«Trasporto pubblico e sanità,
l’Istat certifica i fallimenti di Acquaroli»

CRITICA - Nonostante il rapporto Best 2024 ponga nel complesso le Marche sui livelli della Toscana in quanto a benessere generale, il consigliere regionale Pd Romano Carancini punta il dito sulla Regione: «Calano i posti letto ad elevata assistenza e i medici specialisti, cresce l'emigrazione ospedaliera: c'è poco da vantarsi»

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Romano Carancini

Nonostante l’Istat tracci un quadro generale sostanzialmente positivo riguardo al benessere nelle Marche, parlando di livelli simili alla Toscana e migliori di Umbria e Lazio nel rapporto BesT 2024, il consigliere regionale del Pd Romano Carancini afferma che i dati boccerebbero invece il governo Acquaroli.

L’ex sindaco di Macerata mette nel mirino gli indicatori del trasporto locale e della sanità, «cioè le prime due voci del bilancio regionale e dunque di stretta responsabilità politica ed amministrativa di Acquaroli – tuona Carancini – rispetto al 2019 ci sono barre rosse per ogni indicatore richiamato, che si traducono in peggioramento del benessere: in concreto si riduce l’offerta di trasporto pubblico locale ed arretrano i servizi riconducibili alla risposta sanitaria pubblica.

Il dato medio del trasporto pubblico locale della Regione nel 2022 (ultimo dato disponibile) è pari a 2092,00 posti/km per abitante, meno della metà sia in confronto alla media dei capoluoghi del Centro Italia (5.403) sia con quelli nazionali (4.696). Se poi osserviamo i dati delle singole città marchigiane la fotografia è nitida: Ancona 3.726 posti/km abitante, 2.570 Ascoli, 2.088 Macerata, 902 Fermo e, ultima, Pesaro-Urbino con 623. Il dato politico è che questo peggioramento è in controtendenza con gli andamenti nazionali e del Centro Italia e dimostra quanto siano giuste e necessarie le critiche e le battaglie del Pd su un servizio così fondamentale, che tocca le classi meno abbienti della nostra comunità quali gli studenti, i lavoratori pendolari, gli anziani, le comunità delle aree interne».

Stessa musica sulla sanità. «Qui la percezione e la consapevolezza sul disastro, l’inadeguatezza di Acquaroli e soci a governare il bisogno più caro e indispensabile dei marchigiani è, purtroppo, divenuto “patrimonio” di tutti noi che lo subiamo quotidianamente – continua Carancini – non solo inefficienza del Cup, inaccessibilità alle liste di attesa, disorganizzazione sanitaria, diminuzione di fondi sanitari, dimissioni rilevanti e rassegnazione del capitale umano del sistema pubblico sanitario. Istat proietta il benessere su pochi ma significativi indicatori. Il primo: sui posti letto ogni 10mila abitanti per specialità ad elevata assistenza il dato medio delle Marche è di 2,5, inferiore sia al Centro Italia (2,8) che al dato nazionale (3,2). Il secondo rimprovero lo fornisce la percentuale di emigrazione ospedaliera in altre regioni: il 13,4% nelle Marche, ben al di sopra del Centro Italia e dell’Italia (8,3%). Qui non si può non aggiungere che i dati degli anni 2023 e 2024 saranno ancora peggiori. Il terzo indicatore accertato da Istat che ci relega nelle ultime posizioni rispetto a tutte le altre regioni riguarda i posti letto negli ospedali ogni 10mila abitanti: le Marche 29,8 di contro ai 33,5 del Centro Italia e ai 32,7 del Paese. L’ultimo riferimento scientifico di Istat è la dotazione di medici specialisti per 10mila abitanti: nelle Marche 31,1 dato nettamente inferiore ai 39 del Centro Italia e ai 34,1 dell’Italia. Nei tanti luoghi del nostro territorio regionale, attraverso gli incontri con le persone, “sentiamo” la consapevolezza diffusa del peggioramento della vita dei marchigiani sui due tra i bisogni principali della nostra comunità e che oggi Istat conferma ufficialmente. Per questo c’è poco da ridere e vantarsi di trasporto pubblico locale e sanità, come continua a fare Acquaroli da tempo, di fronte all’impegno critico ma costruttivo del Pd Marche sia in consiglio regionale che soprattutto nelle strade e nelle città».


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