“Maialino allo spiedo”:
i buongustai si ritrovano a Morrovalle

LA SAGRA - Si è consumato ieri l'ultimo atto della quinta maratona gastronomica organizzata da Nazzareno Parrucci e dal suo staff di cuochi specializzati, che ha visto la distribuzione di circa 250 chilogrammi di carne
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Diego Medei ha tatuato il maialino sul braccio

Arnaldo

Intervistato Arnaldo Marozzi il cuoco di maialini della Sagra di Trodica di Morrovalle

di Marco Ribechi

(foto di Guido Picchio)

Piacevole serata conclusiva per la sagra del Maialino allo spiedo di Trodica di Morrovalle. Ieri, martedì 19 agosto, nel piazzale Marche, si è consumato l’ultimo atto della maratona gastronomica che ha visto la distribuzione di circa 250 chilogrammi di carne in sole tre serate. 

La star dell’evento è stata Arnaldo Marozzi mitologico cuoco di maialini che in questi giorni si è cimentato nella cottura di ben 24 bestie (ci scusiamo vivamente con tutti i lettori vegetariani..).  La sua tecnica, che gli vale l’appellativo di “Maestro”, si è perfezionata negli anni sia per quanto riguarda la cottura che nella scelta delle materie prime. A sua detta gli unici allevatori in grado di produrre una carne perfetta sono i Merlini di Tolentino che da decenni nutrono i loro maiali solo con orzo, semola, grano turco e farina di soia.

 

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Nazzareno Parrucci e la signora Maria

Ed è proprio per dare la possibilità a tutti i suoi amici di degustare questa prelibatezza che circa quattro anni fa Nazzareno Parrucci, titolare dell’omonimo calzaturificio, sentì il dovere di organizzare un evento affinché la leccornia non restasse patrimonio di pochi eletti.  “Tutto è nato per colpa e merito di Arnaldo. Un giorno mi invitò a mangiare la sua specialità di cui subito mi sono innamorato. Per questo lo scelsi come cuoco per le mie nozze d’argento e poco dopo gli proposi di organizzare una sagra nel mio quartiere per diffondere nel mondo la sua arte. All’inizio era solo una cosa di quartiere, volevo fare un regalo ai miei amici e collaboratori, poi le persone hanno iniziato a venire anche dai paesi vicini e quest’anno abbiamo servito circa 400 persone a sera. Siamo tutti molto soddisfatti, mangiare e scherzare insieme è lo spirito che anima questa festa! Speriamo di crescere di anno in anno”.  Dunque una sagra non per celebrare un paese, non per ricordare un santo o una ricorrenza, ma semplicemente per mangiare una pietanza che possiamo assicurarvi da sola vale il viaggio fino a Morrovalle. E se credete che stiamo esagerando provate a parlare con Diego Medei, apprendista e futuro depositario dei segreti del maialino: “Tre anni fa ho visto il maestro all’opera e non potevo credere ai miei occhi, sono rimasto folgorato. Così ho deciso di imparare e di fare del maialino una piccola ragione di vita. L’ho anche tatuato sul braccio!”.  Che altro dire… succede solo a Morrovalle!!!

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