La lotta della Pars contro la droga
“Restituiamo la voglia di vivere”
LA STORIA - Visita nel mondo di José Berdini, responsabile del Villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia, che ha realizzato il sogno di aiutare le persone contro la tossicodipendenza. La struttura, nata nel 1990, ha una sede anche a Civitanova
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di Carmen Russo
(Fotoservizio di Guido Picchio)
Cosa ci sia al di qua del muro del disagio della tossicodipendenza, è un mondo noto alla gente attraverso tragici episodi di cronaca. Ma cosa ci sia aldilà del muro spesso di indifferenza, siamo andati a vederlo alla Pars. La Cooperativa Sociale nata nel 1990 e che opera nel campo della cura di dipendenza patologica e di disturbi della personalità, ha due sedi a Corridonia e una a Civitanova. Non è circondata da muri, ma dal verde.
Cinquanta ettari di vigna, un uliveto, frutteti e tanti spazi dove poter godere della natura. Uno spazio che la cooperativa di Corridonia si è guadagnata duramente, grazie anche a qualche colpo di fortuna, in circa 14 anni di vita. Il progetto nasce da José Berdini, il quale, dopo aver sconfitto la droga nella sua personale battaglia, ha visto un
castello di sogni concretizzarsi un quella che all’epoca era una casa diroccata: “Avevo 25 anni quando ho smesso di drogarmi. In seguito ho iniziato a realizzare questo progetto con il sostegno del Comune favorito da un lascito di soldi e dalla collaborazione di alcuni finanziatori”. Tra questi c’è anche Rosaria Ercoli, al suo fianco, economicamente e idealmente, fin dal principio: “Quando Josè mi ha iniziato a parlare di questo progetto, mi diceva qui facciamo questo, qui facciamo quest’altro. Ma io gli dicevo: come facciamo?”, ricorda Rosaria Ercoli. Il sogno, però, grazie all’impegno costante e giornaliero, non solo ha preso il volo, ma si è consolidato. Si è consolidato in strutture piacevoli e pulite, tutte con mattoni a vista.
SE QUEI MATTONI POTESSERO PARLARE – Ogni cotto racchiude la storia di coloro che sono passati di lì, impegnati in una lotta alla tossicodipendenza che aveva tolto loro tutto.
“Questi ragazzi arrivano qui, che non si lavano più, non si prendono più cura di loro stessi e non hanno un motivo per andare avanti – dice Berdini – Qui li riabilitiamo, cercando di partire dal principio. Il percorso che intraprendono dura anni, solitamente tre, durante i quali apprendono anche un lavoro: queste case, la cura del verde, la raccolta, la produzione sta tutta nelle loro mani e in quelle dei volontari”.
E’ così che nasce il Villaggio San Michele Arcangelo che, oltre alla cura della tossicodipendenza, organizza anche gruppi di sostegno per aiutare giovani e famiglie (sia per questioni inerenti la tossicodipendenza che anche per aiuto rispetto a problematiche educative in famiglia) in forma libera e gratuita. Ma non solo; punto cardine è diventata ormai la cooperativa da cui nascono prodotti gastronomici e vengono venduti nelle vicine aziende e supermercati. Il responsabile commerciale è Giovanni Carlot, ex tossicodipendente, che ha in mano le redini dell’azienda. Il prossimo 11 febbraio porterà a Norimberga questi prodotti alla Fiera del Biologico.
Una vita che rinasce, come quella di Giulio, che dopo essere uscito dal programma di disintossicazione, ha ripreso a fare quello che era il suo mestiere: il pizzaiolo. E questa passione ritrovata nel Villaggio San Michele Arcangelo ha premesso a Giulio di realizzare il sogno di una vita, ossia quello di aprire una pizzeria tutta sua. Ragazzi e ragazze, uomini e donne che ritrovano alla Pars, una ragione per continuare a lottare e si realizzano, lavorando nell’edilizia, nell’agronomia, nella produzione di salumi, nell’ambito culinario.
E tante le persone che collaborano, circa 300. Alcuni ex “ospiti”, altri professionisti come Luca Doria, responsabile area minori, altri ancora volontari, come Bruna alla Pars dal 1992.
“Lo scopo è anche quello di dare lavoro – dice Berdini.
Oltre a problemi di tossicodipendenza, la Cooperativa si occupa anche di casi di minori con situazioni familiari particolari”. “Operano con noi veri e propri professionisti, occupandosi dei bambini reduci da situazioni a volte drammatiche, 24 ore su 24. Il nostro obiettivo principale è restituire voglia di vivere. All’inizio è una vera e propria lotta, ma poi si instaura un rapporto di fiducia completa. Purtroppo alcuni non ce la fanno, come Matteo (leggi l’articolo). Sono quei ragazzi che si distaccano dal gruppo e vanificano il lavoro, ma a questo non inficia la soddisfazione per tutti coloro che si riappropriano della vita e del rapporto con i genitori, i quali svolgono un ruolo chiave”.
Una soddisfazione, ma nel contempo una voglia di continuare a lottare, che si legge distintamente negli occhi di José Berdini e in tutti i collaboratori e nei sorrisi di chi sta ricostruendo, mattone su mattone, la propria vita.
I PRINCIPALI CONTATTI –
Laura 3204098126 – laura.marconi@pars.it
Irene 3423995950 – irene.costantini@pars.it
Pars 0733434861 – info@pars.it





Di fronte il decesso di un piccolo angelo non ci sono parole.
Bisognerebbe riflettere a non continuare a distruggere il mondo con i vari tipi di inquinamento a tutti i livelli nazionali, mondiali e soprattutto locali.
A tal proposito consiglio la lettura sull’installazione della stazione radio mobile al centro storico di Pollenza e quindi a 100 mt da scuole e asili nido.
Un abbraccio alla famiglia.
grande Josè 😉
Con una grande parte della Casta politica che vuole la droga leggera pr distruggere definitivamente gli ultimi giovani rimasti puliti, la Pars, La Rondinella, San Patrignano, e così via, sono semplicemente inutili. Mi spiace di dire ciò, caro Josè.