Maceratese, i saluti di Porro:
“I tifosi non possono
chiedere miracoli”

L'ex tecnico dopo l'esonero: "In un progetto nuovo bisogna avere pazienza"
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mister Porro 1

di Andrea Busiello

La Maceratese è pronta a giocare la prossima sfida in casa contro la capolista Urbania in un match dal sapore particolare che segna il ritorno in panchina di Francesco Nocera. Gli uomini di mercato della formazione biancorossa stanno facendo il possibile per rinforzare l’organico e non è escluso che nelle prossime ore si possa acquistare il centravanti tanto atteso da piazza e allenatore. Dopo l’esonero giunto in settimana l’ex mister della Maceratese Alessandro Porro (nella foto) ha deciso di rilasciare un’intervista a tutto campo dove spazia dal rapporto con la tifoseria all’amicizia che lo lega a Sampino, Mosca e Paci passando per augurare le migliori fortune alla squadra della sua città.

Mister, partiamo dall’aspetto più dolente: come ha preso la notizia dell’esonero?

“Con amarezza. Inutile nasconderlo, sono di Macerata e ci tenevo molto a far bene con la squadra della mia città ma purtroppo alla fine è andata male e separarsi così di sicuro non mi ha fatto piacere. Sono un uomo che vive da tanti anni nel mondo del calcio e dunque dico con freddezza che queste cose capitano, peccato che sia successo a me”.

Tornando indietro nel suo percorso cosa non rifarebbe?

“Niente. Tutte le mie scelte sono state dettate dal cuore ed ho fatto il possibile per fare sempre il meglio per la Maceratese. Alcune volte ci sono riuscito ed altre no, peccato. Gli obiettivi della società erano quelli di valorizzare i giovani ed alla fine gente come Trillini e Borgiani si è sempre distinta però evidentemente qualcosa si era incrinato e si è giunti a questa scelta. Anche se…”

Continui mister…

“Il percorso è stato costellato da mille difficoltà. A partire dal ritardo dell’inizio della stagione, le difficoltà di amalgama di un gruppo completamente nuovo ed ovviamente la difficoltà più grande è stata quella del tesseramento di Grcic che per me rappresentava un autentico cardine della squadra e che non ho potuto mai avere a disposizione”.

Con la società come si è lasciato?

“Bene. Cioè quando le strade si dividono non fa piacere, però sono rimasto in ottimi rapporti con tutti. Avevo scelto la Maceratese per una questione di cuore perchè a livello economico avevo un rimborso che era la metà di quello del precedente incarico ma per l’amicizia che mi legava a Sampino e Mosca e successivamente a Paci avevo accettato con entusiasmo. Per me i rapporti rimangono uguali anche se non sono più l’allenatore della Maceratese”.

Ci diceva poco fa che le è dispiaciuto sentire una parte della tifoseria non dalla sua parte…

“Si, è così. Purtroppo ho visto sin dall’inizio della stagione che una frangia della tifoseria contestava e criticava il sottoscritto ed altri maceratesi, forse perchè per partito preso non volevano dei maceratesi in squadra. Non so bene per quale motivo ma volevo solo dire che io ho cercato sempre di fare il bene della Maceratese e se non ci sono riuscito pazienza, però l’atteggiamento che c’è stato nei miei confronti mi ha fatto rimanere deluso. Tutto qua”.

Ora la Maceratese inizia un nuovo percorso: cosa vuole dire?

“Auguro le migliori fortune alla squadra ma obiettivamente dico anche che se non si fanno degli investimenti importanti nell’attuale mercato difficilmente si può arrivare ai play off perchè l’attuale squadra non credo che possa ambire a tanto”.



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