Addio a Gino Paoli,
amico di Camerino e Sferisterio
LUTTO - Il grande cantautore, morto nella notte a 91 anni, era legato da tempo alla città ducale, che aveva visitato anche nel 2017 a un anno dal terremoto, e a Macerata, dove si era esibito più volte

Gino Paoli allo Sferisterio nel 2020
Un amico del Maceratese, Gino Paoli. Il grande artista originario di Monfalcone, morto stanotte nella sua casa di Genova all’età di 91 anni, è stato più volte ospite della provincia per concerti ed eventi di vario genere.

Gino Paoli con Danilo Rea a Camerino nel 2017 (foto Roberto Conti)
Ovviamente, Paoli non poteva non aver calcato un palco di prestigio come quello dello Sferisterio. Nel 2014 si era esibito in occasione di Musicultura in coppia col pianista Danilo Rea, che aveva conosciuto anni prima a Camerino e con il quale ha formato per diverso tempo un duo raffinato ed elegante che più volte è tornato sia a Macerata che a Camerino stessa. L’ultima nel 2020, quando i due si sono esibiti nuovamente allo Sferisterio nell’ambito del Macerata Opera Festival.

Gino Paoli in giro nel centro storico di Camerino
Ma il suo legame con Camerino risale a molto prima, al sisma del 1997. Il post-terremoto lo vide protagonista di un affollatissimo concerto nel centro culturale Benedetto XIII. Poi all’inizio del 1999 Paoli scelse il paese ed il suo teatro per preparare il tour con il quale avrebbe percorso l’Italia per presentare il suo ultimo disco. E Camerino andò così in onda sui canali televisivi nazionali. Nel 2000 Camerino accoglie ancora il cantautore che partecipa insieme a noti personaggi del giornalismo e dei mass media, ad una tavola rotonda dal titolo “La comunicazione nell’Università che cambia”.

Quindi nel 2003, Paoli regalò, con la consueta generosità, uno straordinario concerto insieme a quattro dei migliori artisti del panorama jazzistico nazionale ed europeo: Enrico Rava, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto. Il suo amore per Camerino l’artista lo aveva dimostrato anche in occasione del terremoto del 2016: un anno dopo, nel 2017, tornò infatti col fido Danilo Rea ad esibirsi all’auditorium Benedetto XIII non prima di fare un tour del centro storico devastato dal sisma. «Sono costernato – disse – vedere il centro storico deserto e così silente lascia basiti. Umbri e marchigiani sono persone dall’animo coriaceo, legate profondamente alla propria terra, saprete risollevarvi, ne sono certo». Un auspicio che resta tremendamente attuale.
(Ma. Pa.)


A Musicultura nel 2014
Nell’elenco delle municipalità che hanno avuto come affezionato ospite Gino Paoli deve essere annoverata anche Recanati. Il cantautore, oltre ad essere membro del Comitato artistico di garanzia di Musicultura sin dalla nascita della manifestazione nella città leopardiana, è stato ospite del festival nel 1996, 2001 e 2002.
Mai il sapore é stato così vicino al sale vero
Mai una interminabile vibrazione emozionale è stata sintetizzata come senza fine
Mai una canzone si è unita così dolcemente alla poesia della nostra vita
Eppure non hai voluto creare più rumore della semplice e pura armonia
Hai spesso semplicemente creato una degna cornice all’amore umano
Hai dato musica alla vita e creato vita dalla musica
Ci hai dato te per sempre e sempre resterà il tuo suono
Grazie infinite Gino
A Paoli
Mai il sapore è stato così vicino al sale vero.Mai un’interminabile vibrazione emozionale è stata sintetizzata come senza fine:.Mai una canzone si è unita così dolcemente alla poesia della nostra vita.Eppure non hai voluto creare più rumore della semplice e pura armonia.Hai spesso semplicemnte creato una degna cornice all’amore umano.Hai dato musica alla vita e creato vita dalla musica.Ci hai dato te per sempre e sempre resterà il tuo suono.Grazie infinite Giono.A Paoli.
Sonetto della costola nascosta
Laudato si’, mio Signore, per lo danaro
che Tu doni alla terra come frate Sole,
ma guai all’uomo che lo cela in nero cuore
e lo fa costola d’inchiesta e di dolore.
Paoli, frate dell’ombra, nel studio parlava
di rimpatriare i milioni senza scudo alcuno:
«Non voglio si sappia ch’io portai fuor la mano,
ché danno è all’imagine mia, ch’è vana e vana».
Laudato si’ per la frontiera che Ti serve,
dove fu fermato col contante oltre misura;
l’accumulo lento su conto luganese cresceva,
cachet in nero, non un solo bonifico antico.
L’incertezza di data salvò la pena terrena,
ma col Fisco si chiuse, e l’anima resta ferita.
Laudato si’, Altissimo, per ogni creatura,
anche per chi peccò d’avarizia e paura:
converti il cuore suo, che torni puro e leggero
come frate Vento che spazza ogni pensiero.
…Se qualcuno bravo muore,
come artista di sicuro,
tutti tiran fuor dal cuore,
era n’amico sì lo giuro;
che di certo il buon Gino,
pur d’amici n’avea avuti,
ma i veri al lumicino,
e chissà se poi voluti;
chissà che passa alla gente,
per mostrarsi ‘amichettati’,
di chi è stato sì influente,
e per meriti contati;
che di certo vero amico,
di color di cui qui sopra,
io non serve che lo dico,
a me basta la mia opra… m.g.
…eh… gv