L’orrore della Shoah:
“Mai più discriminazioni”

GIORNATA DELLA MEMORIA A TOLENTINO - Alla celebrazione provinciale hanno partecipato centinaia di studenti. Uno di loro, Leonardo Cicconofri: "Non occorrono teste di maiale per ricordarla, servono quelle di noi ragazzi per fare la storia"
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Il pubblico presente all’auditorium Don Bosco

di Marco Cencioni

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Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, sul palco

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Giuseppe Pezzanesi sindaco di Tolentino

Ricordare, riflettere e non dimenticare. Ma anche dare la massima attenzione a quanto accade oggi, agire per evitare che le diversità possano essere spunto di discriminazione, condannare l’indifferenza di fronte ad ogni forma di razzismo. Questi i temi che sono stati affrontati questa mattina, al cineteatro “Don Bosco” di Tolentino, in occasione della celebrazione ufficiale del Giorno della Memoria, promossa dalla Provincia di Macerata insieme all’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “M. Morbiducci” e all’ANPI provinciale. “Comprendere malgrado tutto. Quando i film creano memoria” è stato il tema della giornata, illustrato dal presidente dell’ISREC Macerata Claudio Gaetani. Circa 300 i giovani che hanno partecipato, alunni dell’Istituto di Istruzione Superiore “Filelfo” e dell’Ipsia “Frau” di Tolentino, veri protagonisti della manifestazione voluta dal presidente della Provincia, Antonio Pettinari. “Abbiamo voluto fortemente, sin dall’anno scorso, celebrare
ufficialmente la giornata della memoria insieme a voi ragazzi – dice  Pettinari – Il senso vero di parole come democrazia e libertà si capisce meglio attraverso il ricordo dei crimini e delle atrocità commesse durante la seconda guerra mondiale
. Perché non ci sia più una Shoah, ma soprattutto perché tutti finalmente capiscano che il rispetto reciproco è il principio fondamentale della nostra costituzione”.

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Lorenzo Marconi, presidente Anpi provinciale

Nessun discorso ufficiale, per quanto vibrante, potrà rendere sufficiente onore a chi di questa ideologia malata ha sofferto le estreme conseguenze – dice Paolo Cartechini, presidente del Consiglio provinciale – Eppure, ritengo che la nostra comunità deve essere presente in questa ricorrenza, attribuendo un significato pieno e vitale ad essa. Non solo l’osservanza di un rito formale ma l’impegno concreto, affinché il silenzio non possa cancellare la consapevolezza di ciò che è accaduto. Abbiamo bisogno di voi ragazzi, per realizzare una comunità viva e rispettosa. Mai più discriminazioni a chi è diverso da voi, la vostra capacità di reazione comincia dall’attenzione verso chi è più vicino,un amico,un compagno. Il male commesso ai danni del popolo ebraico non potrà essere sanato dalla celebrazione annuale, ma giorno per giorno sarà necessario il vostro impegno: non ignorate i piccoli segnali, non volgete lo sguardo dall’altra parte, non siate mai indifferenti”.

La commemorazione itinerante arriva a Tolentino, scelta anche dovuta a ragioni storiche – afferma la Prof.ssa Santa Zenobi, coordinatore della manifestazione e dirigente scolastico del I.I.S.  F. Filelfo” di Tolentino – visto che la città è stata insignita con doppia medaglia d’argento sia al valor militare che a quello civile, per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana. Il ricordo dei Martiri di Montalto, dei campi di internamento di Fiastra è tenuto costantemente vivo da parte dell’ANPI locale. Come dirigente rappresento anche le altre scuole della città, che fanno la loro parte nel formare i ragazzi nella salvaguardia dei valori di libertà, tolleranza e democrazia”. Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, dopo aver salutato le autorità presenti, ha preferito far intervenire il sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Leonardo Cicconofri, che ha esposto le sue riflessioni. L’intervento del giovane, semplice e diretto, ha scaturito uno scrosciante e lunghissimo applauso. “Dobbiamo cercare di capire che la Shoah è stata una macchia nella storia umanità. Non possiamo tornare indietro per evitarla ma la dobbiamo ricordare, contribuendo non a fare giustizia come dovuto, perché impossibile, ma a non ripetere tale sterminio. La memoria è il vaccino della storia, serve a prevenire un male quando si presenta.
2_PlateaAutorità-650x432Non occorrono teste di maiale per ricordare la Shoah, ma le teste pensanti di noi ragazzi per fare la storia negli anni a venire”.

Porto i saluti dei partigiani che avrebbero voluto essere qui, ma che per l’età non possono esserci – dice il presidente dell’ANPI provinciale di Macerata Lorenzo Marconi – Vi comunico il loro orgoglio di essere stati quelli che si sono opposti a coloro i quali hanno costruito le condizioni dello sterminio e della guerra. Orgoglio ancor più forte se si pensa che quando erano ragazzi come voi hanno imbracciato le armi, per difendere il loro paese e combattere il regime, complice attivo nella costruzione dello sterminio. Sono stati i fondatori della costituzione e hanno garantito all’Italia libertà e democrazia”.
La commemorazione rischia di essere esercizio vuoto e formale, noi non vogliamo questo” dice Annalisa Cegna dell’ISREC, che con il suo intervento ha posto l’accento sulle nuove subdole forme di razzismo e xenofobia. “Siamo qui per approfondire la conoscenza dell’ argomento di cui il giorno della memoria tratta, perché la storia è l’unico antidoto. Siamo qui perché si sente spesso in questi giorni, giustamente, la frase “perché ciò non accada più”: ragazzi, sta accadendo. Certo, la Shoah è un unicum e non accade oggi lo stesso episodio, ma stanno accadendo tante cose simili. Cogliete questa circostanza per fare dei paragoni. Guardatevi intorno e vedete cos’è che oggi ricorda un lager, cos’è che genera razzismo o discriminazione, il paragone è fonte di conoscenza storica: guardate con occhi diversi e agite, agite sempre”.  Claudio Gaetani, presidente dell’ISREC, sulla scorta della proiezione di spezzoni di film, ha parlato di come sembra che si sia giunti ad una saturazione della comunicazione sul tema. Gaetani ha sottolineato l’importanza di rendersi “spettatori consapevoli”, illustrando quali sono i limiti di una divulgazione sempre uguale e, soprattutto, ha dimostrato come si può cambiare questo fattore, in modo da mantenere vivo il ricordo e garantire che quanto accaduto non si ripeta in futuro.

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Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari

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