Macerata sotto Fermo? “Mai”

I COMMENTI - Il presidente Pettinari: "La Provincia di Macerata ha tutte le carte in regola per continuare ad esistere". Capponi propone la provincia Macerata Picena e attacca: "Se non arriveranno risposte chiare e trasparenti dal Pdl nazionale uscirò dal partito". Il sindaco Carancini preoccupato per le sorti del capoluogo: "Bisogna muoversi subito"
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di Matteo Zallocco

Primi commenti alla notizia arrivata da Roma (leggi l’articolo) sull’idea del Governo di ridurre a tre le cinque Province marchigiane salvando Pesaro-Urbino e Ancona, cancellando Macerata e Ascoli e lasciando la sola Fermo a gestire una sorta di preannunciato “Distretto delle Marche Sud”. Naturalmente bisognerà vedere se tutto questo diventerà legge, ma il rischio c’è.

Secondo il presidente della Provincia Antonio Pettinari “è un momento di grande confusione, ma resta il fatto che il criterio principale è quello della superficie e Macerata è la prima delle Marche con 2778 Km/q, poi c’è quello della popolazione e siamo terzi con 320mila abitanti mentre è stato accantonato il criterio del numero dei Comuni dove superavamo tranquillamente il tetto dei 50. Gli altri criteri devono ancora essere definiti per cui bisogna avere molta prudenza nel commentarli: per ora non posso tenere conto delle idee di qualche funzionario del Ministero degli Interni come quella di favorire la baricentricità in caso di accorpamento di più di due province. Di sicuro Macerata non starà a guardare e non avremo certo bisogno di una difesa d’ufficio in considerazione della storia e l’identità di questa provincia, della forza di due Atenei e del fatto che siamo al primo posto in Europa nell’industria manifatturiera come indice di occupazione. La Provincia di Macerata ha le carte in regola per continuare ad esistere ma di sicuro bisogna chiedere chiarezza perchè in questo momento si dice di tutto e di più basti pensare che alcuni Ministri dicono una cosa e altri esattamente il contrario”.

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Si dice preoccupato il sindaco di Macerata Romano Carancini visto che il capoluogo si ritroverebbe senza Provincia, Prefettura e Questura: “Bisognerebbe subito fare squadra – dice – con la Provincia e gli altri Comuni, chiedere ai parlamentari di attivarsi immediatamente per capire meglio e portare al Governo una proposta concreta e alternativa.  Mi sembra un’idea disgraziata quella di considerare Fermo capoluogo di un distretto Marche Sud, un’idea priva di qualsiasi tipo di presupposto storico, logico ed economico. La soluzione più logica per un taglio dei costi è quella di redistribuire tra Macerata e Ascoli i Comuni della neonata provincia fermana: penso a Montegranaro che anche storicamente si sente più maceratese o Porto Sant’Elpidio che è la prosecuzione di Civitanova. Io penso che sarà importantissimo il ruolo di Antonio Pettinari grazie anche ai suoi rapporti molto stretti con Casini, uno dei tre leader della maggioranza”.

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“Macerata Picena”. E’ questa la proposta di Franco Capponi, ex presidente della Provincia di Macerata. Secondo Capponi il Maceratese facendo forza anche sulle sue Università dovrebbe inglobare i comuni fermani e parte di quelli ascolani, fino a San Benedetto. “La riqualificazione delle autonomie locali – commenta Capponi – non può avere la stravaganza che gli sta dando questo Governo. E’ irragionevole pensare solamente a Fermo, la provincia di Macerata non accetta più penalizzazioni, è l’unica ad aver perso la Banca d’Italia e subiamo ancora fortissime penalizzazioni nella sanità e nelle risorse destinate alle Università sia per il funzionamento che per le attività di ricerca. Tutto questo va a vantaggio delle province di Ancona e Pesaro. Non ha senso la proposta di formare una provincia con capoluogo Fermo, dove tra l’altro i servizi relativi alla nuova Prefettura e alla nuova Questura devono essere ancora completati. Seppur bizzara questa idea purtroppo è nelle menti di qualcuno al Ministero. Non si tiene contro delle peculiarità e della valenza delle realtà territoriali e questa idea può diventare un pericolo concreto perchè all’interno dei criteri che stanno valutando al Ministero c’è questo della baricentricità in caso di accorpamento di più di due Province.
La visione di una provincia del centro sud delle Marche noi la possiamo ipotizzare solo con Macerata capoluogo, sia perchè è la provincia più grande che da sola ha quasi i requisiti per raggiungere i criteri previsti dal decreto sulla spending review, sia perché ha già l’ossatura per incorporare sia Fermo che parte di Ascoli.
Da qui la proposta di Franco Capponi di denominare la provincia Macerata Picena: “E’ un’idea che era balenata già alcuni anni fa con gli studi fatti dall’avvocato Bartolomei che aveva avanzato questa innovazione per rafforzare la provincia periferica marchigina rispetto allo strapotere della provincia di Ancona. Noi sosteniamo comunque in via generale la permanenza dell’istituzione Provincia ma con un cambio totale dell’impostazione e un’enorme cessione delle competenze  ai Comuni e ancor di più alle unioni dei Comuni: sono queste le istituzioni più efficenti e riconosciute dal cittadino come più vicine. Sosteniamo inoltre l’azzeramento dei costi della politica per quanto riguarda la gestione delle Province che devono essere espressione dei sindaci in quanto i loro servizi non si rivolgono direttamente al cittadino ma a una visione di integrazione territoriale di servizi di area vasta”.

Franco Capponi e Nazareno Agostini, capigruppo di Ppe e Pdl in Consiglio provinciale, hanno chiesto un incontro urgente del direttivo regionale del Pdl con tutti i parlamentari marchigiani  per conoscere la linea decisa dal Pdl nazionale e “la totale trasparenza delle decisioni che non potranno ancora  penalizzare la nostra Provincia”. Se questo confronto non avvenisse e in assenza di risposte chiare Capponi e Agostini hanno comunicato che non potranno proseguire l’attività di rappresentanza politica all’interno del Pdl.

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Il commento di Giancarlo Liuti (leggi l’articolo)



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