Tragedia a Tolentino,
66enne trovato morto in casa
L’allarme dato dai vicini
DRAMMA - Il corpo di Raffaele Crudeli rinvenuto in avanzato stato di decomposizione. Lavorava come portiere alla casa di riposo e dal 1 agosto era andato in pensione. Viveva da solo all'interno di un appartamento in via Damiani. Il medico legale Antonio Tombolini in serata ha accertato il decesso per cause naturali

Carabinieri e vigili del fuoco sul posto
di Francesca Marsili
Accusa un malore, trovato morto nel salotto di casa. Il corpo in avanzato stato di decomposizione del 66enne Raffaele Crudeli è stato rinvenuto oggi pomeriggio nella sua abitazione, in via Albo Damiani, in pieno centro storico a Tolentino, dove attualmente viveva da solo. Il decesso è avvenuto alcuni giorni fa, per cause naturali.

Raffaele Crudeli
A lanciare l’allarme, poco dopo le 17, i vicini di casa che hanno chiamato la polizia locale insospettiti dal odore acre proveniente dall’appartamento dell’uomo. Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno allertato gli operatori dell’emergenza e i vigili del fuoco, che hanno forzato il portone e rinvenuto il cadavere del 66enne in avanzato stato di decomposizione, condizione accelerata dalle alte temperature dei giorni scorsi.
Sul posto, transennato per effettuare gli accertamenti del caso, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tolentino, guidati dal maggiore Giulia Maggi, e i militari del reparto operativo del comando provinciale. Il medico legale Antonio Tombolini, arrivato poco prima delle 21, dopo un’approfondita ispezione cadaverica ha confermato, anche alla luce della condizione di salute pregressa del 66enne, che si tratta di morte per cause naturali. Il magistrato ha così dato il nullaosta alla sepoltura e la salma è stata restituita alla famiglia.
Crudeli era conosciutissimo in città, in passato aveva gestito assieme alla moglie Rossella Lucentini il negozio “La bottega dell’artigiano”, in via Parisani, dove realizzava e vendeva accessori in pelle e articoli di bigiotteria.
Da diversi anni era portiere nella fascia pomeridiana alla casa di riposo Asp Porcelli di Tolentino attraverso una cooperativa di cui era dipendente. Raffaele Crudeli era in ferie da circa un mese e il primo agosto era andato in pensione ma, purtroppo, proprio in quei giorni è sopraggiunto un malore che lo ha strappato alla vita.
In molti lo ricordano anche per aver fatto parte di una band, negli anni 70, assieme ad altri tolentinati. Uno spirito libero, amante della musica. Così lo ricordano molti suoi coetanei scioccati dalla tremenda notizia della sua morte. Crudeli lascia la moglie Rossella e due figli.


Non voglio entrare in merito al fatto di questo anziano morto da solo e alla sua vicenda famigliare. Mi interessa dire che, a differenza del passato quando nei rioni si era conosciuti ed aiutati al momento del bisogno (bastava un urlo e tutti accorrevano), oggi, malgrado i telefonini e i social, tutti, ma soprattutto gli anziani, sono sempre più soli e abbandonati. Eppure i Comuni hanno l’assistenza sociale, che dovrebbe tenere sotto controllo e con contatto telefonico le persone sole e meno abbienti, soprattutto se anziane e fisicamente con problemi. Credo che dovrebbe incaricarsene la Chiesa cattolica con la sua struttora sociale e la Caritas, con congrui finanziamenti da parte delle Amministrazioni comunali. La Chiesa dovrebbe ritornare allo spirito medievale socioeconomico, quando aiutava gli orfani, le ragazze nubili, le vedove, i poveri, gli ammalati, i lebbrosi. Organizzava scuole, orfanatrofi, sopedali e lebbrosari, ricoveri di mendicità e oratori. Tutto ciò per lo spirito d’amore, di cui all’Inno alla Carità di San Paolo. Ormai tutte le ideologie sono crollate di fronte alla realtà di una umanità allo sbando totale, salvo quelle motivazioni psicotiche inneggianti alla guerra, alla violenza, alle droghe. Non ci rimane, quindi, che ritornare alla Chiesa e alle sue opere.
“Accusa un malore”, allora qualcuno era vicino all’uomo!