Sicurezza, resa dei conti in maggioranza:
Ciarapica vota la mozione di FdI
che boccia la sua politica
CIVITANOVA - Braccio di ferro in Consiglio comunale tra il sindaco e il suo primo partito: Turchi propone un emendamento per mettere all'angolo i meloniani e pone il problema della chiusura della caserma di Civitanova Alta. «La salvino con il governo e i loro ministri». FdI accusa Futuro Nazionale di vendetta. Alla fine tutto si raccorda, ma l'opposizione non vota e in 7 abbandonano l'aula. L'assessore Cognigni: «Le città più pericolose in Italia sono tutte governate dal Pd»

Il sindaco vota a favore per la mozione sulla sicurezza
di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)
Che la mozione sulla sicurezza presentata da Fratelli d’Italia finisse per trasformarsi in un nuovo terreno di scontro all’interno della maggioranza era fatto noto. Quello che forse non ci si aspettava era che perfino il sindaco alla fine votasse il documento che mette nero su bianco una serie di criticità e chiede un cambio di passo sulla sicurezza. E’ finito così, con un voto favorevole di tutta la maggioranza (astenuta Forza Italia) il voto sulla mozione contro la “mala movida”. Una mozione che alla fine è stata smorzata dall’ars retorica di Ciarapica che ha rigirato a suo favore i punti previsti nel documento che dovrebbe impegnare il sindaco in uno sforzo maggiore sul tema della sicurezza.

Siria Carella, consigliera di FdI
Il consiglio comunale di ieri sera alla fine è stato soprattutto un teatrino dei rapporti di forza. Da un lato Siria Carella (Fdi) che ha illustrato i punti e le misure di intervento richieste: dal rafforzamento della videosorveglianza al potenziamento dei presidi di sicurezza, passando per il contrasto al disagio giovanile, i tavoli permanenti sulla sicurezza urbana, il ricorso alla vigilanza privata e la ricerca di risorse regionali per finanziare nuovi progetti. Dall’altro l’emendamento presentato da Pierpaolo Turchi di Futuro Nazionale. Al centro una notizia emersa nelle ultime ore: il sindaco è stato convocato dal prefetto per affrontare la questione della possibile soppressione della stazione dei carabinieri di Civitanova Alta. Un presidio che, di fatto, è già vuoto da settimane, visto che il personale è stato trasferito nella caserma di via Carnia. Turchi ha chiesto quindi di integrare il dispositivo della mozione con un impegno preciso: che Fratelli d’Italia si faccia promotore presso «il governo di Fratelli d’Italia, in particolare presso i ministeri della Difesa di Fratelli d’Italia e dell’Interno, della salvaguardia della stazione dei carabinieri di Civitanova Alta – ha detto Turchi – Quando si parla di sicurezza Futuro Nazionale non si tira mai indietro. Ma è fuori luogo votare mozioni sulla sicurezza quando decisioni del governo rischiano di spogliare il territorio delle forze dell’ordine. Le decisioni fanno capo al governo». Da qui la richiesta di inserire nel dispositivo un intervento urgente per il mantenimento del presidio.

Pierpaolo Turchi consigliere di Futuro Nazionale
Un emendamento che FdI ha letto come una provocazione politica, tanto che perfino il “diplomatico” Pierluigi Capozucca ha sbottato: «La percezione di insicurezza a Civitanova è reale non l’abbiamo presentata per dispetto contro il sindaco e non può diventare un’arma per mettere uno contro l’altro – ha detto – La sicurezza è di tutti e non di un partito. Se questa è una vendetta, noi di FdI non ci stiamo. La gente dice che a Civitanova si sniffa nei locali e noi facciamo finta di niente. La paura che c’era a Civitanova 10 anni fa (il riferimento è alle parole del sindaco che poco prima aveva ricordato il reiterato leitmotiv di come si presentava la città nel 2017, con abusivi e rom) non è quella di adesso. Ci sono genitori che portano i ragazzi a casa di amici perché hanno paura di farli uscire, questo non ha colore politico, non è qualcosa contro il sindaco. Siamo amareggiati dall’emendamento, speravamo in una coesione».

Pierluigi Capozucca, consigliere di Fratelli d’Italia
Ciarapica ha smorzato la polemica e accolto sia la mozione sia l’emendamento, rivendicando però il lavoro svolto dalla sua amministrazione. «Tutto ciò che viene fatto per spronare l’amministrazione a garantire la sicurezza è benvenuto», ha detto il sindaco, ricordando come la sicurezza abbia rappresentato «un tema che ha contraddistinto questi due mandati». Il primo cittadino ha rivendicato il cambio di passo rispetto al 2017, quando, secondo il suo racconto, Civitanova sarebbe stata «sporca, buia e insicura», con abusivismo e accampamenti rom. Ha quindi ripercorso i sei punti della mozione, sostenendo che molti degli interventi richiesti siano già realtà.

