
Le modifiche presentate ai cittadini
di Mauro Giustozzi
Risanamento di Fosso Narducci, si cambia progetto e cronoprogramma per mettere in sicurezza la frazione di Sforzacosta di Macerata dal rischio di nuovi eventi alluvionali come accaduto in passato (nel giugno del 2023 c’era stato un allagamento della frazione).
Con un milione di euro in più rispetto ai 4,5 milioni di euro di costi stimati nel precedente piano, con progetto esecutivo e appalto entro fine anno e via ai lavori nel 2027.
Positivo il confronto diretto avuto con Protezione civile, Genio civile e Consorzio di Bonifica delle Marche che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Sandro Parcaroli e dall’assessore alla Protezione civile, Paolo Renna, ha avuto in occasione dell’incontro pubblico con la cittadinanza tenutosi nella sede di Macerata Soccorso a Sforzacosta nel quale si sono dibattute le linee progettuali per il Fosso Narducci e gli interventi di mitigazione del rischio idrico per eliminare, o quanto meno ridurre, il rischio alluvione.

La Regione, presente con il capo dipartimento regionale della Protezione civile Stefano Stefoni, Lucia Taffetani dirigente del Genio Civile Marche Sud, Marco Chiatti responsabile del Consorzio Bonifica Marche ha sottolineato come su questo nuovo progetto stanno lavorando una quarantina di persone, ognuna per la sua competenza, il che comporta un cambio di passo e di velocità nel mettere a terra la nuova progettualità.
E’ cambiato il cronoprogramma rispetto all’iniziale progetto che era stato presentato dall’ingegner Vincenzo Marzialetti con un intervento che alla fine risulterà meno impattante ed invasivo, lavori che vanno incontro anche alle esigenze sollevate dalla popolazione residente in particolare nelle vie Liviabella e Tano che erano state più colpite dell’evento meteorologico intenso verificatosi nel giugno 2023 che ha provocato notevoli disagi a chi vive a ridosso delle sponde di fosso Narducci.

«Il nuovo progetto è migliorativo rispetto al precedente – ha ribadito l’assessore Renna – e prevede la creazione di una vasca di laminazione a monte, cosa che prima non c’era, che sarà nel comune di Pollenza e consentirà, in caso di piogge insistite e allagamenti di contenere e rilasciare l’acqua gradualmente così che non arriverà tutta insieme a Fosso Narducci, provocando i danni registrati in passato. L’altro aspetto è che nel centro abitato di Sforzacosta, invece di costruire muri in cemento armato come era nel piano Marzialetti sarà utilizzato un metodo naturalistico che meglio si amalgamerà al parco che c’è nella frazione e sarà meno impattante come avevano chiesto i cittadini in passato».
Nella nuova progettazione, infine, è prevista la riprofilatura di Vallone Ricci che poi confluisce nel Fosso Narducci: questo nasce dal problema di erosione riscontrato nella zona del campo sportivo e bocciofila, con questo intervento i tecnici hanno ribadito che si andrà a migliorare anche questa situazione. L’iter burocratico ora ripartirà con una Conferenza dei servizi che vedrà presenti tutti i soggetti coinvolti e quindi anche i comuni di Macerata e Pollenza, poi ci sarà la Via, valutazione di impatto ambientale, fino al progetto esecutivo e quindi all’appalto delle opere da realizzare.

Fosso Narducci dopo l’allagamento del 2023
«Entro fine anno ci è stato assicurato che questa fase autorizzativa verrà completata –ha ribadito ancora l’assessore Renna – per cui nel 2027 inizieranno i lavori che nell’arco di pochi mesi potranno essere completati. A livello economico il budget dei fondi regionali per il dissesto idrogeologico passa da 4,5 a 5,5 milioni di euro ma se saranno necessari ulteriori fondi ci sarà comunque la copertura economica da parte della Regione. Devo dire che la cittadinanza presente ha potuto constatare la trasparenza di questo nuovo progetto che per le nuove peculiarità illustrate, in particolare la vasca di laminazione a monte, contribuirà a risolvere il decennale problema delle esondazioni di Fosso Narducci. Inoltre in questo piano verrà recuperata la vecchia strada comunale di Sforzacosta che si collegava alla centrale elettrica dove passerà il cammino della Via Lauretana. C’è l’impegno del Genio Civile di ricostruire il ponte che era stato demolito in passato».
Tra coloro che hanno assistito all’incontro anche il consigliere comunale Alberto Cicarè che ha seguito da vicino questa vicenda nel corso degli anni. «C’è questo nuovo progetto, in realtà ancora un’idea più che un progetto, che stravolge completamente quello presentato un anno e mezzo fa, che a quest’ora doveva essere già stato completato –ha detto l’esponente di Strada comune -. Ora ci ritroviamo punto e a capo, un anno e mezzo dopo, con in mano un’idea per la soluzione del problema, sicuramente migliorativa rispetto all’obbrobrio iniziale, ma ancora con tanti punti interrogativi e con molti meno soldi di quelli necessari».

Allagamento nel 2023 a Sforzacosta
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