Dopo 37 anni di servizio a Macerata,
in pensione il giudice Claudio Bonifazi:
«Dimostrato doti speciali di equilibrio»

GIUSTIZIA - Maceratese, ha lavorato per la gran parte della sua carriera nel nostro palazzo di giustizia, apprezzato sia dai colleghi che dagli avvocati. Dal primo aprile ha smesso la toga

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Da sinistra: Paolo Parisella (presidente dell’Ordine degli avvocati), Paolo Vadala (presidente del Tribunale di Macerata), il giudice Claudio Bonifazi, il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, l’avvocato Jacopo Allegri

In pensione dal primo di aprile il giudice Claudio Bonifazi, lavorava al tribunale di Macerata da 37 anni. La scorsa settimana in vista del congedo dai colleghi e dal personale con cui per molti anni ha lavorato, c’è stato un saluto nell’aula 1 del palazzo di giustizia.

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Un luogo, quella grande struttura in stile brutalista, che Bonifazi conosceva probabilmente come pochi altri per via dei tanti anni in cui ci ha lavorato come giudice. Il suo ultimo incarico è stato all’ufficio Gip e Gup, quello delle indagini preliminari e delle udienze preliminari, quindi un incarico tra i più delicati. In precedenza è stato per diversi anni presidente del collegio penale. 

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Il giudice Claudio Bonifazi, a sinistra, con l’avvocato Jacopo Allegri

Presenti in aula 1, quella in cui si svolgono le Corti d’assise che il giudice Bonifazi ha presieduto in diverse occasioni (come quella per la morte del piccolo Jason, caso che è stato rilevanza nazionale), erano presenti, tra gli altri, il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, il presidente del tribunale di Macerata, Paolo Vadalà, il presidente dell’Ordine degli avvocato Paolo Parisella, il procuratore Claudio Rastrelli (in servizio a Urbino e per tanti anni a Macerata), i giudici Domenico Potetti, Giovanni Manzoni, Luigi Reale, Francesca Preziosi e poi i pm in servizio in procura, numerosi avvocati, il personale della cancelleria.

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Il giudice Claudio Bonifazi con un gruppo di avvocati penalisti di Macerata

«Abbiamo voluto salutarlo con molto affetto e tanta stima – dice l’avvocato Jacopo Allegri, presidente della Camera penale di Macerata – un giudice che ha dimostrato doti speciali di equilibrio sia perché fa parte delle sue qualità, persona colta, sobria, misurata e attenta a rispettare tutte le parti del processo e inoltre è stato notevole il fatto che abbia potuto lavorare nella sua città separando totalmente la sua vita privata da quella professionale». 


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