Fabrizio Ciarapica
Dall’opposizione il giudizio è stato invece durissimo. Francesco Micucci (Pd) ha definito quella di FdI «più che una mozione, un certificato di esistenza in vita. Per anni Fratelli d’Italia ha delegato in bianco la sicurezza – ha detto – oggi la bella addormentata si è svegliata con il bacio del generale Vannacci e si è accorta che il tema della sicurezza è reale».

Francesco Micucci, Mirella Paglialunga e Letizia Murri
Per Giuseppe Lepretti di Siamo Civitanova la mozione ha invece «il sapore della campagna elettorale e del regolamento di conti interno alla maggioranza. La mozione elude i problemi che i civitanovesi subiscono e ignorano situazione come quelle delle sostanze stupefacenti: a Civitanova non solo girano fiumi di droga, ma è terreno di organizzazioni criminali che da eccezione potrebbero diventare strutturati. L’assessore alla sicurezza Cognigni si doveva occupare di decoro urbano e invece è diventato degrado urbano». Netta anche la posizione di Mirella Paglialunga ex candidata sindaca: «Questa mozione è la certificazione che quello che Ciarapica aveva promesso nel programma l’ha fallito». Per l’esponente dell’opposizione, più che una mozione sulla sicurezza sarebbe dovuta essere «una mozione di sfiducia al sindaco».

Giuseppe Lepretti e Silvia Squadroni di Siamo Civitanova
A difendere l’amministrazione ci ha pensato l’assessore leghista Giuseppe Cognigni che ha ricordato che Civitanova non compare tra le 250 città più pericolose d’Italia e che la provincia di Macerata è quella con i migliori indicatori di sicurezza nelle Marche. «Le città più pericolose in Italia sono tutte governate dal Pd».

Giuseppe Cognigni, assessore alla sicurezza
Lo scontro è poi arrivato anche sul tema della malamovida e dei controlli nei locali dell’intrattenimento notturno. Squadroni ha contestato a FdI di occuparsi oggi di un problema nonostante da anni detenga l’assessorato al commercio, chiedendo se siano stati effettuati tutti i controlli necessari su licenze e orari. A giugno ricordo che sono cadute come una tegola su Fratelli d’Italia le sanzioni amministrative fatte a uno stabilimento balneare che fa capo ad un rappresentante di FdI». Ha quindi definito la discussione «una battaglia fra Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale», legata alla difficoltà di contendere lo stesso elettorato. «I vostri problemi teneteli a casa, questo è un consesso comunale – ha detto – Sul tema della sicurezza ci siamo ma non consentiamo che questo consiglio comunale diventi un campo di battaglia».

Sicurezza e controlli sui locali sui quali è intervenuta anche Siria Carella (Fdi) che ha ribadito la necessità che «I controlli vadano fatti ovunque, non in alcuni locali sì e in altri no, magari anche quelli che il sindaco frequenta. Esiste un chiacchiericcio e se ci sono zone d’ombra vanno corrette».
Alla fine l’emendamento di Turchi è stato raccordato all’interno della mozione con la richiesta di configurare al prefetto la volontà contraria del consiglio comunale rispetto a ipotesi di smantellamento della caserma dei carabinieri di Civitanova Alta. La minoranza ha deciso di non partecipare al voto ed è uscita dall’aula. Alla fine la mozione è passata coi soli 13 voti favorevoli della maggioranza, astenuta la consigliera di Forza Italia Paola Fontana.

Prima della mozione il presidente del consiglio ha ritirato l’interrogazione della consigliera Pd Lidia Iezzi, che non era presente, relativa all’area cani del lungomare sud. Approvati invece all’unanimità gli atti di somma urgenza per i danni causati dal nubifragio di luglio 2026, quando a causa del vento un pannello di un’abitazione era volato sopra il semaforo di Fontespina. Il maltempo aveva causato anche il distacco di porzioni di amianto dal capannone ex Anconetani nell’area portuale. Per la messa in sicurezza e sistemazione dei danneggiamenti il Comune ha impegnato 85mila euro per piante cadute e bonifica zone interessate dai disagi e 30mila euro per la messa in sicurezza e ritiro dell’amianto. Sul punto è intervenuta anche la consigliera Elisabetta Giorgini e Silvia Squadroni. Per Giorgini (Dipende da noi) la domanda «non è chiederci solo quanto costa intervenire in caso di calamità naturali, ma quanto ci costa non aver prevenuto. Occorre avviare un vero percorso di transizione ecologica, con la depavimentazione, la manutenzione del verde, affinché la città sia meno vulnerabile».


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