Banda dell’oro rosso in manette:
dalle indagini emergono
diverse trasferte nel Maceratese
NOVE ARRESTI - Sono stati tutti catturati ieri dai carabinieri dopo un furto di cavi di rame ad un impianto fotovoltaico. Le indagini proseguono per comprendere se abbiano messo a segno altri colpi

Uno dei furgoni usati dai malviventi
I nove arrestati per furto di rame in un impianto fotovoltaico sono ritenuti dai carabinieri dei pendolari del crimine che negli ultimi mesi hanno fatto trasferte, in più occasioni nella nostra provincia. In manette sono finiti 8 marocchini e un burkinabè che tra hanno tra i 20 e i 40 anni, e vivono nel Foggiano.
Tutti si trovano in carcere. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Macerata, in collaborazione con il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata e delle Stazione di Montecassiano, Pollenza e Appignano, li hanno arrestati all’alba di ieri dopo il furto perpetrato all’impianto fotovoltaico di Macerata, contrada Palombarette. Avevano portato via 4,6 chilometri di cavi di rame per un valore di circa 90mila euro.

Secondo le indagini alcuni degli indagati, domiciliati in modo stabile nella provincia di Foggia, negli ultimi mesi in più occasioni hanno compiuto trasferte nel Maceratese. È inoltre emerso che l’auto utilizzata per il furto di ieri, di proprietà di uno degli indagati, più volte ha percorso il tragitto dalla Puglia alle Marche e ritorno.
Le indagini proseguono per stabilire se la banda dell’oro rosso abbia messo a segno altri colpi in provincia negli impianti fotovoltaici, dallo scorso gennaio. Nel Maceratese ci sono stati in questi mesi numerosi episodi tra furti andati a segno e altri falliti.