Valanga sul Monte Bove,
paura per gli escursionisti:
in sei rintracciati (Foto/Video)
USSITA - Distacco imponente tra i versanti della val di Bove: scatta l’allarme e i soccorsi, al momento non risultano feriti né dispersi. Pericolo neve “marcato” sui Sibillini

La valanga di questa mattina sul Monte Bove
di Laura Boccanera
Si stacca una valanga di neve dal Monte Bove, paura per un gruppo di escursionisti, contattati in 6, stanno bene. Il distacco nevoso ha impattato su una zona boschiva, non ci sarebbero feriti o dispersi.
Paura questa mattina attorno alle 10 per una valanga che ha interessato l’interno della val di Bove, dal versante ovest: un fronte davvero imponente. Un gruppo di escursionisti ha dato l’allarme dopo che ha visto lo smottamento rovinare lungo il fianco della montagna. Anche perché erano stati superati da un gruppo di escursionisti poco prima e il timore era che questi fossero rimasti coinvolti.
Subito è scattato il piano di emergenza: attivata la squadra di Visso dei Vigili del fuoco e il 118 che ha fatto alzare in volo Icaro anche per monitorare la zona e individuare eventuali dispersi. Sul posto è arrivato anche il Cai locale per un sopralluogo. Nel frattempo i vigili del fuoco sono riusciti a rintracciare telefonicamente gli escursionisti che si trovavano in quella zona: sono sei le persone che al momento si sa erano presenti lungo il tragitto, sono stati tutti contattati e stanno bene. Ma sopralluoghi sono ancora in corso.

L’elicottero Icaro in volo sulla valanga
Il bollettino neve indica come “marcato” per la giornata di oggi il pericolo valanga nei Sibillini, vengono segnalate possibili valanghe di neve bagnata a lastroni di grandi dimensioni e, a livello isolato, di dimensioni molto grandi. Con il rialzo termico, a tutte le esposizioni sono possibili valanghe umide e bagnate di medie e di grandi dimensioni. Sui pendii carichi di neve ventata le valanghe possono coinvolgere gli strati più profondi e raggiungere dimensioni piuttosto grandi. I punti pericolosi si trovano specialmente sui pendii soleggiati ripidi al di sopra dei 1800 metri circa. Al di sopra di quella quota nel corso della giornata il pericolo aumenterà provvisoriamente al grado 4 “forte”.


La neve non c’era, o pochissima. Una nevicata abbondante copre ma non fa in tempo a compattarsi, non è neve che stava li da mesi, almeno in questa quantità eccezionale. Pertanto la neve poco compattata tende, ad un repentino rialzo della temperatura, ad essere meno stabile, quindi più facilità di valanghe o slavine rispetto ad un manto alto compattato da mesi. Non si dovrebbe andare. Il problema è che chi lo fa, specie i meno esperti (ma gli esperti non ci vanno in generale, proprio per questi motivi) non causano danni per se, ma anche per gli altri, che si devono sbattersi, a volte con pericolo, per recuperarli.
Secondo me e’ tutta colpa dei cambiamenti climatici in atto che ci sono le valanghe.
capisco la passione della montagna, ma l’inferno di ghiaccio è una trappola mortale. Ci vuole evitare spacconate