I luoghi insoliti del Macerata Opera Festival
Tutte le compagnie sono al lavoro contemporaneamente. Carmen prova al Palasport
C’è un festival che non si vede, ma curioso da raccontare. Allo Sferisterio è in prova la celebre Traviata degli specchi, ma non è l’unico spazio occupato dalla lirica. Infatti tutte le compagnie sono al lavoro, contemporaneamente da quasi dieci giorni, e le produzioni si trovano in luoghi “insoliti” per il mondo dell’opera. Ne è la testimonianza Carmen, rappresentazione che in questi giorni è in costruzione nel Palasport di Fontescodella, tempio dello sport, casa della Lube Banca Marche. La squadra di volley che ha reso famosa Macerata in ambito europeo passa il testimone al Macerata Opera Festival, altrettanto celebre al di fuori delle Alpi. L’opera, che vede la regia di Serena Sinigaglia, da domani sostituirà La Traviata in Arena nel segno di quella alternanza che ogni tre giorni vede un allestimento diverso allo Sferisterio. Intanto oggi sono iniziate le prime letture della Traviata, al teatro Don Bosco. Questo vuol dire che presto entrerà in scena anche la Form, l’Orchestra Regionale Marchigiana per aggiungere un altro tassello in vista della prima rappresentazione in programma il 20 luglio. La Bohème che si trova all’interno del palazzo ex-Gil, a due passi dallo Sferisterio, chiude il quadro del festival “nascosto” che, tra poco più di venti giorni, uscirà allo scoperto, inondando di musica la città di Macerata.




Wow che foto!!! Farebbe passare a chiunque la voglia di andare a vedere l’opera… :/
Cos’è dopo il 68?
la Carmen ecologista? Tra sacchetti della differenziata e scatoloni d’acqua.
Cantanti giovani e sconosciuti che non paiono all’altezza…
Vedremo che disastro ne uscirà fuori…
PER TRAVAGLIO
Macerata è solita rimettere sempre l’orologio indietro di 30 anni. Ne abbiamo viste di queste regie avanguardistiche e proprio oggi che non avrebbe più senso vederne, assistiamo attraverso scellerate operazioni allo svilimento e allo snaturamento di quel meraviglioso muro di pietre che tanto amò Svoboda,tanto fece disperare De Ana e che uomini come Calise, Perucci, Orazi hanno sempre tutelato prima dello stesso nome dei Registi.Come a dire che quel muro costringe la creatività a superare il confine dell’ovvio e a ricercare l’idea universale.Andrò come ogni anno allo Sferisterio ma come Lei ho questo presentimento di sconfitta che alberga nell’anima.E consapevole che il vero problema non è nella Direzione Artistica ma nel Palazzo Comunale dove la mancanza di Cultura fa credere che per avvicinare i ragazzi all’Opera basti trasformare tout court Carmen in una sorta di Regina dei poveri e la povera Mimì circondata da figli di fiori al sapor di marjuana.