Applausi per Padre Bartolomeo Sorge

Il gesuita e teologo ha aperto il primo dei sei “Incontri d'autunno” a Macerata

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Un’antenna che sa cogliere il segno dei tempi”. Così Padre Bartolomeo Sorge, accolto dal consigliere regionale Angelo Sciapichetti, ha ringraziato Macerata che ha voluto dedicare un momento di riflessione al Concilio Vaticano II a 50 anni dall’inizio, in vista delle celebrazioni dell’11 ottobre. Il gesuita e teologo, tra i massimi esperti della Dottrina sociale della Chiesa, ha aperto venerdì sera, alla Domus San Giuliano, il primo dei sei “Incontri d’autunno” organizzati dal Circolo Aldo Moro. Erano davvero in tanti ad ascoltare ed applaudire le sue risposte alle domande del giornalista Rai Vincenzo Varagona.

sorge-2-300x225 In che misura la Chiesa ha assimilato ed esprime oggi l’identità cristiana? Sorge, 83 anni, lo ha spiegato con chiarezza e lucidità. “Il Vaticano II – ha detto – è una delle prove dell’esistenza di Dio, convocato per ridefinire l’identità cristiana nel contesto storico e culturale dell’umanità globalizzata, per dialogare col nuovo mondo, in una società multietnica, multiculturale e multireligiosa, ma anche fra le diverse componenti della Chiesa”. Germi rivoluzionari, segni di fiducia e di rinnovamento che trovano espressione in una manciata di parole – collegialità, uguaglianza, formazione, più coinvolgimento dei laici e delle donne – e in una domanda aperta, quella con cui il Cardinale Martini chiude il suo testamento spirituale: “E tu, a 50 anni, che cosa fai?”. Fra i tanti presenti in sala, Pietro Giardina, prefetto di Macerata, e l’on. Mario Cavallaro



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