Nodo sfiducia a Ciarapica:
mercoledì la conferenza dei capigruppo
CIVITANOVA - All'ordine del giorno la programmazione del prossimo consiglio, quello su cui pesa la mozione per mettere la parola fine, o meno, all'esperienza amministrativa del sindaco. Il tredicesimo voto resta il fulcro della questione

Il presidente del consiglio comunale Roberto Tiberi
di Laura Boccanera
Crisi di maggioranza alla resa dei conti. Il dado è tratto: dopo settimane di dichiarazioni, dietrofront, strappi e conteggi, la mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica sta per approdare in consiglio comunale.
Il presidente Roberto Tiberi ha convocato per mercoledì alle 13, nella Sala Giunta la conferenza dei capigruppo per programmare la prossima convocazione del consiglio comunale. Da mercoledì si saprà dunque la data che potrebbe siglare la fine dell’amministrazione o la sua prosecuzione fino alla scadenza naturale, pur fra veleni e una tenuta più che mai friabile. L’assise non potrà comunque riunirsi oltre il 18 ottobre.

Fabrizio Ciarapica
La mozione dunque arriverà in consiglio e a quel punto sarà la prova del nove per parecchi partiti politici: la mozione di sfiducia porta le firme dei consiglieri di minoranza del centrosinistra (Micucci, Rosati, Iezzi, Paglialunga, Murri, Giorgini, Gismondi) e di Giuseppe Lepretti di Siamo Civitanova. Silvia Squadroni, da sempre critica rispetto all’amministrazione Ciarapica si è tirata indietro dopo che all’atto si sono aggiunte le firme dei consiglieri di Vince Civitanova (Fausto Troiani, Marino Mercuri) più quelle di Piero Croia e Nicolò Renzi. Una scelta dettata dalla volontà di non schierarsi al fianco del partito di Fausto Troiani orfano di assessorato dopo il ritiro delle deleghe a Roberta Belletti.
Ma i numeri dicono che al momento non basta. La mozione va votata per appello nominale e per passare servono 13 voti, la maggioranza assoluta del Consiglio. Ne manca quindi uno, e a ogni passaggio politico si riparla dello stesso nodo: dove trovarlo e se qualcuno nel frattempo non cambierà idea. L’attenzione è tutta su Fratelli d’Italia. Il coordinatore cittadino Igori Pettinelli ha parlato di un sindaco che ha tradito il mandato ricevuto e il partito ha lasciato intendere che i suoi cinque consiglieri potrebbero votare la sfiducia.
I meloniani, però, non hanno firmato il documento e così si sono lasciati le mani libere. Secondo quanto raccontato in questi giorni, anche dentro il gruppo ci sarebbero posizioni non compatte rispetto alla linea del coordinamento, con il rischio di assenze strategiche, defezioni o astensioni. Nel centrodestra si lavora per convincere FdI a non votare l’atto.
…che il tratto sia dado,
è certo pur certo,
se cado o non cado,
non è in lui sconcerto;
che pure a cadere,
o restare in sella,
sicuro a sedere,
e in forma più bella;
il gruppo dei capi,
riunion or prevede,
e nel nido di api,
la regina procede;
il nodo è già al collo,
sentenza aspettare,
ma chi sarà il pollo,
convien valutare;
far tredici è dura,
oppur passeggiata,
che sia una iattura,
averla cercata;
chi ha fatto un bel sogno,
con numeri al lotto,
convinto al bisogno,
di un quarantotto,
rifletta assai bene,
ma non nello specchio,
governo dà pene,
non basta un ‘bellocchio’,
che porti all’altare,
la forza avversaria,
tra il dire e il fare,
nascerà poi orticaria;
nei larghi pur campi,
giocare è più dura,
se soffri di crampi,
or non è ancor matura;
a raccoglier meloni,
poi lavoro è assai duro,
tra parole e ambizioni,
ci può star pur spergiuro;
raccogliete allor cocci,
sia a destra che a manca,
iniziate ora intrecci,
per campagna un po’ franca… m.g.