«Preleva 200mila euro dai Comuni
e li mette sul suo conto corrente»
Dipendente comunale patteggia 2 anni
SOTTO ACCUSA per peculato l'ex sindaco di Penna San Giovanni Emanuele Crisostomi che intanto aveva restituito tutti i soldi (lavorava a Sarnano e collaborava con il comune di Cessapalombo). Contestato al 64enne l'autoriciclaggio per aver speso parte delle somme in scommesse. Oggi si è svolta l'udienza davanti al gup del tribunale di Macerata
di Alessandro Luzi
Preleva dai fondi comunali circa 200mila euro e li deposita sul proprio conto corrente: Emanuele Crisostomi, ex dipendente comunale ed ex sindaco di Penna San Giovanni patteggia davanti al gip. L’ex primo cittadino era finito sotto accusa per peculato quando era responsabile dei servizi finanziari del comune di Sarnano e collaboratore del settore Servizio finanziario del comune di Cessapalombo.
Oltre al peculato, a Crisostomi veniva contestato anche l’autoriciclaggio per aver utilizzato parte di quei soldi per fare scommesse. Oggi l’ex dipendente comunale ha patteggiato due anni dal gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata, pena sospesa. Il giudice ha disposto il dissequestro dei beni finiti sotto sequestro durante le indagini. Nel frattempo il 64enne ha restituito tutti i soldi ai Comuni.
In tutto sono 181 i movimenti di denaro che gli venivano contestati: 69 riguardavano il comune di Sarnano e 112 le casse comunali di Cessapalombo.
Tutti, dice l’accusa sostenuta dal procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2024. Nel capo d’imputazione si parla di 101mila euro presi dal comune di Sarnano e 104mila da Cessapalombo.
Per quanto riguarda Sarnano, secondo l’accusa Crisostomi avrebbe formulato dei mandati di pagamento, riportando causali fittizie e senza indicazione della determina dell’ente di impegno spesa o con determine incoerenti con la spesa. Quei soldi li avrebbe poi accreditati sul proprio conto corrente o tramite pagamento “a mezzo cassa” con riscossioni fatte allo sportello della banca tesoriera del Comune.
A Cessapalombo, dice l’accusa, il 64enne avrebbe fatto dei mandati di pagamento con accrediti sui suoi conto correnti.
Secondo l’accusa, Crisostomi avrebbe reinvestito una parte di quel denaro (il capo d’imputazione parla di 41.500 euro) in scommesse fatte su tre sale giochi di tre comuni dell’entroterra fermano e maceratese, ostacolando l’identificazione della loro provenienza.
L’accusa parla di 134 operazioni avvenute tra il 2020 e il 3 luglio 2024. L’indagine era stata svolta dalla Guardia di finanza di Camerino, coordinata dal pm Enrico Barbieri. Il 64enne è difeso dall’avvocato Franco Ceregioli.
Spariscono quasi 200mila euro dai conti di due Comuni: dipendente indagato per peculato