manifestazione con un’implementazione di marchi e loghi istituzionali, compreso quello dell’Expo, ed una ‘striscia’ fotografica nella quale c’è spazio per la creatività dei bimbi, un allevamento bovino, il nostro buon vino, due asinelli dalle orecchie lunghe lunghe e per un quid mixtum di fave ed affettati vari. Dice Paolo Pinciaroli (attività produttive della Provincia): “Lo sguardo è sempre rivolto verso i ragazzi. Lo scorso anno gli istituti parteciparono con 567 allievi. Quest’anno abbiamo un progetto di educazione alimentare ancora nelle scuole”. “Tanti, tanti studenti! –fa eco Pettinari- pensate che mia figlia Ludovica non voleva venire in Fiera, poi ha cambiato idea rendendosi conto che si tratta di un’iniziativa in buona parte dedicata ai giovani”. Da parte sua l’assessore Giovanni Torresi, che (sottolinea alla Taddei) ha una figlia all’Accademia: “Senza contare lo spazio agli sport all’aria aperta: dall’equitazione al trekking e via elencando”.
Il know How di Raci, lo ‘zoccolo duro per restare in tema, è naturalmente legato a settori che hanno una ‘voglia matta’ di far bella figura in diretta con Milano. Settori, eredi diretti di un territorio che negli anni 60 traeva gran parte del proprio reddito generale dall’agricoltura: Agroalimentare; Produzione biologiche e fattorie didattiche; Laboratori enogastronomici; Promozione turistica del territorio rurale; Meccanizzazione; Vivaismo; Istituzionale. Per la zootecnia, il fiore più appariscente ed antico di questa ghirlanda, naturalmente l’eccellenza dei bovini della razza marchigiana. Un comparto che ha dovuto subire i tagli della crisi quest’anno abbattutasi sulla Raci tanto da metterne a rischio la sopravvivenza stessa. Nel 2014, quando tutto finì in un bellissimo pareggio di conti anche per l’assalto ai botteghini (5 euro l’ingresso, ma pagheranno gli under 12 e gli over 65) la rassegna costò 280.000 euro, quest’anno 220.000, forse 230.000. I tagli li subiranno gli allevatori dell’Aram, niente rimborsi spese, niente contributi, ridotte le spese per la comunicazione. “Facciamo tutto in casa –ribadisce il presidente- con risorse nostre, un grazie va naturalmente alla dirigente dott.ssa Enrica Bonvecchi e a Paolo Pinciaroli, veri motori organizzativi, pieni di passione”.
Della partita saranno ancora Musicultura con Piero Cesanelli per le serate sotto le stelle (tocca ferro) fino a mezzanotte per due sere dopo la giornata inaugurale, e la polenta del comitato parrocchiale di Santa Maria in Selva con don Giuseppe Branchesi e i magnifici cento. Che da domani saranno pronti a partire in queste tappe di avvicinamento alla Raci in un gruppo solidale che comprende Regione, Camera di Commercio, organizzazioni agricole ed artigianali, Parco dei Sibillini, associazioni turistiche, aziende agroalimentari, Aram e tra gli istituti in evidenza ancora l’Alberghiero ‘Varnelli’ di Cingoli, Unimc ed Unicam e per questa 31. ‘volta’ i comuni di Macerata e Recanati. Nell’elenco anche l’Accademia: “Tra le migliori d’Italia” sottolinea il presidente della Provincia “Abamc riesce ad inserirsi bene nel territorio, come in questo caso”. La direttrice ringrazia: “Nel 2014 quando abbiamo proposto nuove grafica e design della rassegna, sono rimasta impressionata dal successo popolare. Con l’auto quasi parcheggiavo, dato il sold out, a Montecassiano che come noto non è proprio vicino al centro fiere di Villa Potenza. Fu una giornata bellissima che sono sicura di ripetere a maggio”.
Per Pettinari la 31. Raci sarà, detto per inciso, pure l’occasione per collaudare definitivamente la ‘tenuta’ del ponte sul Potenza ‘San Giovanni Paolo II’, inaugurato dopo tante fatiche nell’autunno scorso e poco utilizzato finora. Tuttavia con l’atteso assalto del popolo della Raci, sarà quella la volta buona anche per questa infrastruttura data a suo tempo per ‘indispensabile’.
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