Palazzina senza gas, il Comune:
«Ditta interverrà la prossima settimana.
E abbiamo il problema degli insolventi»
TOLENTINO - Ieri la segnalazione a Cronache Maceratesi di una dei residenti di Borgo Rancia. Il Comune ha dato incarico di sistemare la situazione. «Dobbiamo anche far fronte alla persistente situazione debitoria di alcune famiglie che rappresenta un problema rilevante per le finanze comunali». La consigliera Silvia Luconi: «Mi rammarica fortemente che ci si riduca a novembre a non avere ancora il problema risolto»

Borgo Rancia il giorno dell’inaugurazione
di Francesca Marsili
Dopo lo sfogo delle 23 famiglie della palazzina A di Borgo Rancia, a Tolentino, che da 15 giorni lamentano assenza di acqua calda a causa della chiusura del gas per una rottura sulla tubazione, l’amministrazione comunale interviene per fare chiarezza su due punti fondamentali: uno riguarda appunto la sicurezza e la riparazione del danno, l’altro l’azione di recupero dei debiti del condominio.
Per quanto riguarda il primo aspetto: «Abbiamo predisposto un intervento urgente per garantire la sicurezza pubblica a Borgo Rancia in seguito a una fuga di gas causata dalla rottura di una tubatura.

Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi
Su segnalazione dei Vigili del fuoco, si è provveduto immediatamente alla chiusura dell’erogazione del gas per eliminare il pericolo – spiega l’amministrazione confermando quanto detto ieri da una residente della palazzina A alla nostra testata -. Abbiamo incaricato una ditta specializzata, che interverrà all’inizio della prossima settimana per effettuare le riparazioni necessarie sulla condotta lunga circa 15 metri. È stato inoltre notificato alla ditta responsabile dei lavori originari il disservizio, con sollecito per un intervento tempestivo».
Ma parallelamente, l’amministrazione sottolinea anche un altro aspetto che da tempo insite sul condominio in questione, di proprietà del comune di Tolentino, e che l’assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti ha più volte sollevato: ovvero le reiterate morosità di molte tra le 46 famiglie residenti nel complesso abitativo realizzato in sostituzione alle Sae, che hanno portato ad una situazione debitoria di oltre 40mila euro dovuta appunto al mancato pagamento delle spese condominiali che comprendono anche le utenze del gas, oltre al resto.
«Il Comune deve far fronte alla persistente insolvenza di alcuni condomini del complesso, che rappresenta un problema rilevante per le finanze comunali. Nonostante i numerosi solleciti e le dilazioni concesse, la situazione debitoria permane, penalizzando l’intera Comunità tolentinate – aggiunge l’amministrazione -. Per tutelare la collettività, abbiamo deciso di affidare il recupero delle somme non corrisposte a un’agenzia di riscossione e, se necessario, avvierà il procedimento di sfratto per i residenti inadempienti».
L’amministrazione comunale sottolinea «che non è più tollerabile utilizzare fondi pubblici per coprire i costi di chi non rispetta i propri impegni, a scapito di risorse destinate a servizi essenziali per tutti i cittadini. Saranno messe in atto tutte le misure necessarie per garantire il rispetto delle regole e una gestione equa e responsabile delle risorse comunali».

Silvia Luconi
«Non penso di essere stata raggiunta solo io dagli abitanti di Borgo Rancia e di “puzza di gas” parlavano da tempo – commenta la consigliera d’opposizione, Silvia Luconi -. Quello che mi rammarica fortemente è che ci si riduca a novembre a non avere ancora il problema risolto. Se la ditta ha delle responsabilità è giusto che venga chiamata in causa, ma non può essere lei a dettare i tempi. Intervenga il comune, costi quel che costi, anticipando le spese e facendosi rimborsare. Queste sono priorità alle quali non ci si può girare dall’altra parte, indipendentemente dal fatto che ci sia gente più o meno morosa che giustamente deve essere richiamata alle proprie responsabilità. Si tratta di dignità delle persone, prime o ultime in una società che non può fare figli e figliastri. Mi immagino che bisognerà fare lavori pesanti per trovare la perdita, ma non è temporeggiando che il problema si risolve da solo. Il Comune, ancora una volta, faccia il Comune e il sindaco faccia la sua parte».
«Ventitre famiglie senz’acqua calda da quindici giorni: è intollerabile»
Non mi sembra giusto che il Comune saldi i debiti degli insolventi!!
Per quale motivo!!