Mozione di sfiducia,
la Lega verso il no evocando la Bolkestein:
«Una fase da governare, non da gestire»
CIVITANOVA - Giorgio Pollastrelli del Carroccio in un intervento solleva la questione del bando per le concessioni demaniali agitando il rischio che una gestione commissariale potrebbe avere sui criteri di applicazione: «C'è il pericolo di arrivare alle gare senza scelte efficaci»

Giorgio Pollastrelli
Mozione di sfiducia al sindaco, la Lega agita lo spauracchio dei bandi per la Bolkestein: «Rischio gare senza scelte efficaci per il territorio». Il consigliere comunale della Lega con un intervento molto tecnico lascia intendere che non voterà la mozione presentata da opposizione e appoggiata da Vince Civitanova e da Giuseppe Lepretti di Siamo Civitanova. A motivazione di ciò tira fuori la questione delle concessioni demaniali che arriveranno a gara nel 2027.
Pollastrelli mette in fila le conseguenze che, secondo il consigliere comunale, potrebbe avere lo scioglimento anticipato del Consiglio proprio mentre Civitanova dovrà impostare la nuova stagione delle concessioni demaniali. Pollastrelli non entra direttamente nelle ragioni politiche della sfiducia. Ma il punto di arrivo del ragionamento è piuttosto chiaro: «La riassegnazione delle concessioni demaniali marittime non è un adempimento da gestire, ma una scelta da governare». E, soprattutto, «è il momento di osare e di imprimere una linea chiara sul futuro del litorale di Civitanova: una responsabilità che solo un’amministrazione politicamente legittimata e radicata nel territorio può assumere». Un passaggio che assume un peso politico preciso nel momento in cui sono in corso le manovre sulla mozione di sfiducia. Se il documento non contiene una dichiarazione esplicita di voto, la posizione di Pollastrelli sembra però andare nella direzione di non contribuire allo scioglimento anticipato dell’amministrazione: il rischio che individua è infatti quello di affidare a un commissario una partita che richiede, a suo giudizio, scelte politiche di lungo periodo.
«Il rischio concreto è uno solo: che le gare vengano svolte senza scelte efficaci per il territorio. La pianificazione del litorale, la dimensione dei lotti, il peso dei criteri, la tutela di chi ha investito, la durata, tutte queste leve resterebbero inutilizzate. Si tratta di un’occasione che non si ripresenterà: una volta assegnate, le concessioni fisseranno l’assetto della costa per un lungo periodo, con effetti diretti sull’economia turistica, sulle imprese locali e sull’occupazione. È ragionevole attendersi che la gestione commissariale si limiti all’adempimento: bandi standard, criteri neutri, nessuna scelta di indirizzo sul litorale. Nel valutare l’ipotesi di sfiducia – scrive Pollastrelli – gli organi consiliari sono chiamati a considerare che un commissariamento in questa fase significherebbe rinunciare a esercitare questa responsabilità proprio nel momento in cui è più decisiva».
Sfiducia, protocollata la mozione: firmano in dodici, ora Ciarapica è appeso a un filo
…Un silenzio sospetto,
sta’ girando nell’aria,
uno no l’altro metto,
a finir la diaria;
così il terzo ora a dire,
scelto a caso chissà,
oltre a firme a punire,
chi appoggiava di già;
ma a chi è che conviene,
ad un soffio dal voto,
che per tutti son pene,
che poi subito è vuoto;
preparate regine,
con i pur cavalieri,
lavorate rovine,
ma non come era ieri;
che ancor su a sindacare,
sia di buono spessore,
piaccia pure a comare,
ancor più alle suore;
che minestra ormai ghiaccia,
non la mangia nessuno,
che d’accordo o non piaccia,
non conviene a ‘gnisciuno’… m.g.