Panzavolta porta agli Antichi Forni
l’Europa dei caffè e delle taverne:
«Chierici e bohémiens la nostra identità»
MACERATA OPERA FESTIVAL - Per il ciclo degli Aperitivi Culturali ospite l'atteso giornalista che si è lanciato in una trattazione della cultura del continente partendo dagli antichi greci fino alla contemporaneità. Filo di analisi i Carmina Burana che questa sera andranno in scena in arena

Andrea Panzavolta e Cinzia Maroni
di Marco Ribechi
Andrea Panzavolta applauditissimo agli Antichi Forni, la sua lectio un viaggio alle radici dell’Europa. Era uno degli appuntamenti più attesi del ciclo degli Aperitivi Culturali guidati da Cinzia Maroni quello che prevedeva la presenza del giornalista romagnolo, ormai aficionado del Macerata Opera Festival. Il risultato non ha tradito le aspettative considerando i lunghissimi applausi e il pienone nonostante il caldo e la data inoltrata. Panzavolta, nell’appuntamento dal titolo criptico “Ludus tragico. Dai clerici vagantes ai bohémiens”, si è lanciato in una complessa della trattazione che ha praticamente attraversato l’intera storia del continente, dagli antichi greci fino alla contemporaneità, utilizzando come linee guida la Bohème di Puccini e i Carmina Burana musicati da Carl Orff, in programma questa sera proprio allo Sferisterio per un evento che si preannuncia tutto esaurito.

Un momento della trattazione
Nell’immagine dei chierici vaganti, che trovano la loro nemesi nei bohèmiens parigini, c’è proprio tutta quella curiosità e desiderio di conoscenza che nel corso dei secoli ha caratterizzato la stessa identità europea. «Entrambe queste figure – spiega Panzavolta – sono in grado di cogliere la specie sensibile del nostro continente, ovvero quell’indomito spirito di giovinezza guidato dalla curiosità e da un amore disincantato per la conoscenza. Usando una frase pasoliniana possiamo definirli La Meglio Gioventù dell’Europa».

Andrea Panzavolta
Per chierici vaganti infatti si intende non una casta religiosa ma studenti girovaghi che nel Basso Medioevo viaggiavano di luogo in luogo per seguire le lezioni delle primissime università. «La loro vitalità può essere riassunta in tre parole – continua il giornalista – Interrogare, intelligere, invenire. Desiderosi di una conoscenza libera e non mutuata, incalzati da domande senza risposta, condividevano la gioia della condivisione, sia intellettuale che delle condizioni di vita». Ecco quindi che per interrogare si intende l’attitudine di porre domande, per intelligere la capacità di leggere la realtà e creare legami, per invenire sia la capacità di ritrovare ciò che si è perduto attraverso la memoria sia la possibilità di costruire il nuovo. «Anche i bohémiens di Puccini vivono in questa dimensione – spiega Panzavolta – i personaggi sono delle allegorie dell’arte , vivono insieme dialogano, sono la quintessenza del vagare. Anche loro devono inventare il nuovo come ad esempio accendere un fuoco senza legna, oppure celebrare una sontuosa cena senza cibo, proprio per dare forma al nuovo tramite la parola».

La lettura di Gabriela Lampa
Ed il luogo in cui l’attitudine di confronto e di conoscenza si esprime ai massimi livelli è la taverna per i chierici e il caffè per i parigini, ambienti dove si affollano le più differenti tipologie di persone, dove si scoprono nuove cose, dove si trascorre del tempo in convivialità. «Il caffé e la taverna sono il cuore dell’Europa dove si imparava la sociolevolezza – dice l’oratore – Questa è l’indomita giovinezza europea che anche nei suoi momenti più bui ha sempre intuito un nuovo inizio. Per dirla con Bohème la giovinezza è una bella età di inganni e utopie dove la vità abita in quelle domande che le danno il senso di essere vissuta». Ecco quindi che nella danza macabra della morte il ludus del titolo dell’intervento assume anche un tono tragico della condizione umana. Resta l’arte come linguaggio unitario a mettere insieme l’identità europea tramandandola nei secoli. A completamento della stupenda trattazione che ha visto decine di citazioni e riferimenti, la splendida lettura, da parte di Gabriela Lampa, della poesia “La Giostra” di Rainer Maria Rilke.
Il consueto aperitivo è stato offerto dal Bar Nino di Macerata di via Roma. Domani sarà la volta di un altro atteso ospite, Cesare Catà che si occuperà del tema: “Norma, Circe e i celtici incanti delle Druide”.

Cinzia Maroni con Dante Pettirossi del bar Nino



























