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L’energia di Biagio Antonacci
travolge lo Sferisterio:
acquazzone sul finale

MACERATA - L’artista milanese in camicia, pantaloni di lino e piedi nudi ha iniziato con Caruso di Lucio Dalla per poi passare in rassegna i brani del suo ultimo album "L'inizio". Poi classici più amati hanno acceso di adrenalina il pubblico fino al fuggi fuggi sulla conclusione della sua ultima canzone

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Bagio Antonacci abbracciato dal pubblico dello Sferisterio

di Marco Pagliariccio (foto Massimo Zanconi)

Qualche goccia di pioggia poi un acquazzone proprio all’ultima canzone e la brezza fresca settembrina hanno fatto venire un paio di brividi ai più timorosi e meno vestiti. Ma alla fine è filato tutto liscio e il primo dei due concerti di Biagio Antonacci allo Sferisterio ha fatto decisamente centro.

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L’apertura del concerto

L’artista milanese recupera in questi giorni, infatti, le due date che erano stati rinviate tre mesi fa a causa di una gastroenterite che lo mise ko ma stavolta non ci sono stati intoppi per i tanti fan accorsi in arena (niente sold out, ma la sensazione visiva è che ci sia mancato molto poco) per ascoltare le hit di una carriera lunga ormai oltre 35 anni.
Ovviamente, in scaletta un posto privilegiato l’hanno avuto i brani dell’ultimo album, “L’inizio”, dato alle stampe lo scorso gennaio a distanza di cinque anni dagli ultimi inediti. Ma Antonacci, camicia e pantaloni di lino e piedi nudi ma soprattutto un’energia trascinante, ha preso tutti in contropiede aprendo la serata dello Sferisterio con una versione suonata da lui stesso in solitaria al piano di “Caruso”, capolavoro di Lucio Dalla cui è molto legato in quanto era la canzone preferita del padre. IMG-20240909-WA0121-325x217Un via sui livelli altissimi che ha subito scaldato i cuori del suo pubblico, che poi ha cantato a squarciagola due delle canzoni più note del suo repertorio, “Se io se lei” e “Non ci facciamo compagnia”, anch’esse in una delicata versione “piano solo”. È ora di presentare i nuovi brani e allora sale sul palco la sua band ed attaccano “L’inizio” e “Delivery”, le prime due tracce dell’ultimo disco.
La gente di Biagio aspetta i classici e torna a cantare per un altro dei suoi cavalli di battaglia: chitarra acustica e voglia di libertà con “Mi fai stare bene”. «Io amo andare ai concerti, le canzoni mi fanno rivivere momenti, mi portano la testa da un’altra parte – ha detto Antonacci – per cui vi dico: lasciate tutto fuori e godetevi la musica».

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I fan del cantante in arena

Lo Sferisterio recepisce e vibra per una “Quanto tempo e ancora” metà in italiano e metà in spagnolo e scopre l’amore per la storia del suo pupillo in “Anita”, brano dedicato alla compagna di Garibaldi. L’arena si lascia ammaliare dalla parte acustica del live, con una “Ti dedico tutto” scarnificata e trasformata in una dolce poesia («è così che nascono le mie canzoni: pensieri, parole cui pian piano si aggiunge la musica» ha svelato) e poi “Non parli mai” e “Fiore”, la prima canzone composta da Antonacci nel 1988.

IMG-20240909-WA0091-325x217Trame languide invadono l’aria con “Pazzo di lei” e “Non vivo più senza te”, la gente fa fatica a contenere la carica nelle poltroncine rosse e si fionda al bordo del palco. L’adrenalina è ai massimi e Biagio la cavalca nello scorcio (si fa per dire) più rock del suo repertorio, quello di “Convivendo” (ballata sul palco con una piccola fan) e “Liberatemi”. Siamo al rush finale, “Iris” unisce palchi e platea in una voce sola e una “Sognami” accompagnata dalle
prime gocce del più classico degli acquazzoni di fine estate non può essere finale più iconico per l’ennesima serata da incorniciare di Sferisterio Live 2024.
La rassegna volge ormai al termine e saluterà il pubblico domani sera, con Antonacci che concederà il bis. Scenderà così il sipario sulla rassegna musicale voluta dal Comune, che darà l’appuntamento al 2025.

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