La lunga attesa dei docenti precari
A caccia di una cattedra (per un anno)
MACERATA - Circa 150 gli insegnanti convocati questa mattina all'Itc Gentili per l'assegnazione delle nomine nella scuola primaria. Domani le operazioni si concluderanno con la scelta degli insegnanti per le scuole dell'infanzia - GUARDA LE INTERVISTE VIDEO: "Siamo demoralizzati ma abbiamo il futuro tra le mani"
di Erika Mariniello
A pochissimi giorni dall’inizio della scuola sono ancora molti i docenti precari in attesa di conoscere il loro futuro (leggi l’articolo). E’ iniziata alle 9.30 la giornata degli insegnanti convocati questa mattina all’ITC Gentili per assistere alle operazioni di individuazione dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia che si concluderà domani. Quattordici i posti comuni (non di sostegno o di lingua inglese) a disposizione di cui solo 4 a tempo pieno, 7 invece quelli per i docenti di lingua inglese di cui solo uno ad orario intero e 121 i posti per gli insegnanti di sostegno di cui 98 interi e 14 con ore comprese tra 7 e 21.
Una giornata lunga e faticosa per circa 150 insegnanti che, come accade ogni anno, fino all’ultimo non sanno che ruolo dovranno ricoprire e in che scuola dovranno insegnare. “Come sempre fino all’ultimo non c’è nulla di certo – racconta Romina – fino all’altro ieri, ogni giorno, per tre volte al giorno controllavo sul sito dell’ufficio scolastico per avere notizie sulle convocazioni. Quest’anno ci hanno convocato tardissimo, siamo ancora più in ritardo degli scorsi, ora attendiamo e vediamo che succederà”.
Stessa situazione anche per Marta che da ben 7 anni rivive questa giornata ogni volta con la speranza di ottenere un buon posto di lavoro: “Sono ancora qua, per la settima volta consecutiva – racconta – siamo tutti con il fiato sospeso, in attesa di sapere che sarà del nostro futuro. Ci aspettiamo delle buone proposte, speriamo in bene”. Per molti, quello delle nomine è diventato un appuntamento fisso, una routine che si cerca di vivere in maniera positiva anche se, dopo molti anni di lavoro precario alle spalle, è sempre più forte il desiderio di stabilità.
“Sono dieci anni che faccio questo mestiere, ma ogni volta è uguale – spiega Ivano, insegnante originario della Puglia ma residente a Macerata – Non c’è mai continuità e non c’è la possibilità di instaurare un rapporto duraturo con gli alunni, questo è un grande problema per un insegnante, soprattutto quando si ricoprono incarichi di sostegno. Le nomine dovrebbero essere fatte un po’ prima per dare la possibilità ai docenti di conoscere la scuola e di ambientarsi, invece, come accade sempre si decide tutto a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico”.
Insegnanti qualificati, in molti casi con tanti anni di esperienza alle spalle, in fila per ottenere un’annualità. Docenti con storie diverse, ma con le stesse preoccupazioni e le medesime esigenze: trovare un lavoro il più possibile duraturo. “Siamo in tanti, tutti ammassati in quest’aula – dice Michela, di Macerata – siamo qui per un lavoro di un anno, ma non possiamo scegliere più di tanto perché molto dipende dai posti che ci sono a disposizione e dalle graduatorie, speriamo solo che questa giornata finisca in fretta”.
Nel gruppo riunito in un’aula dell’Istituto Gentili, insieme a chi ha iniziato a fare l’insegnante da qualche anno c’è anche chi fa questo mestiere da molto tempo e nonostante tutto non è ancora riuscito a diventare di ruolo. “Dopo tanti anni non mi aspetto davvero più niente – dice Patrizia, di Civitanova – come precaria sono delusa, non so proprio come andrà a finire”.
“Come docenti siamo molto demoralizzati – dice Maria Rosella, di Macerata – ma dobbiamo pensare che abbiamo il futuro tra le mani (il riferimento è alla responsabilità verso i più piccoli, ndr), per questo dobbiamo trovare la forza per rimboccarci le maniche, accettare quello che ci viene dato e partire anche quest’anno con la carica giusta”.
