La vasca del cavalier Prato
ricompare ad una festa:
«Chiediamo venga restituita»
MACERATA - E' stata rubata lo scorso dicembre e da allora se n'erano perse le tracce. L'artista Javier Stacchiotti, custode dei reperti del Parco della fantasia (ora trasferiti a Piediripa): «Ho visto le foto su Facebook, sarebbe apprezzato che la riportassero»

La vasca come venne restituita dopo il secondo furto
È una vasca che gira parecchio quella con l’ormai iconica scritta “Alex Britti” frutto della fantasia del cavalier Franco Prato (scomparso il primo dicembre del 2022). E’ stata rubata per tre volte, due volte è stata ritrovata ed è tornata al Parco della fantasia, quello realizzato da Prato a Macerata sulla strada che scende verso Sforzacosta. Il terzo furto a dicembre, ma stavolta della vasca non si avevano più notizie. Fino ad adesso perché sembra che da qualche foto comparsa su Facebook ora la vasca sia ricomparsa. «Ho visto queste foto, relative ad una festa in cui compare la vasca con la scritta Alex Britti – dice l’artista Javier Stacchiotti, curatore del Parco della fantasia e oggi custode di quei reperti –. Vedendo le foto per me si tratta sicuramente della vasca di Prato. La cosa importante è che la riportino, questo sarebbe apprezzato».
La vasca è parecchio “mobile”. Il primo furto risale al 2017, quando poi era stata riportata da chi se n’era impossessato. Il secondo nel 2021 con la vasca che venne fatta ritrovare su di una rotatoria in via Roma, poco lontano dal Parco. Il terzo furto è avvenuto a dicembre, intorno al 20, e da allora della vasca si sono perse le tracce. Il Parco della fantasia nel frattempo è stato spostato perché sono in corso i lavori per realizzare il sottopasso ferroviario. Il Comune ha messo a disposizione uno spazio a Piediripa. «Si tratta di un deposito all’aperto, che deve essere completato per renderlo adatto ad ospitare il pubblico. Deve essere messa la corrente elettrica e sono previsti dei gazebo. Pensiamo di riuscire a recuperare una trentina di opere» dice Stacchiotti. L’idea è creare un posto che possa essere visitabile anche dalle scuole e magari essere d’ispirazione per nuove generazioni.
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…le opere del cavaliere e tramandatore, forse, non sono opere d’arte, ma di sicuro, sono opere di un artista, il Ligabue di Macerata (mi piace immaginarlo così), sulle orme o sulle spalle, inconsapevole, degli altri “giganti” maceratesi, o acquisiti, autodidatti o frequentatori di scuole d’arte, futuristi molti (Scipione, Pannaggi, Tulli, Trubbiani, Monachesi, Crali, etc,…). Non essendo critico d’arte, non mi avventuro in improbabili note artistiche, ma di sicuro mi ha sempre colpito, oltre al suo amore-odio per l’accumulo consumistico-capitalistico della nostra società che magari non soccorre ai bordi delle strade un uomo in evidente stato di difficoltà o povertà, ma, altresì, non riesce a disfarsi o regalare un oggetto che potrebbe, oggi, avere un valore su Vinted, il suo installare su un prato selvatico (ma più inselvatichite appaiono le ruspe di questi giorni…), oggetti che conservano un’anima, ma al tempo stesso sono destinati al secchio della memoria, ma Lui, per difendere questo amore, scelse l’obsolescenza, oggetti, corpi, già vecchi, che però non invecchieranno mai! P. S. 1) artista lo fu, lo è, lo sarà, sin dal suo autoritratto, ricordato nel 2016…:“io mi chiamo Prato, cavalier Franco, il tramandatore, super molleggiato, tutto scorticato e ricucito, nonché stravagante, eccetera, organizzatore, rombipalle, lungimirante, cattivo, e sesso dipendente”. P. S. 2) ma soprattutto, quando pensate al civitanovese Tamberi, oro olimpico, oro europeo, oro mondiale, ed estravagante atleta perché si taglia la barba a metà; ricordate che a Macerata, c’era un artista, che quando il vostro saltatore in alto preferito non era ancora nato, Lui si tagliava già la barba a metà, perché, come disse in molte interviste storiche: “ci sono donne a cui piace la barba, e ad altre no”…
Prato un grande.
La sua idea di parco della menoria e’ eccezionale.
Purtroppo molti non riescono a capire.
Mi ricordo benissimo per essermene rallegrato, di aver visto più volte il museo del Cavalier Prato che ti accoglieva o salutava secondo la direzione. Non c’era assolutamente confronto con quell’obbrobrio di cui parlate sti giorni denominato “Terrazza dei Popoli”.
Perché non risparmiare l’ironia e il sarcasmo?
Essendo l’opera facilmente riproducibile, il fatto non sussiste. Suggerirei al curatore anche la creazione di un doccino Annalisa che solo il rio destino ha impedito al Cavaliere di aggiungere…
capite perchè gli alieni ci osservano senza farsi vedere ? !