Eurospin, Tutti per Macerata:
“Carelli direttore dei lavori,
un evidente conflitto d’interessi”

IL CASO - L'associazione attacca il presidente della commissione Ambiente ("Se fosse stato il tecnico della operazione prima della adozione della delibera, avrebbe dovuto astenersi dalla votazione; se la nomina formale gli fosse stata proposta dopo, avrebbe dovuto rifiutare") e sollecita l'intervento della politica
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I lavori all'Eurospin di via dei Velini (foto di Guido Picchio)

I lavori all’Eurospin di via dei Velini (foto di Guido Picchio)

La costruzione dell'Eurospin lungo la strada

La costruzione dell’Eurospin lungo la strada

 

La protesta dei residenti per i lavori di realizzazione del nuovo Eurospin, terzo supermercato in via dei Velini a Macerata, ha animato il dibattito su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). I lavori per quello che viene definito un “ecomostro” hanno infatti portato al taglio di piante centenarie e allo sfruttamento di ogni centimetro di spazio disponibile. Al momento non c’è stata ancora una presa di posizione da parte dei consiglieri  della maggioranza, né da quelli di opposizione. 

Ad intervenire è invece  Tutti per Macerata, associazione di cittadini, di recente costituzione che analizza la questione:

Marina Santucci

Marina Santucci è la presidente di Tutti per Macerata

«Senza avere la pretesa di dare giudizi tecnici  – si legge in una nota – che non competono ad una associazione di cittadini, crediamo valga la pena di spiegare come è andato l’iter che ha portato alla approvazione per la costruzione di un nuovo supermercato in via dei Velini.
In primo luogo è del tutto condivisibile la ricostruzione dei residenti, che raccontano di metodi assai spicci coi quali si è fatto spazio al cemento, tagliando alberi e costruendo una colata di cemento sulla scarpata, e quant’altro dagli stessi riferito.

La prima considerazione è ovvia, ma da ripetere: è necessario un terzo supermercato in via dei Velini?
Secondo: chi ha autorizzato la costruzione? Ebbene, è stato il Consiglio comunale, in data 27 maggio 2013 ( DCC n. 39/2013), ossia quando già la cosiddetta “bufera” sull’urbanistica, a Macerata, cominciava a far discutere; in particolare, la delibera , che di fatto autorizza una variante al Piano Regolatore Generale, fu votata dalla sola maggioraza da un numero di consiglieri appena sufficienti per garantire il numero legale ( l’opposizione non partecipò al voto, come risulta dalla delibera stessa).  Votarono a favore: Blanchi, Carelli, Compagnucci, Del Gobbo, Garufi, Gasparrini, Lattanzi, Machella, Mari, Menchi, Morresi, Netti, Orazi, Renis, Romoli, Savi, Staffolani.

Il cartello dei lavori

Il cartello dei lavori

Da registrare, inoltre, in quella sede (in Consiglio), che intervenne il consigliere Carelli, a nome della commissione III Ambiente e territorio, poichè ne era e ne è il presidente; un altro punto interessante è che la III Commissione, aveva già valutato positivamente, proprio in sede in riunione di III commissione il 24 maggio 2013, la proposta per la costruzione di quello che ora viene definito l'”ecomostro”.
E’ elementare notare che: Luigi Carelli è presidente della III commissione “ambiente e territorio ” che ha dato l’ok alla costruzione dell’ecomostro; Luigi Carelli riferì in consiglio a nome della III commissione, poi votando favorevolmente alla costruzione dell’ “Ecomostro”.

Ora, vorremmo sbagliare, ma lo stesso Luigi Carelli risulta , nei lavori di costruzione del terzo supermarket di via dei Velini , addirittura il Direttore dei lavori e il responsabile della sicurezzza: ebbene, non c’è un evidentissimo conflitto di interessi? Non è il caso di sollevarlo? E’ tutto normale? Che dice la politica? Se Carelli fosse stato il tecnico della operazione Eurospin tirrenica s.p.a. prima della adozione della delibera, avrebbe dovuto astenersi dalla votazione; se la nomina formale a direttore dei lavori gli fosse stata proposta dopo, avrebbe dovuto rifiutare.

Leonardo Archimi e Paolo Virgili durante una riunione di Tutti per Macerata

Leonardo Archimi e Paolo Virgili durante una riunione di Tutti per Macerata

Altra questione, poi, è quella di buonsenso lanciata dai residenti: altro cemento e alberi rasi al suolo, un muro lungo 40 metri e alto 10, che francamente offende la vista e qualsiasi sentimento civico; sarebbe interesante verificare se le prescrizioni dettate in Delibera ( ossia un rispetto di 5 metri dai confini della proprietà, un distacco di 15 metri dai fabbricati e di 10 dalle strade) siano effettivamente state rispettate; guardando le foto pubblicate da CM ( in particolare quella del muro che viene su dove stava la scarpata, a ridosso della strada), il dubbio sorge».

 

 

 

 

 

 

Uno degli alberi abbattuti

Uno degli alberi abbattuti



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