Feliziani e i sei bodyguard in aula:
«Non ho minacciato alcun corpo politico,
Troiani e Costamagna cercano notorietà»
CIVITANOVA - L'esponente di Fratelli d'Italia replica alla denuncia presentata attraverso l’avvocato Federico Valori per la presenza della sicurezza privata durante la seduta consiliare. Nel mirino anche la scelta del total black per gli accompagnatori: «La prossima volta chiederò loro di indossare pantaloni grigio fumo e blazer blu notte». Il consigliere regionale Michele Caporossi attacca: «Un'assemblea democratica che discute sotto lo sguardo di una inquietante presenza ci riporta ad un tragico passato, quello delle squadracce»

Alberto Feliziani in prima fila durante il Consiglio comunale di mercoledì sera
di Laura Boccanera
«Non ho minacciato alcun corpo politico, peraltro assente quanto si è verificato mio malgrado l’alterco iniziato da un noto provocatore. Mi affido alle valutazioni della magistratura». Così Alberto Feliziani, iscritto a Fratelli d’Italia, risponde alla notizia della denuncia presentata da Fausto Troiani e Ivo Costamagna attraverso l’avvocato Federico Valori. Al centro della querela la presenza dei sei bodyguard di Feliziani in consiglio comunale a Civitanova, una presenza letta dai due ex presidenti del consiglio come minatoria, una dimostrazione muscolare che avrebbe avuto scopo intimidatorio.

La lite in Consiglio
Respinge ogni lettura in questo senso Feliziani: «Trovo deplorevole l’iniziativa promossa congiuntamente da Fausto Troiani e Ivo Costamagna di denunciarmi nel tentativo evidente di ritagliarsi una fetta di notorietà dopo i fatti in Consiglio, sperando di riabilitarsi dalla sfiducia che la cittadinanza di Civitanova ha manifestato loro proprio attraverso gli eletti che in Consiglio li hanno bloccati bloccando le loro manovre. Anche per chi non fosse esperto di diritto, non vi è alcun reato perimetrato dall’articolo 338 del codice penale perché non ho minacciato alcun corpo politico, peraltro assente quando si è verificato mio malgrado l’alterco in questione iniziato da un noto provocatore».

I bodyguard in aula
Il riferimento è alla lite verbale avvenuta prima dell’inizio del Consiglio, quando Paolo Biancucci, marito dell’ex assessora Roberta Belletti ha avuto un acceso confronto con Feliziani. Screzi nati da settimane sui social e che si sono incendiati in presenza fino agli sfottò e voci grosse in aula.
Feliziani motiva così la presenza della sicurezza privata: «Nell’occasione mi sono preoccupato che altri potessero trascendere anche verso la mia persona, come era stato peraltro anticipato dai social attraverso quella impropria chiamata alle armi, in stile curva sud questa si, disdicevole per una istituzione e per chi ne fa parte. Tutto documentato. Sono certo che non sarà l’outfit dei miei accompagnatori a far pensare ai vari Costamagna e Troiani, che sia esso stesso una minaccia poiché a mia memoria il total black risulta usuale nei locali notturni della costa civitanovese ma la prossima volta – semmai questi ragazzi dovessero nuovamente accompagnarmi in qualche altra occasione – chiederò loro di indossare pantaloni grigio fumo di Londra e blazer blu notte con bottoni oro, camicia azzurra e cravatta regimental. Ho affidato all’avvocato Paolo Giustozzi la mia tutela anche in funzione attiva convinto come sono che dedicare ancora del tempo prezioso a chi ha perso ogni credibilità vorrebbe significare pubblicizzarne le gesta prima del definitivo oblio politico. Mi affido completamente alle valutazioni ed al sindacato della magistratura nella quale ripongo ogni speranza».

Il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi
Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi: «A Civitanova si è riunito il consiglio comunale per discutere la richiesta di dimissioni del sindaco in una situazione di degrado amministrativo della destra. Un iscritto a Fratelli d’Italia si è presentato in aula scortato da 6 guardie del corpo, bodyguard palestrati in divisa scura. Un’assemblea democratica che si riunisce e discute sotto lo sguardo di una inquietante presenza ci riporta ad un tragico passato, quello delle squadracce. Una situazione grave, intollerabile, che sento il dovere morale e civile di denunciare come consigliere regionale».
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Ho grande stima del Consigliere Regionale Michele Caporossi dalchè mi sento di intervenire per rassicurarlo del fatto che io ed il fascismo siamo lontani sideralmente e che ad essere minacciato e stolkerizzato da mesi sono proprio io ” dal centrodestra ” e ” dentro il centrodestra ” . Nei prossimi giorni avrà prova che questa ” gazzarra mediatica” è stata orchestrata nel perimetro della stessa coalizione mentre – stimandolo – sono a disposizione per fornirgli io stesso ogni elemento probatorio.In quell’occasione era in gioco la sicurezza e la libertà di scelta e voto di Consiglieri Comunali minacciati proprio da chi oggi evoca la minaccia in senso contrario . Lo provano decine di post , comunicati , vignette , articoli e wattsapp . Ed essendo l’Onorevole Michele Caporossi persona per bene , posso fornirgli tutte le proVe che desidera. Io si , ho commesso un errore : accettare una provocazione PRIMA dell’apertura dell’assise , partecipando ad un alterco cui mi sarei dovuto sottrarre . L’assise consiliare si è svoltà in serenità con i soli schiamazzi , grida , interruzioni di chi accusa altri di averlo fatto. Altro è la democrazia – per cui darei la vita – e la libertà la cui garanzia mi impegna ogni giorno.