«Siamo in continua crescita,
ma non troviamo personale»
MONTECOSARO - L'allarme di Matteo Orazi, titolare di Vittorazi Motors, azienda del settore aeronautico: «Da mesi siamo disperatamente alla ricerca di dipendenti specializzati: non si tratta di assunzioni per turn over, ma di innesti veri e propri. Rileviamo però con preoccupazione l’assenza di tali risorse sul nostro territorio. Un deficit che costa caro allo sviluppo delle nostre imprese»

Matteo Orazi
«Siamo in continua crescita, abbiamo recentemente ottenuto un brevetto dagli Stati Uniti per una innovativa tecnologia prodotta per primi nelle Marche che ci obbligherà ad incrementare la produzione e ci troviamo a gridare nel vuoto: non arrivano candidature dal territorio per le posizioni che ricerchiamo».
Tuona così Matteo Orazi, titolare di Vittorazi Motors, azienda del settore aeronautico di oltre 30 dipendenti con sede a Montecosaro. La realtà, che ha registrato oltre 2700 motori prodotti nel 2023, con il 93% della produzione destinata all’estero, si trova a dover affrontare una sfida cruciale: la mancanza di personale specializzato.
«Siamo da mesi disperatamente alla ricerca di personale specializzato attraverso le principali piattaforme e motori di recruitment, centri per l’impiego, Informagiovani – spiega Matteo Orazi – Rileviamo con preoccupazione l’assenza di tali risorse sul nostro territorio. Un deficit che costa caro allo sviluppo delle nostre aziende. Oggi più che mai – continua Orazi – questa ricerca ci appare urgente in quanto sta prendendo il via un nuovo progetto aziendale che ha ottenuto la concessione di un brevetto negli Stati Uniti, cosa che necessariamente ci porterà a dover rispondere ad una domanda sempre crescente (ci aspettiamo un +15% per il 2024) e quindi alla necessità di implementare il nostro organico produttivo. La tecnologia brevettata risponde al nome di Efi, acronimo di Electronic fuel injection, progetto innovativo e di notevole complessità che richiede presidi di qualità ed efficienza notevolmente elevati. Basti pensare che siamo la prima azienda a brevettare una tecnologia di iniezione elettronica del carburante (Efi per l’appunto, ndr.) progettata per l’industria del paramotore».
Ma quali sono i profili ricercati? «Addetto all’assemblaggio, programmatore macchine Cnc Fanuc, capo reparto di produzione (team leader), quality manager, project manager di sviluppo prodotto, addetto controllo qualità. Figure che andremmo ad assumere, in linea generale, con impieghi a tempo indeterminato e con le condizioni garantite dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del settore metalmeccanico – puntualizza Agnese Giampieri, risorse umane di Vittorazi Motors – Non si tratta di assunzioni per turn over, ma di innesti veri e propri volti a potenziare il personale aziendale in maniera strutturale per rispondere con efficacia a nuove sfide che stiamo intraprendendo o che sono già contrattualizzate. Siamo un’azienda giovane ma solida, in crescita, ricca di sfide e di stimoli. Il nostro è un gruppo affiatato che compete sempre più a livello internazionale. Questa prospettiva dovrebbe essere di grande attrattività».
Un elemento centrale per risolvere la crisi della manodopera, certamente però non nel breve periodo, sta nella formazione. «C’è un divario significativo tra le esigenze delle aziende e i profili formati dagli istituti e dalle accademie universitarie – conclude Orazi – Una soluzione potenziale è la collaborazione tra aziende e istituti per creare percorsi di studio più adatti alle esigenze del mercato del lavoro. Vittorazi Motors ha già avviato una collaborazione con l’ITS Montani di Fermo e non escludiamo la possibilità in futuro di creare una Academy per formare figure pronte per il mercato del lavoro».
Purtroppo leggo commenti un pochino lontani dalla realtà. Ho mio figlio, tecnico specializzato in meccanica e quindi qualcosa in merito lo conosciamo. Il primo motivo è il basso numero dei giovani che scelgono gli Istituti Tecnici, all’azienda consiglio anche l’ITTS di San Severino Marche ottima Scuola, perché ora tutti vogliono fare lo Scientifico. L’altro motivo è la grande richiesta di questo tipo di tecnico che richiede anni di studio (mio figlio si è formato in sette anni 5 ITTS + 2 ITS a Recanati). Infine, bisogna considerare che da Pesaro in su questi tecnici sono richiestissimi, tanto che lui ha deciso di cambiare Azienda e ha avuto solo l’imbarazzo della scelta. Infine aggiungo che gli stipendi sono chiaramente buoni. Occorre pubblicizzare questa tipologia di scuola, soprattutto se l’Italia vuole rimanere Paese industrializzato e innovativo.
La testa dei genitori è rimasta all’epoca di quando gli operai e i contadini volevano un diploma ed una laurea perchè i loro figli non facessero gli operai e i contadini. Tutti fanno l’Università, diventata pure una zona di parcheggio, spesso inservibile per l’occupazione.
Nel problema posto dall’articolo è che gli istituti tecnici e professionali non si calano nella realtà dei bisogni delle ditte. Almeno credo. Infatti, ci sono giovani che non riescono a trovare lavoro proprio per non hanno una formazione specifica per come la richiede il mercato del lavoro.
Il divario tra l’attività da svolgere e la formazione di un ragazzo si dovrebbe colmare con la formazione specifica in azienda, magari della durata, ad esempio, di un anno. Non vedo dove sta il problema, se non nel fatto che per appunto un anno l’azienda deve sostenere un costo a fronte del quale c’è un’entrata. Allora, con la collaborazione dei sindacati, occorrerebbe chiedere alla politica di sollevare l’azienda dalla tassazione in relazione al periodo di formazione in azienda. Ma i sindacati comprendono questo problema?
Si con la voglia che hanno di imparare un mestiere.. Università fino a 35 anni poi cameriere all’estero o influencer.