Torna il “rituale” di Montelago,
tra cultura e musica celtica (Foto)
SERRAVALLE - Si è aperta ieri la 23esima edizione del festival a Colfiorito. Non solo musica e divertimento: mercatini, aree per bambini, ristorazione e un volano fondamentale per l'economia dell'entroterra. In serata i primi live, con gran finale nel segno del metal dei Rhapsody of Fire

L’accampamento di tende a Colfiorito
di Marco Ribechi
Sorge la nuova alba sull’altopiano di Colfiorito e dei parapendii sorvolano a lenti cerchi l’accampamento celtico per ammirarlo in tutta la sua estensione. Il popolo di Montelago è tornato da ogni parte d’Italia e d’Europa per ripetere il suo rituale aggregativo annuale, prendendo parte a quello che ormai è il festival di musica celtica più grande d’Italia, giunto alla sua 23esima edizione.

Migliaia di persone con tende, camper, roulotte e mezzi di ogni tipo si è già accampato sulla radura che separa, o meglio unisce, le Marche con l’Umbria. Non temono il caldo asfissiante delle giornate, nemmeno la pioggia che ieri ha minacciato per ore la pianura, bagnando solo lievemente il primo giorno di Festival. Tutti vogliono esserci come hanno già dimostrato le tre tappe di prevendita che nei mesi precedenti hanno polverizzato in pochissimi minuti i 12mila biglietti disponibili. Gli ultimi ingressi sono stati venduti direttamente sulla porta per i temerari che hanno deciso di arrivare sperando all’ultimo in un colpo di fortuna.

Ma Montelago non è solo divertimento e musica. Centinaia sono infatti i lavoratori impegnati nella realizzazione delle attività e decine le imprese commerciali che in questi giorni beneficeranno dei tantissimi introiti per soddisfare i bisogni dei presenti. C’è il supermercato, il tabaccaio, il supermercato, il fruttivendolo e molti altri arrivati direttamente dal paese di Serravalle. Località che giova tantissimo del festival, capace di entrare come una boccata d’aria fresca a sostenere la dura condizione economica di chi ancora stenta a rialzarsi dal terremoto. Altrettante sono le attività di ristorazione che costituiscono quasi un festival a parte dedicato allo street food, con pietanze eccellenti cucinate al momento e vendute a prezzi tutto sommato popolari, considerando le difficoltà logistiche per allestire gli stand e organizzare le preparazioni.

Ma c’è anche il mercatino artigianale, sempre più ricco e fornito, affiancato dalle tantissime attività culturali che da oggi prenderanno il via nella tenda Tolkien dove scrittori, intellettuali e pensatori si alterneranno dalla mattina sino a notte fonda approfondendo tematiche legate al mondo fantasy, alla mitologia e a tutto il panorama nordico che conta milioni di appassionati in tutto il mondo. Nei workshop si insegnano tecniche artigianali per lavorare il legno, costruire strumenti musicali, coltivare qualche tipo passione in maniera che i partecipanti possano tornare a casa con un bagaglio di conoscenze e non solo con il ricordo dei concerti. Montelago Celtic Festival è pensato per soddisfare qualsiasi tipo di appetito o interesse e per questo, anno dopo anno, il festival è sempre cresciuto caratterizzandosi anche per l’armonia e la condivisione che regna tra i suoi partecipanti. A dimostrarlo le tantissime famiglie, per cui esiste anche un’apposita area kids, che scelgono di portare i loro figli nella sicurezza che tutto è perfettamente organizzato e controllato.

Ma, quando cala il buio della notte, a dominare è di nuovo il palco del main stage dove si esibiscono gli artisti di punta, spesso seguiti da una folta schiera di fan. Ieri è stato il rock più puro a scaldare le danze con un trittico di band d’eccezione. Gli svizzeri Eluveitie, alfieri del folk metal. Sei musicisti armati di strumenti tradizionali come il violino, la ghironda, il flauto e l’arpa celtica fusi con quelli d’obbligo di ogni rock band. Una voce death metal sposata in un’oscura alchimia con un’altra angelica hanno dato vita a uno spettacolo unico tra il profondo più estremo e le vette più auliche.

Gli Eluveitie
Dopo di loro gli umbri Trinaluna, band celtic prog, che fa della qualità musicale la sua prerogativa sonora. Strumenti simili ma declinati in una ritmica meno incalzante che sfocia più nella classica, nel funky e nel jazz. Un’altra offerta musicale insolita che dimostra quanto le scelte artistiche degli organizzatori mirino ad esplorare ogni singolo angolino della macrocategoria di celtic.

I Trinaluna
Infine, verso la mezzanotte, il nome più atteso, i Rhapsody of Fire guidati dalla voce di Giacomo Voli e dal membro storico Alex Staropoli, già celebri a livello planetario come una delle massime espressioni del power metal. Una vera e propria istituzione del genere nonostante i cambi di formazioni, in grado di far sventolare la bandiera italiana ovunque suoni del rock pesante. Un concerto che ha spinto sull’acceleratore dall’inizio alla fine, caratterizzando la prima parte con i brani più recenti, tratti dall’album del 2024 Challenge The Wind, e concluso con i capolavori indiscussi dei gloriosi anni ’90, primi tra tutti “Dawn of Victory” e Emerald Sworld due masterpiece del metal mondiale.

Gloria Perpetua quindi a Montelago che nel massimo rispetto per le regole ambientali e organizzative continua a creare quello che per altri è semplicemente impensabile. “Questo festival è fantastico, resterò qui con voi fino alla fine” dice entusiasta Giacomo Voli dal main stage al termine del concerto tra gli applausi della folla in visibilio. Resta solo dj Gandalf, ovvero il polistrumentista di Corridonia Lorenzo Forconi, a farsi carico delle ultime energie dei presenti per farli scatenare negli ultimi balli fino a notte fonda. Dopo torna la tranquillità con la consapevolezza che nei prossimi tre giorni di festival ne arriveranno ancora delle belle.




















Ci saranno molti drogati a go go e anche faranno sesso a go a go.
ahahahah lu festival de li tossici e alcolizzati ahahahah
Festival di Serravalle e altopiano di Serravalle, infatti la stragrande maggioranza del territorio dell’altopiano ricade all’interno del comune di Serravalle. Quindi parliamo di regione Marche, non di Umbria o Colfiorito