Movida a gonfie vele, spiagge così così
«Civitanova entri nella Riviera del Conero
A livello turistico c’è molto da fare»
LE DUE FACCE DELL'ESTATE - Il bilancio di fine stagione di Aldo Ascani dello Shada: «Si è toccato con mano il calo di presenze diurne dal lunedì al venerdì. Non basta il notturno, la città deve essere completa a 360 gradi. Il turismo si fa con gente che pernotta, che vive, che mangia»

di Laura Boccanera
«Solo il by night non basta per una città che ha grandi potenzialità, servono infrastrutture, Civitanova deve entrare assolutamente nella Riviera del Conero, è una griffe e quando si presenta alle fiere del turismo si presenta con un pacchetto, e Civitanova non può esserne esclusa. L’ho anche già detto al sindaco e all’assessore Gironacci».

Aldo Ascani
Aldo Ascani da imprenditore della notte con lo Shada di Civitanova (e questa estate anche con la gestione delle serate al Calamaretto) traccia a fine stagione un bilancio sull’estate, balneare, ma non solo, offrendo gli spunti per una politica turistica in vista del prossimo anno. Se è vero infatti che il mondo dell’intrattenimento notturno ha fatto spesso registrare un tutto esaurito qualificando Civitanova come la città del divertimento, dei balli e della movida notturna, le presenze turistiche, soprattutto nei primi mesi dell’estate sono state in calo.
Da qui “la ricetta” per ripensare una promozione che faccia scegliere Civitanova non solo come “divertimentificio“, ma anche come potenziale sviluppo diurno. «Sul fronte delle presenze diurne in spiaggia quel calo generalizzato che oscilla fra il 20 e il 30% si è visto e toccato con mano soprattutto dal lunedì al venerdì, non possiamo nasconderci dietro un dito. Non è colpa di Civitanova, è un calo generalizzato in tutta Italia. Poi nel fine settimana fra locali, pendolari dell’Umbria e altro le spiagge tornavano sold out e accontentavano un po’ il malumore di inizio settimana. Sul notturno invece siamo molto soddisfatti perché allo Shada abbiamo replicato il fatturato dello scorso anno e ne siamo orgogliosi perché la nostra è l’unica discoteca reale che c’è in città. Con la concorrenza di stabilimenti che hanno fatto ballare a titolo gratuito per noi quel risultato vale il triplo. Crediamo di aver dato un gran bel prodotto e siamo soddisfatti».
Ascani però guarda anche al futuro e sottolinea come dal punto di vista turistico invece ci sia ancora da lavorare: «La mancanza di turismo diurno e il calo di presenze nell’infrasettimanale, a prescindere dal calo nazionale, – prosegue – deve far pensare. C’è ancora da lavorare molto sull’aspetto turistico di Civitanova, creare opportunità perché Civitanova venga scelta, non basta il notturno perché tutti si divertano e lavorino, la città deve essere completa a 360 gradi. B&B, hotel, villaggi turistici, promozione: Civitanova secondo me deve entrare assolutamente nel circuito della Riviera del Conero che è una griffe. Se pensiamo che oggi Porto Potenza è all’interno della Riviera del Conero trovo assurdo che una città confinante non faccia di tutto per entrarci. Altrimenti cosa diamo oltre a spiagge e intrattenimento notturno? Il turismo si fa con gente che pernotta, che vive, che mangia a Civitanova. Bisogna concentrarsi sulle infrastrutture turistiche, bisogna che chi di dovere si concentri su questo per lasciare un futuro che sia degno di questa città dalle grandi potenzialità».
(Nel link qui sotto l’articolo con le opinioni di altri concessionari di spiaggia)
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(Clicca qui per ascoltare la notizia in podcast)
In questa stagione sia la gente esterna che gli stessi abitanti di Civitanova Marche hanno evitato il più possibile la città per numerosi motivi:
I prezzi sono assolutamente inadeguati per la qualità offerta dalla città, la quale è sopravvalutata sotto molti punti di vista.
La qualità del cibo nei ristoranti è mediocre a fronte di prezzi alti, basta spostarsi di 30 / 45 minuti dalla città e si trovano esperienze di gran lunga superiori con rapporto qualità prezzo migliore.
Le amministrazioni comunali di Civitanova continuano a ritardare la realizzazione di opere infrastrutturali importanti come il sottopasso sulla nazionale ed una soluzione definitiva ai parcheggi, siano essi silos multipiano o sotterranei.
La parte nord della città sembra un mondo a sé. Per arrivarci con la nazionale intasata bisogna fare strade da entroterra, non da città evoluta. A quando la bretella per un collegamento veloce al nord della città?
A Civitanova i politici pensano un po’ troppo alle foto di rito piuttosto che a studiare con i cittadini soluzioni a problemi concreti e reali. Anche perché una volta eletti pensano di essere luminari quando il giorno prima erano dei signori e signore nessuno.
A livello estetico e di arredo urbano la città è mediocre, non è bella da vivere, da passeggiare, è mediamente spoglia, decine di vicoli e vie hanno pavimentazione pessima, non sei minimamente al livello di Riccione o di altri riferimenti turistici.
I gestori di locali, alberghi, attività commerciali sono mediamente scortesi e non disponibili, presuntuosi e non accettano neanche le critiche costruttive.
Gli stabilimenti balneari sono mediocri, escluse poche eccezioni. arredamento del secolo scorso, servizi mediocri e costosi, attenzione al cliente bassa.
La città non è più percepita come sicura da parte delle persone di fuori.
Spero che il signore che ha commentato qui sopra sia di Civitanova che così non va in giro a raccontarla. L’ha inquadrata in maniera che dire oggettiva è poco descrivendo minuziosamente buona parte dei difetti e della città che non sarà mai turistica e di coloro che dovrebbero essere i più gentili visto che gli dai da mangiare come gestori vari sia sul mare che al centro. I politici da sempre non hanno mai capito come trasformarla prima che diventasse quello che appare adesso in una località turistica, anzi prima lo era quasi naturalmente ora non si sa cosa sia e come definirla. Diciamolo, non è un bel vedere. Se poi guardiamo quelli che amministrano adesso la città, tra assessore alla cultura e quella al turismo se ci fosse una scuola dovrebbero frequentarla e seduti sui primi banchi in modo che l’insegnante possa prenderli a scappellotti appena dimostrano di non aver capito più di tanto, giusto perché stamattina mi sono svegliato di buon umore. Passando all’articolo e leggendo i commenti sottostanti, mi sembra di sentire quel famoso proverbio che recita che per l’oste il vino è sempre buono ma per i clienti fa un po’ schifo. Per la Riviera del Conero poi, non ci vedo nessuna attinenza con la sua macchia mediterranea, anzi visto che sembra di stare sul lungomare di qualche cittadina africana in riva al mare proporrei di buttarci verso S.Benedetto del Tronto e il suo brand ” La Riviera delle Palme”.
Allora la bandiera blu era un blef da come leggo questo belli commenti?!!!…
Per il sig. Marchegiani. Non era un blef, ma un bluff (lei non gioca a poker?).
A Citanooo, se crepa Ascani, o va da un’altra parte, cermaneee solo la chiesa de San Marone, e Cristo Reee.
Quanto mi piacerebbe vedere le denunce dei redditi di tutti i gestori la cui stagione è andata bene, benino, forse male durante la settimana
da Dubai a ” ma do vai…”