“Parco commerciale” della discordia
Negozi pronti… Ma la viabilità?

Il "CorridoMnia Shopping Park" sarà inaugurato il 7 giugno. Nove strutture saranno occupate da brand nazionali e internazionali (tra cui il McDonald's) mentre altre tre resteranno vuote fino a settembre. Promessi 300 posti di lavoro, ma le attività commerciali di Piediripa e Corridonia potrebbero subire un duro colpo. Intanto il traffico soffre l'inadeguatezza del sistema infrastrutturale
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Il CorridoMnia Shopping park

di Alessandra Pierini

Il CorridoMnia Shopping Park è realtà. A dispetto di quanti si sono opposti e hanno manifestato le loro perplessità sulla realizzazione del parco commerciale, in poco più di 10 mesi, la riva sinistra del fiume Chienti si è animata di insolite e ammiccanti strutture che danno l’impressione di essere a Cinecittà, create ad arte, in empatica assonanza con l’attualissima tendenza dello shopping a trasformarsi in entertainement, in svago e passatempo. Il CorridoMnia è sorto a pochi metri dal fiume, appena attraversato il ponte, formalmente nel Comune di Corridonia, ma praticamente nel cuore della Vallata del Chienti, distretto sul quale insistono, considerando una distanza di una trentina di chilometri, ben cinque centri commerciali, totem della cultura capitalistica, sempre più instabile a causa della crisi della propensione al consumo e della capacità di acquisto.
Il CorridoMnia Shopping Park, al di là di tutte le critiche e delle esternazioni di molti, contrari all’opera,  aprirà i battenti il 7 giugno. In un primo momento saranno nove  le strutture che apriranno mentre altre tre, per ora vuote, si aggiungeranno in autunno. Saranno di medio-grandi dimensioni, ognuna indipendente dall’altra, con propria insegna e politica aziendale. in particolare ci saranno il ristorante Road House Grill  del gruppo Cremonini, leader in Italia nella produzione di carne Ancora Casa, marchio belga di oggettistica per la casa, il supermercato Superconti e Maisons du Monde che ospiterà arredi e mobili di stili differenti e provenienti da ogni continente. Gli altri 5 negozi saranno Oviesse, King Sport , Miriade marchio di maggior livello della famiglia Carpisa-Yamamay dedicato a borse e calzature, Risparmio Casa con giocattoli, casalinghi, hobbistica, articoli regalo e altro. Infine ci sarà un McDonald’s di ultima generazione e il  servizio Mc drive per ordinare e ritirare già in auto.

corridomnia_park-1-300x200Vinta la battaglia dell’apertura, però, ora il CorridOmnia Shopping Park sarà chiamato ad una sfida ben più ardua: dovrà dimostrare la sua effettiva capacità di  richiamare giovani e famiglie da tutte le Marche in virtù dell’offerta di prodotti e brand in molti casi ancora non presenti nella regione, dovrà dimostrarsi vincente in un panorama economico globale che non fa così ben sperare e dovrà poi garantire, come promesso 300 posti di lavoro considerando che dare occupazione in questo momento ha senso se non si va a cannibalizzare posti di lavoro in realtà simili.
Allo stesso tempo dovrà fare in modo di non intaccare il fragile equilibrio della concorrenza che, in virtù della globalizzazione ormai in fase avanzata, è diventato un sistema perverso in cui quasi mai il prevalere di uno è il soccombere di un altro ma, come insegnano i colossi mondiali, il fallimento di un competitor scatena un effetto domino che non risparmia tutti gli altri.
La sfida del futuro impegnerà soprattutto le istituzioni. Il CorridoMnia, infatti, è sorto, dopo aver richiesto e ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni in una zona la cui viabilità è già seriamente compromessa. Lo svincolo a otto all’uscita della superstrada che doveva migliorare sensibilmente la viabilità ha deluso le aspettative e, anche se ha reso meno pericoloso il transito in uscita in direzione Corridonia, non ha risolto il problema degli ingorghi, in diverse ore del giorno, come segnalato anche dai nostri lettori (leggi l’articolo) nei giorni scorsi ed è l’intera provincia a pagare le spese del traffico intenso e della carenza infrastrutturale della zona. Per di più lo svincolo di San Claudio che poteva servire a snellire il carico viario che gravita tutto su un’ unica arteria, tra l’altro strozzata dal ponte sul fiume Chienti, non sembra destinato a concretizzarsi, di sicura non lo sarà in breve tempo. Non solo: la collocazione del parco commerciale, proprio a ridosso dell’alveo del fiume, richiede particolare cura agli argini e attenzione a qualsiasi mutamento nella portata  di acqua (leggi l’articolo).
Prima che sia troppo tardi, anche se il ritardo c’è già, è necessario che venga riprogrammato lo sviluppo territoriale che va ragionato con un’ottica almeno provinciale. I confini comunali si sono dimostrati  troppo ristretti per dar vita ad una pianificazione sensata e lungimirante. E ancora, spetterà agli enti di governo trovare il modo di tutelare le piccole attività e le produzioni locali che hanno finora tenuto in vita i borghi storici, dalla forza di centri commerciali che garantiscono parcheggi comodi e la possibilità di acquistare più categorie merceologiche senza spostamenti.
Gli effetti, pur preventivati e immaginabili, insomma, sono tutti da vedere.



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