Le sculture di Pannocchia a Messina

Lo scultore di Montelupone presenterà opere inedite

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Ermenegildo Pannocchia

In attesa che la sua statua dedicata al 150° dell’Unità d’Italia diventi realtà a Macerata, Ermenegildo Pannocchia, scultore di Montelupone, mette in mostra le sue opere in una personale a Messina nella galleria “Il Sagittario”. L’esposizione sarà inaugurata il 25 febbraio alle 18 e resterà aperta e visitabile fino al 18 marzo. Scrive di lui il collega Paolo Serafini «Che ogni esperienza artistica sia esperienza interpretativa è ormai un topos nella società e nella cultura di oggi, ma con Ermenegildo Pannocchia questo elemento si arricchisce di una connotazione diversa e più profonda, facendo coincidere l’interpretazione con ogni possibile esperienza umana del mondo e sostenendo che non si può dare esperienza di verità se non come atto interpretativo. Le sue sculture ci presentano una concezione dell’essere che si attua nel darsi come sospensione e come sottrarsi, sia da un punto di vista spaziale che temporale: figure e presenze fugaci ma concrete, mani, volti, che entrano ed escono dallo spazio realizzativo e da quello circostante. Pannocchia capisce bene che opporre una visione interpretativa della verità e dell’arte ad una metafisica significa prendere coscienza di una eredità storica di cui presentare un’interpretazione e a cui dare una risposta, e che l’artista è l’erede di un linguaggio storico che rende possibile e condiziona il suo essere in relazione con il mondo: ne sono testimonianza l’impostazione classicheggiante delle sue figure – che suggerisce a mio avviso anche interessanti sviluppi e proposte per un nuovo modo di allestire, presentare e far dialogare le maschere antiche e quelle funerarie all’interno degli spazi espositivi museali – , la creazione in proprio degli strumenti di lavoro, l’artigianalità, la manualità e la fisicità nella lavorazione dei materiali.
Il medium espressivo di Pannocchia sono oggi grandi blocchi di plexiglas, un materiale all’apparenza freddo, che invece si rivela inaspettatamente ricco di vita interna: bolle e formazioni sospese nello spazio e nel tempo, che ricordano anemoni e meduse di mare, sui quali lo scultore agisce dall’esterno popolandole di vuoti e di pieni, in uno spazio interno dinamico, naturale e artistico, che agisce, attira e rifugge lo spazio esterno.
invito1-225x300Le sculture di Ermenegildo Pannocchia testimoniano come l’esperienza dell’arte, incontrandót limiti della concezione metafisica e della pretesa oggettività delle scienze esatte, metta in luce l’interpretatività di ogni esperienza del vero e, insieme, la storicità entro cui ogni vero può darsi, e dunque le sue sculture vogliono presentarsi come interpretazione di una storia, di un periodo, necessariamente di una provenienza. Certo, il riconoscimento del carattere interpretativo della verità e della creazione può correre il rischio di connotare questa esperienza artistica come provvisoria, destinata a confluire e uniformarsi in una rasserenante restaurazione della conformità. Ma gli elementi che le sculture di Pannocchia presentano per testimoniare la propria interpretazione della tradizione e della modernità sono consapevoli di essere solo interpretazioni: non perché credano di lasciare fuori di sé una realtà vera, ma perché accettano di non potersi e non volersi appoggiare, per la propria validità, a nessuna evidenza oggettiva immediata, in un dialogo aperto tra le figure e i materiali, mediato dallo specchio che dilata e moltiplica la visione spaziale e temporale, in una molteplicità di livelli visivi e interpretativi, in un tempo sospeso tra la storia e l’immaginazione».


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