La mostra estiva di Palazzo Ricci
nel segno del grande Scipione:
“Le vie di Roma” viste dai protagonisti dell’arte
MACERATA - Sarà aperta sino al 24 settembre. Il presidente Francesco Sabatucci: «Ci è sembrato doveroso rendere omaggio a questo artista eminente, ampiamente rappresentato nella collezione di Palazzo Ricci, nel novantesimo anniversario della sua morte». Durante la presentazione il direttore della Fondazione, Gianni Fermanelli, ha chiesto una collaborazione al Comune per aprire per più giorni le porte del museo

Il taglio del nastro
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
È stata inaugurata oggi pomeriggio, negli spazi di Palazzo Ricci a Macerata, la tradizionale mostra estiva promossa dalla Fondazione Carima, con la curatela del direttore artistico del museo Roberto Cresti, che quest’anno è dedicata a Luigi Bonichi “Scipione”.
Maceratese illustre, che Giuseppe Ungaretti ha definito «il nostro maggior pittore moderno», Scipione è dunque il protagonista dell’esposizione che, partendo dalla raccolta museale, percorre le ‘vie’ di Roma, intese non quali luoghi fisici bensì come quegli artisti che hanno contribuito a delineare il fermentante clima culturale romano degli anni Venti e Trenta, con ramificazioni fino agli anni Cinquanta e oltre.
Lungo il percorso espositivo, infatti, i visitatori incontreranno nomi noti dell’arte italiana del XX secolo, che dialogano tra loro in virtù di rapporti diretti o indiretti che li legano e che riconducono per strade diverse a Scipione: da Giorgio de Chirico a Renato Guttuso, da Antonio Donghi a Fausto Pirandello, solo per citarne alcuni. Un viaggio che parte dalla Roma antica, “musa ispiratrice” della ricerca artistica di Luigi Bonichi “Scipione” , e che arriva agli anni tra la fine della Seconda guerra mondiale e il boom economico, tra luci e ombre.Poco prima del taglio del nastro si è svolta la conferenza stampa di presentazione della mostra che ha visto presenti il direttore e il presidente della Fondazione Carima, rispettivamente Gianni Fermanelli e Francesco Sabatucci, l’assessora alla Cultura del Comune di Macerata Katiuscia Cassetta, il curatore della mostra Roberto Cresti e il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.
«Ci è sembrato doveroso – ha osservato il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci – rendere omaggio a questo artista eminente, ampiamente rappresentato nella collezione di Palazzo Ricci, nel novantesimo anniversario della sua morte. La mostra Scipione e le ‘vie’ di Roma si pone in continuità con le ultime esposizioni organizzate nel nostro museo, indirizzate a dare voce alla sua straordinaria raccolta di pittura e scultura del Novecento italiano che tanto ha da raccontare.
Di ciò devo ringraziare Roberto Cresti che, ancora una volta, ha saputo dare magistralmente voce agli artisti che abitano le stanze di questa antica dimora gentilizia, evidenziando relazioni e collegamenti che conferiscono un valore aggiunto alle opere già di per sé pregevoli. Parafrasando l’antico adagio stavolta le strade di Roma portano a Palazzo Ricci».

Francesco Sabatucci e Francesca D’Alessandro
In occasione della mostra i visitatori potranno inoltre godere di alcuni dipinti provenienti dai depositi museali, che stati sono temporaneamente inseriti nel percorso permanente. Ad aprire la conferenza il direttore della Carima Gianni Fermanelli che ha osservato come la Fondazione debba considerare le varie emergenze di questi tempi nel definire i capitoli di spesa e, a fronte dei costi per tenere aperto più spesso il museo di Palazzo Ricci, ha fatto appello agli enti locali: «non chiediamo soldi, ma collaborazione per cercare di tenere aperte le porte del museo qualche giorno di più».
La mostra si svolgerà da domani (27 luglio) sino al 24 settembre.








Ottima iniziativa, particolare e di “stile”, grazie anche alla cura dell’amico Roberto Cresti di cui si riconosce la “firma”. In questo modo viene “dinamizzato” Scipione.