Domani, sempre a partire dalle 9.30, si decideranno le sorti degli insegnanti per la scuola dell’infanzia. Sono 73 i docenti convocati per il sostegno e 60 per i posti comuni (non di sostegno o di lingua inglese). Undici i posti comuni a disposizione di cui 5 a tempo pieno e 6 a meno ore e 56 i posti liberi per il sostegno di cui 35 interi.








rispetto il lavoro che svolgono,perche molto difficile e di responsabilita’,e se vogliamo anche poco pagato.ma bene o male hanno un posto! qanche se precario…e i poveri dipendenti di ,parima,tvrs,confezioni sposa di tolentino,calamante di appignano,ecc…ecc..che invece si rimboccheranno le maniche e che i giornali non ne parleranno piu dei sacrifici che affronteranno e degli anni che spero di no, passeranno da disoccupati?quelli sono di serie b!perche non possono sperare in un posto statale che sembra ….ci sia essere per forza.
ma questi cari professori/esse perche non provano, se ogni anno hanno paura di perdere il posto…(ma mi sembra che non lo abbia perso nessuno..correggetemi se sbaglio…)a trovare qualcos’altro….
mmh difficile…
enrico
Basta con i soliti luoghi comuni… anche quest’anno molti di noi (ex insegnati ) rimarranno a casa… e per motivi tecnici noti solo al Ministero anche senza disoccupazione ….. alcune persone prima di giudicare si informino ….
Finche ce la prendiamo con gli statali quest italia sarà sempre più piccola! Visto che purtroppo la situazione economica è devastante allora mandiamo a casa pure gli statali come insegnanti medici o infermieri! Basta a predersela con loro hanno solo la colpa di fare quel mestiere!!!!!!!!
si tratta di una forma di moderno bracciantato. Solo che, applicata all’istruzione, manifesta tutta la sua tragicità…
i molti “non mi piace” significano: vogliamo tutto precario e privato come noi. una scuola precaria e privata, una sanità precaria e privata, trasporti da schifo ancora peggio di come sono e privati, polizia privata e precaria, poste private e precarie, carceri private e ancora più fatiscenti, università private e inesistenti, ricerca scientifica pari a zero o comunque finalizzata solo a trovare la ricetta del detersivo o del mastice da scarpe più efficace per conto dell’industrietta di provincia, mari privati, acqua privata, fiumi su cui scaricare liberamente ed incontrollatamente anche i liquami domestici, fogne private e precarie, tutto sotto il controllo precario e privato dei privati, costruzioni libere ed abusive dappertutto, evviva la libertà e la democrazia. capisco che siamo in crisi. ma bisogna lottare contro i soprusi, le inefficacie e le ingiustizie del pubblico e non contro il pubblico e basta e poi dare l’anima e scannarsi per la partita dell’inter e della civitanovese!
prima di giudicare?
coda di paglia…..
volevo solo dire e lo ribadisco che rispetto il vostro lavoro ,perche di grande responsabilita e mal pagato(sotto alcuni aspetti) ma ripeto che non è che se uno ha insegnato da precario ed il pèosto non c’è piu ,deve per forza averlo di diritto…troppo facile!!!
basta con il posto fisso per forza!!!
io lavoro con una azienda privata da 25 anni…e non posso sapere se domani mattina non esistera’ piu..e se dovesse andar male,l’anno dopo non ho un un itc dove mi troveranno un posto percheho lavorato per 25 anni in un azienda e percio ne ho vantaggio in confronto di altri…e no!!!
me lo dovro cercare e basta…
questa la differenza…
non è detto che se uno ha studiato ,ed ha insegnato fortunatamente per lui si deve considerare uno che ha diritto ad avere un ruolo fisso.e dove sta scritto…???
se i posti non ci sono amen…cercatevi qualcos’altro.
in bocca al lupo