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Il confronto tra generazioni
nel nuovo calendario dell’Arma
«Messaggio molto profondo»

MACERATA - Presentazione nella biblioteca della filarmonica. Il calendario storico quest’anno dà molto spazio al racconto, un dialogo tra padre e figlio colpito da un grave lutto. È stato realizzato da Marco Lodola, artista del Nuovo Futurismo e della Pop art e dallo scrittore Maurizio De Giovanni. Il colonnello Ruocco, comandante provinciale dei carabinieri: «Leggere queste tavole mi ha arricchito molto»

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Il tenente colonnello Giorgio Picchiotti (comandante Compagnia carabinieri di Macerata) e il colonnello Raffaele Ruocco (comandante provinciale dei carabinieri) con il nuovo calendario 2025 dell’Arma

di Gianluca Ginella (foto di Fabio Falcioni)

Dedicato ai carabinieri e ai giovani il calendario storico dell’Arma del 2025 che quest’anno dà molto spazio al racconto, un dialogo tra padre e figlio colpito da un grave lutto. È stato realizzato da Marco Lodola, artista del Nuovo Futurismo e della Pop art e dallo scrittore Maurizio De Giovanni. La presentazione a Macerata si è svolta per la prima volta nei locali della biblioteca della Filarmonica.

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«Siamo giunti alla 92esima edizione – dice il colonnello Raffaele Ruocco, comandante provinciale dei carabinieri -. Il calendario è connessa alla lettura, noi lo appendiamo non lo trattiamo come un piccolo libro. Difficilmente lo sfogliamo, diventa più una oggettistica di riferimento.

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Le tavole sono frutto della penna dell’autore dei Bastardi di Pizzofalcone e Mina Settembre. Si è inventato il dialogo tra un maresciallo comandante di stazione, da poco vedovo, e il figlio. Per allacciare il dialogo tra generazioni si inventa che ogni giorno il maresciallo lascia nell’album fotografico che il figlio sfoglia per vedere foto della madre un bigliettino in cui racconta le situazioni in cui viene a trovarsi».

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A gennaio si comincia con una tavola che presenta “Il filo che ci unisce”, in cui il maresciallo dice al figlio che lascerà ogni giorno un foglio nell’album. «Dietro questo c’è un messaggio molto profondo, la difficoltà di dialogo tra le generazioni. Leggere queste tavole mi ha arricchito molto, sono stati trattati argomenti importanti», aggiunge il colonnello Ruocco.

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Il calendario è stato tradotto in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo). Le tavole raccontano tante storie legate al mondo dei giovani, dal branco che ha dato fuoco a un clochard, ad un Hikikomori, al bullismo, alla violenza sulle donne. Il calendario si conclude così a dicembre, il padre nell’ultimo messaggio scrive: “Ogni giorno ricorda sempre di dire ti voglio bene, meglio una volta in più che una in meno. È la cosa più bella del mondo amare qualcuno, non dimenticarlo”. La tiratura nazionale è di 1,2 milioni, 6mila le copie in provincia. 

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