“Dialoghi in corso”
ricordando Falcone e Borsellino

Porto Recanati

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gf-pbDomani (sabato 12 maggio) presso la Palestra Diaz di Corso Matteotti, a Porto Recanati, alle ore 17,30 , l’Associazione Lo Specchio organizza una rassegna per Dialoghi i Corso, “Ricordando Falcone e Borsellino. Si parlerà di legalità e di due personaggi che possono essere considerati a tutti gli effetti “eroi civili” per il coraggio con cui hanno affrontato e combattuto le mafie, pagando per questo con la vita.

Una storia che parte da lontano, quella della mafia siciliana, costellata di morti ammazzati, di attentati sanguinari e di tanta, troppa violenza, anche psicologica, nei confronti di una terra controllata dai clan della “cupola”. Ma condizioni simili non potrebbero verificarsi né sopravvivere se non avessero il tacito appoggio della società civile, così come dell’imprenditoria e della politica. Un corso a cui un pugno di coraggiosi uomini, non asserviti, liberi da vincoli e clientele, ha provato a dare una svolta, tagliando per sempre la testa al serpente, salvo poi scoprire di combattere contro l’idra di Lerna, che ha teste ovunque, pure nelle più alte istituzioni dello Stato.

“Un fatto umano” (Einaudi) è la storia di questi uomini, del pool antimafia di Palermo, della lotta di Falcone e Borsellino, Di Lello, Caponnetto, ma anche del Generale Dalla Chiesa, di Rocco Chinnici, e dei tanti servitori dello Stato barbaramente uccisi perché forti di un inviolabile senso dell’onore e della giustizia, che erano pronti a scagliare anche contro le cariche del governo. Quando la mafia eseguì il suo attacco allo Stato, pochi uomini eressero barricate e le difesero con il solo coraggio e la tenacia dei Giusti, mentre alle loro spalle, negli ambienti politici, si minavano le basi di ogni loro agire e si cercavano abboccamenti coi criminali: non solo dai nemici mafiosi dovettero guardarsi questi uomini, che qualcuno (ma solo fuori dall’Italia) trovò il coraggio di definire eroi prima che venissero ammazzati.

Giffone, Longo e Parodi immortalano la storia di quasi un ventennio, perché la memoria di questi fatti continui a ricordarci la necessità di una lotta che non deve aver fine: quella a tutte le mafie.


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