Parco eolico, il ministero boccia il progetto
«Danno evitato al territorio»

SAN SEVERINO - Parere negativo del ministero del Mase. Esulta il Tess: «Sotto la lente sono finite le gravi carenze nella tutela della biodiversità e dei siti Natura 2000»

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«Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio portale il decreto di valutazione d’impatto ambientale (Via) negativo per il maxi-impianto eolico “Energia Monte San Pacifico”». Ad annunciarlo il Tess Marche (Comitati territoriali riuniti Appennino Marche). Una decisione del ministero che riguarda il progetto presentato dalla Fred. Olsen Renewables Italy Srl che prevede l’installazione di 5 aerogeneratori giganti alti fino a 206 metri sulla sommità a sud di San Severino per una potenza di 36 megawatt. Iniziativa che «viene così, almeno per il momento, bloccata e respinto».

«Si tratta di un’ottima notizia per la città d’arte settempedana – esulta Tess -, incastonata come una gemma in un paesaggio appenninico di estremo pregio, che avrebbe ricevuto a nostro avviso un danno immane ed irreversibile alla propria immagine. Un danno evitato al territorio a fronte di benefici irrisori: una forma di compensazione che va respinta, poiché la vera transizione energetica deve orientarsi verso le “aree grigie” come capannoni, parcheggi, arterie stradali e siti industriali, valorizzando l’efficientamento e il risparmio energetico anziché sacrificare le aree naturali tipiche delle Marche».

La decisione del ministero trova d’accordo «la commissione tecnica Pnrr-Pniec del Mase e gli enti locali, intesi nel rilevare criticità ambientali e tecniche che il proponente non è riuscito a superare. Sotto la lente sono finite le gravi carenze nella tutela della biodiversità e dei siti Natura 2000, con impatti non mitigati su rapaci, rotte migratorie, chirotteri ed ecosistemi boschivi. A ciò si aggiungono la rilevata pesante inadeguatezza della viabilità di cantiere sui tratti montani ad alta pendenza e i concreti rischi geologici e idrogeologici legati all’instabilità dei versanti e al pericolo di sprofondamenti del terreno».

«Netto e definitivo anche il no giunto dalla sovrintendenza speciale per il Pnrr del ministero della cultura – concludono dal Tess -. Le colossali dimensioni delle torri in quota ne avrebbero fatto un elemento totalmente estraneo al contesto, visibile da un bacino ben più vasto di quello ipotizzato e con un impatto visivo nefasto sul centro storico di San Severino e di altri centri storici del suo territorio, sui percorsi panoramici e sul parco archeologico di Septempeda con rilievo di un rischio significativo di interferenze dirette con i reperti lungo i cantieri».

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