«Pian dell’Elmo, dopo Ferragosto
rifiuti ovunque all’area picnic»
APIRO - La segnalazione di una visitatrice che ieri si è recata sul posto: «Immondizia, sacchi abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati ovunque nonostante ci siano decine di cassonetti: i primi responsabili sono le persone, ma chi gestisce la zona non può solo confidare in un senso civico che evidentemente non c'è»

Alcuni dei rifiuti abbandonati a Pian dell’Elmo
«Un luogo che dovrebbe rappresentare un’area di natura, tranquillità e rispetto dell’ambiente». In teoria, ma non in pratica. Almeno questa è la situazione che si è trovata davanti una visitatrice arrivata ieri a Pian dell’Elmo.

«C’è un’area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell’area – afferma la donna – non posso sapere con certezza quando e da chi siano stati abbandonati, ma è difficile non mettere in relazione almeno una parte di questa situazione con il forte afflusso di persone dei giorni precedenti. Quello che ho potuto constatare personalmente è che il 17 agosto l’area si presentava in condizioni indecorose. Sono un’appassionata di montagna e frequento abitualmente anche ambienti di alta quota. Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono. Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall’alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata».

Il problema non sono soltanto i rifiuti. «È la mentalità che c’è dietro: l’idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché “tanto qualcuno pulirà”, come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze – continua la visitatrice – e in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l’area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata. Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili. E anche nell’eventualità che, nei giorni di maggiore affluenza, alcuni cassonetti fossero pieni, sarebbe bastato lasciare i sacchi accanto al contenitore e non disseminarli per l’area e nel bosco. Vedere invece rifiuti abbandonati ovunque fa pensare a una totale mancanza di rispetto e di senso civico. Chi abbandona i propri rifiuti è il primo responsabile. Non è una questione di grandi gesti o di imprese eroiche: significa semplicemente portarsi via ciò che si è portato con sé o, quando possibile, utilizzare gli appositi contenitori presenti sul posto. Ognuno ha dei diritti, ma anche dei doveri e delle responsabilità. E frequentare un ambiente naturale significa, prima di tutto, rispettarlo».

La donna crede però che ci sia anche una seconda responsabilità. «Quella di chi ha in gestione l’area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell’area nei giorni successivi alla maggiore affluenza. Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente. Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto. La montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati né luoghi in cui tutto è consentito perché “tanto qualcuno provvederà”. Sono ecosistemi fragili, che appartengono a tutti e che proprio per questo richiedono responsabilità da parte di tutti. Mi auguro che questa segnalazione possa contribuire almeno ad accendere un riflettore sulla situazione di Pian dell’Elmo e sulla necessità di una maggiore attenzione alla tutela e alla gestione di queste aree, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso».


