«Ventitre famiglie senz’acqua calda
da quindici giorni: è intollerabile»

TOLENTINO - Il problema al condominio di Borgo Rancia, che ospita le famiglie sfollate per il sisma, è nato dalla rottura di una tubazione del gas. Una residente: «Ci sono anche bambini e anziani, nessuno è intervenuto per ripristinare l'impianto. E per fortuna le temperature non sono ancora rigide»

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L’esterno degli appartamenti di Borgo Rancia

di Francesca Marsili

«Siamo senza acqua calda da quindici giorni. Mi chiedo se si possono lasciare 23 abitazioni in questo stato per oltre due settimane. La situazione è intollerabile, qui vivono bambini e anziani».

E’ la denuncia di Rossana (preferisce non comparire col cognome), residente nella palazzina A del condominio di Borgo Rancia di Tolentino, l’ex edificio artigianale trasformato in complesso abitativo in sostituzione alle Soluzioni abitative d’emergenza. La donna, irritata, spiega la causa alla base del disagio: un guasto alla tubatura del gas non ancora riparato.

«Quindici giorni fa, a causa di una fuga di gas dalla tubatura che alimenta in modo centralizzato la palazzina A, i vigili del fuoco hanno fatto chiudere l’erogazione del combustibile perché potenzialmente pericoloso. Da quel giorno non si è più visto nessuno per individuare la perdita e effettuare la relativa riparazione – spiega la donna – non possiamo fare la doccia, ci dobbiamo lavare scaldando l’acqua sulla piastra ad induzione, attraverso l’energia elettrica. Nei primi giorni, appena avvenuto il fatto, un po’ di acqua calda arrivava dall’impianto solare termico, ma piano piano e con l’arrivo delle basse temperature si è esaurita e da giorni arriva completamente fredda. E per fortuna non siamo in pieno inverno – aggiunge – altrimenti saremmo anche senza riscaldamento».

Ma siamo ai primi giorni di novembre e la colonnina di mercurio inizia a scendere. Delle 46 le famiglie che vivono negli alloggi ricavati nella zona industriale est di Tolentino dove alloggiano soprattutto coloro che hanno perso la casa a causa del sisma del 2016, la metà si trova da settimane a fronteggiare questo disagio e Rossana, che attende la ricostruzione della sua casa, è una di queste. «Facile chiudere il gas – conclude la donna che si fa portavoce di tutte le altre famiglie che da settimane non hanno acqua calda  – ma la situazione è insostenibile e ingiustificabile: si tratta di pigrizia e incompetenza, e tutto questo è inaudito. Quanto ancora dobbiamo aspettare con l’inverno alle porte?».


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