Milan-Juve decisa da un maceratese

L'assistente Roberto Romagnoli protagonista della sfida Scudetto. Tutta Italia parla del gol fantasma annullato ai rossoneri. Ma una serata storta non può rovinare una grande carriera
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Roberto Romagnoli con Paolo Maldini in una partita del milan degli anni scorsi

 

di Matteo Zallocco

“Milan-Juve macchiata da Romagnoli”, “Tagliavento affossato da Romagnoli”,  “Romagnoli tradisce Tagliavento, gravi errori in Milan-Juve”.  Sono alcuni titoli apparsi oggi sui maggiori quotidiani nazionali. Roberto Romagnoli, 45enne assistente maceratese, è sulla bocca di tutti dopo le sviste nella sfida scudetto di ieri sera a San Siro.
Nato a Macerata il 5 dicembre del 1967, sposato e padre di due gemelli, Roberto Romagnoli di professione fa il commercialista ed è stato anche assessore comunale della Giunta Menghi.  Arbitra dal 1985 e ha collezionato più di 100 presenze in serie A, molte delle quali in coppia con un altro guardalinee maceratese,  Nicola Nicoletti.  Nel suo curriculum ci sono anche partite di Europa League, Champions, la finale di Coppa Italia, la Supercoppa di Lega e  partite delle Nazionali come Olanda-Inghilterra. Nel 2007 ha ricevuto il premio “Santa Sofia” (la cittadina che ospita il ritiro estivo delle giacchette nere) come assistente maggiormente distintosi nel campionato e nel 2008 ha vinto il Premio nazionale Aia come miglior assistente nazionale.  Quella di Roberto Romagnoli è una carriera di tutto rispetto che prosegue la grande tradizione arbitrale maceratese dei mostri sacri Cesare Jonni e Maurizio Mattei. E una serata storta come quella di San Siro non può rovinare quanto di buono fatto finora.

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Romagnoli dopo il gol annullato a Matri

COSA DICONO DI LUI – “I fatti accaduti in Milan-Juventus ci addolorano. Dopo ciò che è successo c’è poco da aggiungere”.  Marcello Nicchi presidente dell’Aia, l’associazione italiana arbitri, ha commentato così la partita di ieri.
Su Romagnoli si è anche espresso il presidente del Milan Silvio Berlusconi che ha invocato la tecnologia in campo.
Tony Damascelli su Il Giornale scrive: Roberto Romagnoli viene da Macerata. Forse ieri sera stava pensando al paese suo e, dunque, al momento del gol di Muntari ha tenuto lo sguardo fisso, diritto davanti a se stesso mentre il pallone superava la linea bianca della porta di Buffon che, astutamente, l’ha riacciuffata, fregandosene del fair play e di tutto il resto. Roberto Romagnoli, mentre accadeva tutto questo e la panchina rossonera e il popolo milanista erano in subbuglio, giustamente furibondi, il Romagnoli di Macerata non ha fatto una piega e il suo dirigente in campo, Tagliavento, ha dunque deciso di non fischiare e di proseguire nel gioco”.
Luigi Panella su La Repubblica: “Siamo costretti a partire da due errori del guardalinee Romagnoli. Grossolano quello che toglie a Muntari la rete del 2-0 (palla entrata nettamente in porta), importante quello che toglie a Matri (fuorigioco inesistente) il pari poi trovato dallo stesso giocatore. Tutti diranno di avere ragione, ma gli errori a nostro avviso non si compensano: il raddoppio del Milan avrebbe probabilmente dato la svolta definitiva alla gara”.
romagnoli_gattusoMarco Ansaldo su La Stampa:  “Ci sarà spazio per le polemiche innescate dal gol fantasma non concesso a Muntari, incredibilmente, nel primo tempo, episodio in parte pareggiato dal fuorigioco segnalato dallo stesso guardalinee, lo storditissimo Romagnoli, sul gol di Matri al 34’ della ripresa”.
Vladimiro Cotugno  sull’altro giornale di Torino, Tuttosport:  “Milan imbufalito con Romagnoli, assistente che non vede un gol di Muntari che dopo 26′ avrebbe significato 2-0 e partita tutta in discesa. Stesso assistente che nella ripresa nega l’1-1 a Matri, regolare, e “costringe” l’attaccante al bis, stavolta convalidato”.
Gazzetta.it propone invece una galleria fotografica con gli errori di Romagnoli.

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Abbiamo anche ricevuto una lettera da un nostro lettore, Roberto Cherubini:

“Romagnoli era e resta un orgoglio per la nostra città in quanto nella sua carriera ha ricevuto tanti premi ed è incappato in pochissimi errori. Ieri ha vissuto una giornata storta sotto ogni punto di vista, ma solo chi non vuol ragionare può  continuare a crocifiggerlo. Sarà sicuramente il primo a soffrire per quello che è successo e sicuramente pagherà gli errori con una sospensione. Quello che sta succedendo nelle televisioni e tra i tifosi è come sempre “italiano”.

Si perdona senza remore un errore di un attaccante a 2 metri dalla porta, ma non si perdona un arbitro che come gli altri può sbagliare. Si può  discutere un professionista del genere perché  ha sbagliato una clamorosa decisione dopo aver per anni condotto una carriera irreprensibile? Siamo quasi coetanei (lui è un 1967) e l’ho sempre ammirato, ieri ho vissuto male la serata, nonostante io sia tifoso juventino. Forse se non fosse stato lui ed il torto fosse stato fatto alla Juve mi sarei atteggiato in modo diverso e questo mi ha fatto riflettere! Spero che faccia riflettere anche altri. Non si nominava “Macerata” così tante volte in tv da decenni!”



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