Gianni Borsa a Macerata
per un focus sull’Europa
APPUNTAMENTO - Il giornalista corrispondente da Bruxelles per l’Agenzia Sir interverrà all'incontro organizzato dall'Azione Cattolica della diocesi di Macerata

Gianni Borsa durante un’altra iniziativa a Macerata
“Europa: a che punto siamo? Cosa abbiamo da dire?”. Non un convegno, ma un incontro a più voci per raccogliere idee, fare domande e condividere esperienze. L’appuntamento è per domani (21 maggio), alle 19, nel cortile del Comune di Macerata, in piazza della Libertà (in caso di pioggia nei locali degli Antichi Forni). Si tratta del primo appuntamento di un percorso che l’Azione Cattolica della diocesi di Macerata ha deciso di tracciare «per affermare un principio di speranza rispetto ai fatti salienti dell’attualità. Un cammino culturale – scrivono gli organizzatori in una nota – che parte dall’urgenza di essere protagonisti della Storia e che, proprio per questo, si fa esperienza esso stesso, di vita, indubbiamente, ma anche di cittadinanza che prende forma attraverso la parola e l’ascolto».
A rendere vivo il confronto, moderandolo e nutrendolo di storie vere, Gianni Borsa, giornalista professionista, corrispondente da Bruxelles per l’Agenzia Sir, profondo conoscitore delle istituzioni europee, direttore del mensile “Segno” dell’Azione Cattolica Italiana e della rivista di studi storici “Impegno”, edita dalla Fondazione Mazzolari, presidente diocesano dell’Ac di Milano, che ha pubblicato vari volumi di storia dell’integrazione europea e di storia del movimento cattolico.
Attorno a lui persone pronte a testimoniare esperienze autentiche, vissuti concreti, frammenti della propria e altrui esistenza che parlano al cuore di verità che interrogano sul destino dell’Europa in questa epoca turbolenta. Quali sono le sfide che l’attendono? E quali sono le responsabilità che noi cittadini europei dobbiamo assumerci, nel quotidiano, per essere protagonisti del cambiamento?
«Non è un incontro politico – specificano gli organizzatori -, ma l’occasione di riscoprire l’Europa come orizzonte di valori, di identità, di memoria. Perché se è vero che le radici dell’Europa affondano nella tradizione cristiana, allora è tempo di tornare a declinare certi valori con voce nuova, senza nostalgie, ma con responsabilità. Solo chi sa da dove viene, può scegliere dove andare. L’Azione Cattolica, con questa iniziativa, si fa voce tra le voci, creando ponti tra esperienze e generazioni. Sceglie, in pratica, di essere presenza viva nella società, offrendo occasioni in cui pensiero e fede si intrecciano per leggere insieme la complessità del nostro Tempo. Ma abitare il tempo non significa solo attraversarlo. Significa starci dentro con coscienza, con cuore, con responsabilità. Significa credere che anche oggi, in questo momento storico tanto fragile e incerto, sia possibile seminare futuro. E che la speranza, quando è condivisa, può davvero cambiare la storia, perché, come disse Vittorio Bachelet, nonostante tutte le difficoltà c’è la possibilità di un futuro migliore per la vita del nostro Paese e per la vita delle nostre istituzioni».
L’evento è aperto alla cittadinanza e l’ingresso è gratuito.