Soggiornano per settimane in albergo:
se ne vanno col conto da saldare
TREIA - Due giovani coniugi si erano accordati per fermarsi due mesi a 750 euro mensili più le utenze. L'albergatore ha denunciato che hanno lasciato da pagare 250 euro più 300 di utenze. I carabinieri hanno denunciato la coppia

Soggiornano per settimane in una struttura ricettiva di Treia, poi se ne vanno lasciando il conto da pagare. La coppia, avrebbe concordato col titolare, un prezzo di 750 euro mensili per un soggiorno di un paio di mesi. Scaduto il mese e non vedendo i soldi, l’albergatore ha chiesto alla coppia di pagare, e i due gli hanno versato 500 euro di acconto, poi sono spariti lasciando un debito di 250 euro più 330 euro di utenze.

Il comandante carabinieri di Treia
I fatti sono avvenuti a Treia quando un uomo di 34 anni e una donna di 26, residenti a Chieti, si sono presentati alla struttura ricettiva e hanno concordato un prezzo per fermarsi due mesi: 750 euro mensili più il rimborso delle utenze.
Il 3 marzo scorso l’albergatore, non avendo ricevuto alcun pagamento, ha sollecitato la coppia a versare quanto dovuto. Gli hanno dato 500 euro e poi il giorno dopo hanno lasciato la struttura senza preavviso. L’albergatore si è rivolto ai carabinieri della stazione di Treia. Le indagini sono partite l’8 aprile dopo la denuncia dell’uomo. I militari sono risaliti alla coppia, si tratta di coniugi, che secondo gli inquirenti avrebbero lasciato da saldare 250 euro più 330 euro di bollette. Sono stati denunciati per insolvenza fraudolenta.
Nel caso degli alberghi la morosità è un illecito penale, un reato. Nel caso degli appartamenti dati in locazione, invece, la morosità è un illecito civile.
Due mesi per visitare Treia ci vogliono tutti, il lungo soggiorno in albergo non poteva certo destare sospetti.
Hanno emulato un gruppo di ragazzi italiani che due anni durante la vacanza estiva in GRECIA non hanno pagato il pranzo e se ne sono andati via, questo fattaccio l’ha saputo il premier MELONI che durante il viaggio ufficiale in GRECIA ha dovuto pagare di tasca propria il pranzo non pagato dai ragazzi italiani tramite l’ambasciata italiana in GRECIA.
Allora, Romagnoli, a Treia pagherà PantaMELONI come in GRECIA?