Tares, +38% rispetto alla Tarsu
Imu al massimo sulla seconda casa

CIVITANOVA - La giunta ha approvato il bilancio di previsione, che entro fine mese sarà discusso in Consiglio comunale. Dure critiche da Sel e M5S
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Il sindaco Tommaso Corvatta e l’assessore al bilancio Doriana Mengarelli

 

di Laura Boccanera

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La Tares aumenta del 38% rispetto alla Tarsu e aliquota massima per l’Imu sulla seconda casa con un escamotage tecnicistico per ricevere trasferimenti dallo Stato. La giunta comunale ha approvato ieri nella seduta il bilancio di previsione, che sarà sottoposto al Consiglio comunale entro la fine del mese. Il sindaco Tommaso Corvatta e l’assessore al bilancio Doriana Mengarelli hanno illustrato questa mattina gli elementi principali di un esercizio finanziario che viene tenuto insieme da diversi accorgimenti tecnici e tagli alle spese.  La difficoltà principale riguarda l’Imu: la ricetta seguita è quella di altre grandi città italiane come ad esempio Roma, Bologna, Milano. In sostanza, sebbene l’Imu sulla prima casa non si paghi, il Comune alza l’aliquota dallo 0,4 allo 0,6 per mille. Una sofisticazione finanziaria approvata anche dall’Anci e che permetterà di incamerare 600mila euro di trasferimenti dallo Stato. Corvatta la definisce «una forma di protesta nei confronti dello Stato, una politica aggressiva adottata dal nostro Comune e dalle maggiori città italiane». In sostanza, la giunta ha deliberato un’aliquota sulla prima casa al 6 per 1000. «Ma quelle somme – specifica Corvatta – i cittadini non le tireranno mai fuori. Abbiamo seguito le indicazioni dell’Anci, hanno operato la stessa scelta città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Considerando che la prima rata Imu è già stata abolita, il comune, applicando l’aliquota al 6 per 1000, prevede un introito di 600 mila eur, che lo Stato, qualora abolisca anche la seconda rata come sembra probabile, dovrà coprire a vantaggio degli enti comunali. E’ una presa di posizione forte, che condivido pienamente, per lanciare un segnale chiaro: è ora di smetterla di spremere le finanze locali. Quest’anno ci troviamo a chiudere il bilancio con un taglio dei trasferimenti di 1,8 milioni di euro». Ma qualora la seconda rata Imu non fosse abolita, «non saranno comunque i civitanovesi a pagare quella somma – precisa il primo cittadino – perché andremo a prelevare soldi dal fondo di riserva, che ammonta a 370.000 euro, e da altre voci che abbiamo accantonato, per esempio con tagli di circa 300mila euro sulle spese». Lo scopo è incrementare i trasferimenti statali a casse comunali esangui ed è la medesima operazione che stanno compiendo molti altri Comuni. «Quest’anno – aggiungono Corvatta e Mengarelli – abbiamo prodotto anche una sensibile riduzione alla spesa pubblica, tagliando ben 450.000 euro».

