La clownterapia del “Baule dei Sogni” sceglie Gabriella Ferri

L'ultima produzione di Musicultura per beneficenza al teatro «Lauro Rossi»

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Due-clown-dottori-de-«Il-baule-dei-sogni»di Walter Cortella

L’evento, dall’accattivante titolo Gabriella Ferri: Ho la testa confusa. Ci metterò un fiore, è stato organizzato dall’Associazione onlus «Il Baule dei Sogni», in collaborazione con il GGF Group, per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza a favore dei reparti di pediatria degli ospedali di Macerata e Civitanova. Lo spettacolo è stato curato e realizzato da Musicultura, il celebre festival musicale nato nel 1990 e da anni ormai operante allo Sferisterio di Macerata. La parte narrativo-poetica è costituita da testi scritti dal suo Direttore Artistico, Piero Cesanelli e comprende pensieri e poesie tratti dal libro Gabriella Ferri, sempre, curato da Pino Strabioli. Lo spettacolo ruota intorno alla figura della cantante romana, scomparsa prematuramente nel 2004, a soli 62 anni, artista amatissima dai numerosi fans e che può essere considerata una delle più grandi interpreti della canzone popolare del nostro paese. La Ferri ha occupato per quasi un trentennio un posto rilevante nella scena musicale italiana e internazionale. Agli esordi decise di assumere a tutti gli effetti il ruolo impegnativo di «Mamma Roma» ereditato da Anna Magnani, la celebre Nannarella. Fu una scelta che la impose come un’artista coraggiosa, intraprendente, nata e cresciuta in mezzo alla gente comune. Tranne alcune brevi parentesi dedicate alla musica leggera, sempre ad altissimo livello, il suo repertorio ha navigato tra i grandi classici della canzone napoletana, le canzoni del carcere e gli standard romani, ma il tutto rivisitato con grande modernità e competenza, a riprova della sua spiccata personalità artistica e del suo forte temperamento.

Piero-Cesanelli-di-Musicultura

Piero Cesanelli

Nello  spettacolo messo in scena al Lauro Rossi è stata proposta una lettura di tutto il mondo artistico e a volte anche personale dell’artista attraverso i modelli ispirativi, le contaminazioni etniche internazionali, il suo aspetto compositivo e le canzoni scritte per lei da altri importanti autori. I suoi «cavalli di battaglia» sono stati reinterpretati, in versione assolutamente personalizzata, da un quartetto di cantanti dai timbri vocali gradevoli e potenti: Alessandra Rogante, Valentina Guardabassi, Irene Arerè e Francesco Caprari. L’accompagnamento musicale è stato assicurato dal una vera band composta da molte «voci»: chitarre, violino e mandolino (Adriano Taborro); basso e mandolino (Paolo Galassi); voce e chitarra armonica (Andrea Casta); percussioni (Riccardo Andrenacci); piano e tastiere (Marco Tentelli); fisarmonica (Roberto Picchio). Gli arrangiamenti dei singoli brani sono stati curati dal M° Piero Cesanelli. Ai contributi video ha provveduto Andrea Pompei. Dal vasto repertorio di Gabriella Ferri sono stati tratti i brani più famosi e coinvolgenti: Come è bello fa’ l’amore, Vecchia Roma, La società dei magnaccioni, Roma forestiera, Remedios, Cielito lindo, Gracias a la vida, un successo mondiale di Violeta Parra, Il valzer della toppa, Se tu ragazzo mio, Sempre, Ti regalo gli occhi miei, Er barcarolo, Luna rossa, Chitarra romana e il celeberrimo e trascinante Dove sta Zaza’. Un ruolo di primaria importanza hanno avuto Fulvia Zampa, voce recitante e Piero Piccioni, voce narrante. La serata è riuscita sotto ogni profilo. Il pubblico, abbastanza numeroso malgrado la concomitanza di importanti eventi sportivi e culturali, si è lasciato coinvolgere da quelle canzoni che hanno segnato un periodo importante della vita di gran parte dei presenti e che ancora una volta hanno portato un po’ di sano buonumore in ognuno. È proprio vero che «La risata è la distanza più breve tra due persone», come ha detto Victor Borge, il brillante pianista americano di origine danese e uomo di grande humour.

Il-cast-al-completo«Il Baule dei Sogni», attivo a livello nazionale dal 2001, ha un importante scopo sociale: promuovere e gestire le attività socio-sanitarie-culturali finalizzate alla ricerca, alla sperimentazione e alla divulgazione delle scoperte scientifiche circa l’importanza che il ridere e le emozioni positive rivestono per la psiche e per il corpo dell’uomo. L’associazione svolge attività di terapia di sostegno attraverso la «comico terapia», la «clown terapia» e altre forme terapeutiche artistiche presso ospedali, case di riposo, centri di ricovero e cura, scuole, carceri, ecc. I suoi clown-dottori sono sempre più ricercati per diffondere, usando un loro slogan, il «virus dell’allegria» nelle corsie degli ospedali e portare un po’ di conforto ai ricoverati e ai loro famigliari.


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