Congresso Lega a Civitanova,
Fortuna confermata alla guida
POLITICA - Scelti anche i membri del direttivo, ecco chi sono. Calorosa accoglienza e applausi per l'ex assessora Manola Gironacci messa alla porta del sindaco proprio dopo il passaggio al Carroccio. Il partito: «L'obiettivo è attrarre nuovi iscritti per rafforzare ulteriormente la posizione nella città»

Il congresso della Lega ieri a Civitanova
«La Lega-Salvini Civitanova Marche guarda ora con grande determinazione verso obiettivi ancora più ambiziosi e continuerà a lavorare per il bene della comunità locale». Ieri nella sede del partito di viale Vittorio Veneto si è tenuto il primo congresso cittadino del Carroccio. Un congresso unitario che per acclamazione ha voluto riconfermare come commissario Veronica Fortuna. Accolta da un applauso di stima l’ex assessora Manola Gironacci, cacciata dalla giunta dal sindaco Ciarapica proprio dopo aver annunciato il suo passaggio alla Lega.
Erano presenti al congresso tutti i militanti, a presiedere il segretario provinciale Luca Buldorini. Civitanova è la quarta città in provincia ad aver svolto un congresso provinciale, «riconfermando ancora una volta un segno più + nella crescita del partito», specifica il Carroccio.
«I sei membri del direttivo comunale eletti, che accompagneranno il segretario in questa nuova avventura, sono rappresentanza del territorio nella sua eterogeneità», specifica la Lega. I nomi: Sergio Bucosse, Vincenzo Pizzicara, Pietro Pinesi, Andrea Venanzoni, Alessandro Pollastrelli e Matias Gabriel Profili espressione della Lega Giovani.
«La relazione congressuale è stata approvata all’unanimità, dando quindi pieno mandato al neo segretario di continuare l’azione di rafforzamento e di crescita per il partito – aggiunge la Lega – L’obiettivo principale di questa riorganizzazione è attrarre nuovi iscritti altamente qualificati e competenti per rafforzare ulteriormente la posizione del partito nella città, lavorare per il territorio con sempre maggiore slancio, essere punto di riferimento per le categorie, attraverso quel pragmatismo che caratterizza la Lega».

Quando ci si lascia rimane sempre sospesa quella domanda:” Perché l’hai fatto? Credevo che tu fossi felice con me, che i tuoi pensieri fossero i miei e invece no”.