Sfiducia a Ciarapica, c’è la data:
il 14 ottobre il voto decisivo
CIVITANOVA - La mozione sarà votata a scrutinio palese. Scontro durante la riunione dei capigruppo sulla modalità dell’appello: maggioranza e opposizione saranno chiamate separatamente, bocciata la proposta del Pd per l’ordine alfabetico

di Laura Boccanera
Sarà mercoledì prossimo il consiglio comunale che voterà la mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica. La data è il 14 ottobre ed è uscita dalla riunione dei capigruppo che si è tenuta stamattina a Palazzo Sforza.
L’assise discuterà dunque alla fine le motivazioni di sfiducia al sindaco contenute nella mozione firmata dalla minoranza (esclusa Silvia Squadroni che voterà per salvare Ciarapica) e da Vince Civitanova.

Il sindaco Fabrizio Ciarapica
Difficile fare pronostici sull’esito, spesso i consigli comunali a Civitanova hanno riservato sorprese, come quando si è votato per la sfiducia al presidente del consiglio Fausto Troiani. In quell’occasione però il voto era segreto ed era più facile per i consiglieri fare il doppio gioco. Qui invece la chiamata sarà “apertu visu”. E per passare la sfiducia ci sarà bisogno anche di un tredicesimo voto che al momento è in ballo. Oltre ai voti dell’opposizione e di Vince Civitanova (Micucci, Iezzi, Rosati, Paglialunga, Murri, Gismondi, Giorgini e Lepretti e per Vince Troiani, Mercuri) dovranno confermare la sfiducia anche i firmatari della mozione Piero Croia e Nicolò Renzi (opzione non scontata). E mercoledì prossimo si capirà anche chi pesa in Fratelli d’Italia: se Igori Pettinelli e Pierpaolo Borroni che hanno dato indicazione ai consiglieri di staccare la spina a Ciarapica o dinamiche che superano la dimensione locale. Non è detto infatti che i consiglieri di FdI votino la sfiducia. Non sono escluse assenze tattiche o astensioni.
E proprio la chiamata al voto è stata al centro della discussione durante la riunione dei capigruppo: la maggioranza ha votato che il consiglio si esprimesse come nell’appello suddividendo maggioranza e minoranza. Una scelta che secondo il Pd non è corretta dal momento che la suddivisione a chiamata in base allo schieramento presupporrebbe già un’impostazione di voto. Francesco Micucci ha proposto che la chiamata avvenisse con appello in ordine alfabetico. Una proposta che è stata messa ai voti ma che non ha trovato l’appoggio della maggioranza. A favore dell’ordine alfabetico l’opposizione (esclusa Silvia Squadroni quasi anticipando l’esito di un nuovo assetto di maggioranza in costruzione) e Vince Civitanova. Contrari la maggioranza.

Il consigliere comunale, capogruppo del Pd Francesco Micucci
«Ho chiesto informazioni su come avvenisse la chiamata nominale – sottolinea Francesco Micucci capogruppo del Pd – visto che è un voto palese sulla sfiducia del sindaco non mi pareva opportuno dividere fra maggioranza e minoranza che sembra già una indicazione di voto. C’è una normativa alla Camera dei deputati che stabilisce come debba svolgersi il voto palese ed è in ordine alfabetico con l’estrazione della prima lettera da cui si parte per l’appello. Ho mandato una pec per sottolineare questo aspetto, attendo risposte in merito».
Oltre alla sfiducia mercoledì il consiglio si aprirà con una comunicazione del sindaco sulla revoca ufficiale delle deleghe assessorili all’urbanistica a Roberta Belletti e si procederà poi alla sostituzione del consigliere del Cda del Paolo Ricci dopo le dimissioni di Pier Paolo Rossi che ha rinunciato all’incarico lo scorso luglio.



















Il quattordici ottobre,
si sta già avvicinando,
sarà sì marcia funebre,
o ancor via percorrendo;
ora il voto è palese,
non permette rifugio,
a chi pur per le rese,
ma lui senza segugio;
tredicesimo è il voto,
che ancor manca all’appello,
certo lui or non noto,
spunterà sul più bello?
Pasqualino ha ‘sentito’,
che potrebbe accadere,
se pur accordo spartito,
lui lì più a non sedere;
ma chissà se alla fine,
chi in caduta sperava,
il suo essere incline,
non coprir la sua bava;
che dopo essersi accorto,
che campagna migliore,
può a chi hai fatto torto,
un cammin da oratore;
che la strada è spianata,
manca non è ancor pronta,
destra pare spaccata,
non portar certo onta;
riflettete orticelli,
a chi conviene davvero,
non ci son per or belli,
che a votar poi ci spero… m.g.