Unimc diventa un “porto accademico”:
incontro sulle rotte sacre del Mediterraneo

MACERATA - Oltre trenta studiosi da tutta Europa arriveranno domani e giovedì per il convegno internazionale “Meta-mare"

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Unimc, dipartimento di Studi umanistici

Un mare che non separa ma unisce, un oceano di divinità e culture che si intrecciano da millenni. Domani e giovedì l’Università di Macerata si trasforma in porto accademico per il convegno internazionale “Meta-mare. Il mare degli dèi. Circolazione di culti e frequentazione dei santuari nel Mediterraneo antico”. Un evento che promette di far solcare, almeno con la mente, le acque dense di storia e spiritualità del Mediterraneo, cuore pulsante di scambi religiosi e culturali.

Oltre trenta studiosi provenienti da tutta Europa si confronteranno nell’aula Confucio del polo didattico G. Tucci – e in diretta streaming per chi vorrà seguire da remoto (urly.it/319wbg) – su un tema tanto affascinante quanto complesso: il sacro in movimento, lungo rotte marinare antiche, da Oriente a Occidente, dalla preistoria all’età romana. Al centro, le divinità che viaggiavano via mare, i culti che migravano da un porto all’altro, i santuari che accoglievano pellegrini e commercianti, i riti che si trasformavano attraversando confini.

L’incontro si inserisce nel progetto Pnrr Safina – Ricerca e valorizzazione di itinerari interculturali, finanziato con fondi NextGenerationEU e incardinato nel percorso culturale europeo “La Rotta dei Fenici”. Ma non si tratta solo di un momento accademico: il “meta-mare” evocato dal titolo del convegno è una visione, un’idea di Mediterraneo come tessuto narrativo vivo, spazio simbolico in cui l’umanità ha imparato – attraverso il sacro – a dialogare, integrare, fondere.

Il programma, denso e interdisciplinare, spazia tra archeologia, storia antica, epigrafia, orientalistica, e include una sezione specifica sulle buone pratiche contemporanee di accessibilità e comunicazione del patrimonio culturale: itinerari storici nelle Marche, musei inclusivi, archeologia partecipata. È il contributo del progetto Safina – Network e beni culturali accessibili, che fa del Mediterraneo non solo uno spazio di studio ma anche un laboratorio per il futuro.



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