Francesco Gabbani si racconta:
«Vivo in modo divertente e divertito,
nei miei testi una profonda leggerezza»
L'INTERVISTA - Il cantante ha parlato con Cm in occasione del concerto che ci sarà a Civitanova il 3 agosto. «Il tour si chiama "Ci vuole un fiore" e la reazione del pubblico mi sembra buona. Il mio modo di parlare di ambiente non è pesante, non faccio dei "pipponi", sono ballate ironiche, ci si diverte e ci scappa la risata. Le canzoni sono lo specchio di come sono»

Francesco Gabbani allo Sferisterio lo scorso anno
di Laura Boccanera
Soppesa ogni singola parola che dice, si prende il tempo per rispondere, è autentico nel senso più articolato della parola, quello di chi è genuino, ma al tempo stesso dedica attenzione a quello che fa e che dice. Odia la maleducazione che diventa mancanza di rispetto per gli altri. E’ il ritratto di un artista dalla “profonda leggerezza” come ama definire questa sua tendenza a divertire e divertirsi, ma scavando a fondo nelle cose. Francesco Gabbani è più carico che mai per il concerto di Civitanova, arriverà il 3 agosto al Varco sul mare con il suo “Ci vuole un fiore tour”, una lunga marcia su e giù per lo Stivale fra musica e monologhi dedicati al tema dell’ambiente. Ha già portato a casa tre date ed è soddisfatto di come sta andando. L’abbiamo intervistato prima dell’arrivo nelle Marche.
Come è stato l’avvio del tour?
«Sta andando bene, siamo alla terza data e sono molto contento, le vibrazioni e le emozioni, le frequenze che sento sul palco sono buone».
Il concerto è un mix di vecchi e nuovi successi e anche monologhi legati al tema dell’ambiente, come ha raccolto il pubblico questo tipo di performance?
«Sono solito spendere sempre qualche parola nei miei concerti, quindi il mio pubblico è abituato a sentirmi parlare, qui è più studiato, verte sulla componente sentimentale, sul tema del rispetto dell’ambiente, dell’amore per la natura. Il tour si chiama “Ci vuole un fiore” come il programma tv e la reazione del pubblico mi sembra buona. Il mio modo di parlare di ambiente, il mio approccio ambientalista o ecologista, se così vogliamo dire, non è pesante, non faccio dei “pipponi” per intenderci, sono ballate ironiche, ci si diverte e ci scappa la risata».
Ha citato la trasmissione che l’ha vista nelle vesti di conduttore, meglio il palco o la tv?
«Sono due cose diverse, non saprei cosa è meglio o peggio, hanno linguaggi, tempi e dinamiche diverse. Sento più familiare la dimensione del live, sono cresciuto suonando ed è lì che la mia componente da intrattenitore emerge, c’è un’empatia diversa».
Parlando di ambiente, cosa pensa di chi crede che il cambiamento climatico sia tutto un complotto?
«Penso che bisognerebbe ascoltare “Pachidermi e pappagalli”, in quella canzone parlavo di fake news. Detto ciò penso che sia un’assurdità, come chi dice che la terra è piatta. Io non ho un approccio allarmista sul cambiamento climatico, penso che abbiamo fatto dei danni, ma possiamo pensare di evitare di continuare a farne».
In tutte le sue canzoni, dalle prime alle più recenti c’è una capacità di parlare con naturalezza di temi pesanti: la critica al consumismo, alle mode del momento, ad un certo tipo di orientalismo come tendenza glamour. Come fa a scrivere testi da intellettuale, ma essere pop?
«Ahh (ride) come mi riesce non lo so, credo che la musica che faccio mi rispecchi, con Fabio Ilacqua che è autore con me di alcune canzoni c’è questa specie di tessuto narrativo e mi viene naturale, è espressione di quello che sono e di come la penso, io la chiamo la “profonda leggerezza” delle mie canzoni che altro non è se non lo specchio di come sono. Vivo in modo divertente e divertito, ma contemporaneamente ho questo aspetto molto riflessivo, scavo, voglio arrivare in fondo alle questioni. Per dirlo con altre parole, non spiegherei mai temi profondi in modo pesante perché mi annoierei da solo, mi piace cercare la verità scavando attorno alle cose e facendolo col sorriso».
Una cosa che la incuriosisce e una che l’indigna?
«Una cosa che mi incuriosisce sono le persone che fanno scelte di vita importanti, che si occupano di ricerca, che vivono vite intense, chi porta avanti progetti lunghi una vita, mi indigna tantissimo invece la maleducazione, l’essere irrispettosi nei confronti del prossimo. Non di educazione come formalismo, ma come mancanza di rispetto del prossimo».
Cosa conosce delle Marche e della provincia di Macerata?
«Da turista poco purtroppo, ho avuto però diverse occasioni di suonare nelle Marche e ho un ricordo bellissimo dello Sferisterio di Macerata».
I biglietti sono disponibili sui circuiti TicketOne www.ticketone.it, Ciaotickets www.ciaotickets.com (online e punti vendita) e alle biglietterie dei Teatri di Civitanova.