Simone chiedeva di stare col papà,
la madre in preda a un raptus lo ha ucciso
“Volevano portarmelo via”

DELITTO DI NATALE - Due telefonate al padre, poi Debora Calamai lo ha rincorso per casa armata di coltello. Subito arrivato sul posto, Enrico Forconi ha trovato il corpo del figlio sul pianerottolo, con i sanitari che cercavano di rianimarlo. La donna, uscita dalla caserma di San Severino alle 6, è stata trasferita al carcere di Camerino
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Simone con papà Enrico

Simone con papà Enrico

 

Debora Calmai assieme al figlio Simone

Debora Calmai assieme al figlio Simone

di Marco Cencioni 

e Monia Orazi 

Una morte nel luogo più sicuro, la propria casa, la sera della vigilia di Natale (leggi l’articolo). È finita così la vita di Simone Forconi, un bambino di 13 anni, che ieri sera intorno alle 21, dopo aver cenato con la mamma Debora Calamai, 38 anni, ha chiesto di tornare dal padre Enrico, di 42. Lo ha anche chiamato due volte, la prima mentre giocava con le costruzioni, l’ultimo regalo che ha scartato nella sua breve vita, la seconda per chiedergli di andarlo a prendere. Poco dopo qualcosa di incomprensibile deve essere scattato nella mente della donna che ha afferrato un coltello da cucina lungo circa 20 centimetri iniziando a colpire il figlio. Simone ha cercato di scappare ma, alla fine, sono state nove le coltellate che lo hanno raggiunto: fatali le due al cuore, le altre lo hanno colpito al torace, al braccio e alla schiena. Il corpo del piccolo Simone é stato trovato sul pianerottolo del secondo piano dello stabile in via Padre Zampa 40, nel rione Settempeda a San Severino dai vicini che hanno sentito le urla e hanno avvertito il 118. Subito dopo è arrivato il padre Enrico.

Gli investigatori sul luogo del delitto (foto di Guido Picchio)

Gli investigatori sul luogo del delitto (foto di Guido Picchio)

La madre, nel frattempo, è scesa davanti casa e si è seduta su una panchina. L’hanno ritrovata li, in forte stato confusionale, i carabinieri al loro arrivo. Farfugliava frasi insensate, poi ha detto: “Volevano portarmelo via”. Già nella mattinata della vigilia la donna – originaria di Firenze, da 14 anni residente a San Severino dopo essersi sposata – si era presentata, secondo quanto raccontato da una vicina, sotto casa dei nonni paterni in via Sanzio, urlando a squarciagola, chiedendo di poter vedere il figlio e che se non le fosse stato concesso avrebbe chiamato i carabinieri. L’ormai ex marito le ha risposto che i militari già sapevano tutto. Tra i due coniugi da tempo c’erano dei problemi, si erano separati ed il bambino era in affidamento congiunto, il padre aveva chiesto la custodia esclusiva, viste le condizioni della donna. Il 30 si sarebbe dovuta svolgere un’udienza in tribunale per stabilire tramite una consulenza tecnica di parte, chiesta dal marito, se la donna fosse ancora in grado di avere l’affido condiviso. Di recente Debora aveva manifestato problemi emotivi e fragilità nella sua condizione personale, per cui era seguita da personale specializzato. Questa settimana, durante le feste di Natale, Simone sarebbe dovuto stare da lei ma sabato era stata male e per questo, negli ultimi giorni, il piccolo aveva dormito dai nonni paterni. “Questa sera Simone doveva stare da lei, era da un po’ di tempo che non stava bene”, ha mormorato il padre uscendo dal palazzo insieme alla sorella Valeria, “mi ha telefonato dicendo che stava giocando con delle bellissime costruzioni Lego, chiedendomi di andare a prenderlo per finirle insieme”. Quando Enrico Forconi è arrivato la vita di suo figlio era già finita, l’ambulanza del 118 era già arrivata, ma non c ‘era più nulla da fare.

Il padre di Simone, Enrico Forconi,  davanti alla palazzina dove è stato ucciso il piccolo

Il padre di Simone, Enrico Forconi, davanti alla palazzina dove è stato ucciso il piccolo

“Io stasera non c’ero, abito accanto a loro, i residenti al piano di sotto mi hanno detto di aver sentito un urlo e di aver chiamato i soccorsi”, racconta un’altra vicina. “Era un ragazzino tranquillo, l’ho visto appena due giorni fa con suo padre che lo aveva portato a scuola”, ha raccontato sconvolto il preside dell’Istituto Tacchi Venturi, dove il piccolo frequentava la terza classe delle medie. Alcuni avrebbero riferito di aver visto il bambino, insieme ai genitori ed ai nonni, a passeggio di pomeriggio nella piazza principale di San Severino. La cena con la mamma, poi la tragedia. Ieri sera tra la gente che andava a messa nel rione Settempeda si è subito sparsa la voce, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo di Macerata coordinati dal colonnello Bertini, i carabinieri della compagnia di Tolentino e San Severino. La donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio e dopo una lunga permanenza nella caserma di San Severino, è stata condotta alle 5.53 del mattino nel carcere di Camerino. Poco prima erano usciti i suoi difensori, gli avvocati Simona Tacchi e Mario Cavallaro. Sono stati sequestrati un grosso coltello da cucina e i vestiti insanguinati.

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LEGGI ANCHE: “TRAGEDIA DI NATALE, MADRE UCCIDE FIGLIO DI 13 ANNI CON NOVE COLTELLATE (ENTRA NELL’ARTICOLO). 

Il papà di Simone, Enrico Forconi, parla con gli inestigatori

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