Esclusi dalla riunione di maggioranza,
Vince Civitanova e Renzi attaccano:
«Politica di convenienze e ritorsioni»
CIVITANOVA - I consiglieri che hanno firmato la mozione di sfiducia al sindaco denunciano l’esclusione dall’ultimo vertice del centrodestra: «Non accettiamo lezioni di coerenza da chi ha cambiato strada politica e oggi pretende di decidere, a proprio piacimento, chi abbia il diritto di parlare». E rilanciano: «Per noi l’esperienza amministrativa è conclusa»

Roberta Belletti ex assessore all’urbanistica di Vince Civitanova, il sindaco Ciarapica (a destra) le ha revocato le deleghe
di Laura Boccanera
Vince Civitanova e Nicolò Renzi esclusi dalla riunione di maggioranza: «Gestione del potere fatta di convenienze, ritorsioni e due pesi e due misure». A denunciare il comportamento ostracista è la lista civica di Fausto Troiani e il consigliere ex Forza Italia Nicolò Renzi esclusi dall’ultimo incontro della maggioranza Ciarapica. La motivazione ufficiale sarebbe stata che sia Vince Civitanova, sia il consigliere sono tra coloro che erano pronti a far cadere l’amministrazione andando dal notaio assieme al centrosinistra a rassegnare le dimissioni. Gli stessi hanno anche firmato la mozione di sfiducia a Ciarapica assieme all’opposizione di centrosinistra dopo che il sindaco ha rassegnato le deleghe all’assessora Roberta Belletti.

Nicolò Renzi consigliere indipendente
«Quando si arriva al punto di decidere chi può sedersi al tavolo e chi no, siamo ben oltre la normale dialettica politica – commentano Vince Civitanova (composta in consiglio dall’ex presidente del consiglio Fausto Troiani, da Marino Mercuri e dalla new entry Piero Croia) e Renzi – non accettiamo lezioni di coerenza da chi ha cambiato strada politica e oggi pretende di decidere, a proprio piacimento, chi abbia il diritto di parlare a nome del centrodestra civitanovese. Noi riteniamo conclusa questa esperienza amministrativa. Punto. È ridicolo soltanto pensare che ci possa essere una qualsivoglia alleanza con il Pd. È evidente la pretestuosità e la strumentalità di chi afferma una simile stupidaggine. E visto che qualcuno ama parlare di “tradimento”, sarebbe opportuno ricordare che in politica le parole molte volte sono dei macigni e, soprattutto, dovrebbero essere seguite dai fatti. Ci sono esponenti della maggioranza che oggi parlano di dimissioni, di sfiducia e di fine dell’esperienza amministrativa. Bene: vedremo se, quando arriverà il momento, alle dichiarazioni seguiranno davvero la votazione e le conseguenti assunzioni di responsabilità».

Fausto Troiani consigliere di Vince Civitanova
Una politica dal doppipesismo, secondo gli esclusi, che non è stata messa in atto in occasione di condotte simili, quando alcuni consiglieri hanno votato in consiglio come l’opposizione, bocciando ad esempio varianti: «Quando in passato altri esponenti dell’attuale maggioranza hanno assunto iniziative insieme alle opposizioni nessuno ha pensato di convocare tribunali politici o di stabilire nuovi perimetri di maggioranza -proseguono – decidendo chi fosse degno di partecipare alle riunioni. Oggi, invece, sembra che ciò che ieri era legittimo improvvisamente sia diventato un tradimento. Se qualcuno pensa che basti escluderci da una riunione per cancellare il nostro ruolo, si sbaglia. Noi non abbiamo bisogno del permesso di Ciarapica o di altri per essere ciò che siamo. La nostra collocazione politica deriva dal voto dei cittadini, non dalle convocazioni di Ciarapica che evidentemente ha perso parti di memoria e che oggi, è bene ricordarlo, non rappresenta più quella squadra politica con cui era stato eletto. E nemmeno dalle decisioni di una maggioranza sempre più arroccata su se stessa. E allora, invece di organizzare riunioni a porte chiuse per decidere chi è dentro e chi è fuori, sarebbe molto più serio guardare in faccia la realtà e assumersi ciascuno le proprie responsabilità. Noi riteniamo conclusa questa esperienza amministrativa e siamo pronti a sostenerne le conseguenze politiche, anche perché è l’unico modo per ripartire e per dimostrare ai cittadini la coerenza della nostra coalizione nei confronti di chi, solo per calcoli personali, ha tradito i nostri valori e in quest’ultimo periodo sta amministrando in maniera pessima pensando di costruire il proprio partito ai danni degli altri partiti della coalizione. Chi parla di dimissioni, di sfiducia e di fine dell’esperienza amministrativa dimostri, quando sarà il momento, che quelle parole non sono soltanto dichiarazioni da utilizzare nei comunicati o nelle interviste Perché alla fine, più delle riunioni convocate per escludere qualcuno, più delle accuse di tradimento e più delle dichiarazioni di circostanza, conteranno le scelte concrete. La città merita chiarezza, non giochi di potere».
















…Beata ipocrisia che mi racconti,
se tredici vuoi fare al Totocalcio,
con giochi vari e certi pure conti,
non trovi quasi sempre un intralcio?
Che sian le squadre che si son accordate,
o l’arbitro che s’è pur lui venduto,
tu scrivi prevision da te segnate,
ma poi al fin avrai così perduto;
giocar alla politica è vivace,
ci fa sentir pur bravi ed importanti,
ma mettiti pur tu il core in pace,
che tanto a decider non saranno i fanti… m.g.
…RomAnza Macellare…sarà!!!
A Roma direbbero….” c’hanno la faccia come er c……” ma evidentemente a Civitanova si usa un’altro metro di giudizio…chissà !