Tares-300x300Tra i punti  salienti del documento appena approvato dall’esecutivo, anche l’approvazione della Tares, la tassa sui rifiuti e servizi. E qui di fatto “Per legge i comuni sono oggi obbligati a coprire con l’imposta sui rifiuti l’intero costi del servizio di smaltimento, che per Civitanova Marche ammonta a circa 7 milioni e mezzo di euro – sottolinea l’assessore Mengarelli – In questa somma vanno inseriti anche i 190.000 euro che il comune pagherà in più dopo la chiusura dell’inceneritore del Cosmari. Nel 2012 la copertura dei costi arrivava al 73%, mancava quindi una porzione ancora consistente e da qui deriva principalmente l’incremento. Di fatto, per quanto riguarda le abitazioni, si pagheranno 2,07 euro a metro quadro, più un 5% di tributo ambientale alla provincia. A questa somma vanno aggiunti 30 centesimi che vanno direttamente allo Stato e che gli enti locali non possono far a meno di riscuotere”. “In base all’art.5 del Decreto legge 102 convertito in legge il 28 ottobre – precisa il sindaco Corvatta – i comuni possono determinare i costi del servizio in base ai criteri applicati nel 2012, quindi con la vecchia Tarsu. Abbiamo subito recepito questa possibilità, evitando rincari che sarebbero stati massacranti per alcune categorie. Rimane il fatto che il costo del servizio doveva comunque essere interamente coperto e che i rincari erano inevitabili, ma li abbiamo spalmati per rendere la tariffa più equilibrata”. In percentuale però l’aumento rispetto alla Tarsu si attesta sul 40% per le abitazioni. Maggiore invece la quota che dovrà essere versata dalle imprese, con un caso eclatante, di cui ancora non si hanno simulazioni, ma che riguarderà gli stabilimenti balneari che dovranno sborsare 4,42 centesimi per la superficie coperta della concessione. Per loro tuttavia, come era per la Tarsu sono previste delle riduzioni. Le agevolazioni tariffarie riguardano le abitazioni con un unico occupante (-30%), le abitazioni a disposizione per uso stagionale o limitato e discontinuo; per locali ed aree scoperte ad uso stagionale, per abitazioni occupate da soggetti con residenza o dimora all’estero per più di 6 mesi l’anno (-20%), e i fabbricati rurali ad uso abitativo (-15%).  Inoltre si potrà ricevere un -5% della quota variabile in caso di smaltimento in proprio di scarti compostabili, riduzioni anche per le utenze non domestiche che dimostrino l’avvio al riciclo di rifiuti speciali. Le attività balneari che praticheranno la raccolta differenziata in spiaggia avranno il -10% sulla quota variabile, il 5% invece per chi acquisirà certificazione ambientale Iso 14001 o Emas II. Infine, per i redditi familiari con valore Isee inferiore ai 3.738 euro, il comune erogherà un contributo che coprirà interamente il costo dell’imposta.

Da sinistra Fabio Bottiglieri, Pier Paolo Pucci e Mirella Emiliozzi del M5s

Da sinistra Fabio Bottiglieri, Pier Paolo Pucci e Mirella Emiliozzi del M5s

Ma già è polemica. I primi ad intervenire sono gli esponenti del M5s: “L’unica cosa che questa amministrazione è capace di fare è solo: tasse, tasse, tasse – dicono i grillini – ancora una volta ci viene propinato il solito oramai stucchevole ritornello: “abbiamo dovuto recepire una tassa statale che ci obbliga”, ma non è così, ecco da dove salteranno fuori i soldi per il palas e per le feste. La chicca finale è che per quanto riguarda l’IMU, nel più assoluto silenzio l’aliquota sulla prima casa è salita nel nostro comune al 6 per mille, così che in caso il governo decidesse di far pagare la seconda rata, cosa che è ancora in discussione, i cittadini si troverebbero a pagare alla fine il 3 per mille contro il 2 pagato lo scorso anno come seconda rata”.

Ma a dare manforte ai pentastellati è anche Sel. «Ancora una stangata del Sindaco Corvatta sotto l’Albero di Natale – scrive il circolo cittadino di Sinistra e Libertà -,  che arriva da un bilancio di previsione in zona Cesarini. Il bilancio si poteva e doveva fare e per le partite non definite si fanno le variazioni di bilancio. Una cosa è certa come l’anno passato la debolezza politica mista a sufficienza e assenza di visione ha portato il Sindaco e la Giunta al solito vizietto delle decisioni tutte interne al palazzo. Due sono le cose certe. Una è che l’avanzo di Bilancio del 2012 sarà impegnato non certo per le manutenzioni delle strade ridotte a colabrodo, per le scuole, per le opere pubbliche straordinarie, ma per l’ emergenza politica elettorale ossia dimezzando la nuova Fiera e facendo il Palas. L’altra cosa certa è che l’incapacità politica,la distanza con la città reale del Sindaco e della Giunta porterà come dono indesiderato una stangata di tasse e tariffe sotto l’albero di Natale.

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