Lo Sferisterio di Pier Luigi Pizzi
Intervista al direttore artistico impegnato nelle prove in vista del debutto del Ballo in Maschera del 22 luglio. La sartoria del Festival precisa che le professionalità maceratesi sono ampiamente coinvolte
di Gabriele Censi
Il Maestro è rilassato e le polemiche sui costi del festival non lo sfiorano più di tanto, lo incontriamo poco prima della prova d’assieme del “Ballo in maschera” versione moderna, sul palco due spalti e telecamere puntate, tecnici al lavoro mentre arrivano gli orchestrali lui concorda gli ultimi dettagli con il suo braccio destro Luciano Messi. Sono gli ultimi giorni di prove in vista del debutto del 22 luglio per lo Sferisterio Opera Festival. In arena l’atmosfera è tranquilla e risente solo parzialmente delle interrogazioni e i rumors che restano fuori. Sul podio sale Daniele Callegari, chiede “più bassi”, “siamo al massimo” rispondono gli orchestrali “eravamo in nove, ora siamo in sei…”. Piccole spie del lavoro a basso budget, ma il direttore artistico Pier Luigi Pizzi è soddisfatto e fiducioso, “qui si respira, tutti dovrebbero venire allo sferisterio” “speriamo ci siano gli applausi, noi sappiamo in ogni caso di aver fatto il nostro lavoro con passione e con grande slancio”.
Intanto arriva una nota della sartoria dello Sferisterio che “chiamata in causa dal prof. Garufi (leggi l’articolo) con le sue richieste di chiarimento, fa presente che le professionalità maceratesi in tema di costumi sono state ampiamente coinvolte, anche per la Stagione Lirica 2011.
La sartoria del Festival, infatti, vanta un’esperienza più che ventennale in campo teatrale, con vari allestimenti di pregio realizzati internamente e ottimi rapporti di collaborazione con sartorie di livello nazionale e internazionale. Le responsabili del reparto, le sarte, la tagliatrice e le allieve (quest’anno 13 persone in tutto) sono in massima parte maceratesi e per il resto regionali; tutto questo testimonia il livello di professionalità e la ricchezza di risorse umane che il sistema teatrale marchigiano, da cui è recentemente nato anche il Consorzio Marche Spettacolo, annovera in campo tecnico e che lo Sferisterio Opera Festival contribuisce fortemente a valorizzare.”
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Mi spiace constatare che l’intervista ha un taglio puramente propagandistico/commerciale/folcloristico.
Quasi quella che, una volta, sarebbe stata considerata una marchetta….
Di tutta l’intervista il momento più interessante è verso il quarto minuto del video l’intervistatore “incalza” il Maestro…
Domanda: Le polemiche quindi non condizionano il vostro lavoro?
Risposto del Maestro: Ci sono delle polemiche? A me lo dice lei, io non lo sapevo
A questo punto ci si sarebbe aspettati che l’intervistatore, dopo la risposta volutamente “presa incredibile per i fondelli”, provasse almeno ad insistere ((((((((((((((che so: il fatto che oltre l’80% del budget non è riservato alla scelta dei cantanti e che quindi i grossi nomi internazionali non vengono più, le molte voci che si levano sul vedere i contratti e i bilanci, il fatto che i costumi sembrerebbero arrivare da una sartoria di cui il Maestro è socio, ecc.)))))))))….
Insomma da cronaca giornalistica ci si sarebbe attesi che l’intervistatore provasse almeno ad aggirare la risposta/non risposta/presa per il culo del Maestro ed tentasse di perseverare poichè, era chiaro come il sole che il Maestro giocava (al gatto con il topo) e che faceva finta di essere all’oscuro….
Invece l’intervistatore “incassa” la presa in giro del Maestro come se nulla fosse….
Viene da chiedersi:
Era un intervista, quindi, in cui le domande scomode erano bandite?
Era un’intervista preparata (nel senso che il Maestero voleva sapere prima le domande e sceglieva quelle a cui rispondere)?
Mi vedo costretto, tirato in causa indirettamente, a segnalare che la mia interrogazione si rivolge al Presidente del CDA della Associazione Sferisterio. Vedo, con meraviglia, che diversi soggetti si “affannano” a rispondere. Mi sembra strano e irrituale. Ora è il caso della sartoria teatrale, giorni or sono un Consigliere di Amministrazione. Il testo della mia interrogazione non riguarda la sartoria teatrale “interna”. Nella mia interrogazione ho chiesto, varie copie dei contratti, su questo e altro. Informo, nel frattempo, e questa volta ufficialmente, che il Consiglio comunale ha varato un nuovo Statuto per l’Associazione, era ora…Guido Garufi Capogruppo IDV Comune di Macerata
@Garufi
Prof., allarghi la sua interrogazione e provi ad andare un pò più addentro. Per esempio, chieda :
1) A quanto ammontano, anno per anno, le spese di ospitalità e quelle di rappresentanza?
2) Esistono le relative “pezze d’appoggio?
3) Qual’è l’ammontare analitico e complessivo dei mutui accesi per il ripiano dei disavanzi ed il relativo rateo di rimborso annuale?
4) Perchè si preferisce mantenere la figura giuridica dell’ “Associazione” che scarica sulle Amministrazioni socie (Comune e Provincia) i disastri finanziari delle gestioni annuali, del tutto prive di controllo tecnico-formale per l’assenza di un “Collegio di revisori”?
5) Perchè deve ricadere sulle tasche dei cittadini la responsabilità delle firme apposte dal Presidente dell’Associazione, quando questa, ai sensi del cod. civile dovrebbe primariamente ricadere solidarmente e solidamente sullo stesso?
6) Sente l’Amministrazione il dovere di attivare qualche iniziativa per far chiarezza sul tutto? Ad esempio, una commissione paritetica, composta anche di professionisti esterni, che proceda ad una ricognizione con pieni poteri sulla correttezza formale e sostanziale delle diverse gestioni annuali?