«Duecento giorni di lavoro all’anno
solo per pagare le tasse»
Allarme Cna sulla pressione fiscale

TAX FREE DAY - L'associazione di categoria ha condotto un'indagine sulle piccole imprese, il presidente Maurizio Tritarelli: «Per mandare avanti la baracca restano a malapena 5 mesi. Serve un fisco più leggere ed equo»

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Maurizio Tritarelli

«Duecento giorni di lavoro all’anno solo per pagare le tasse: sistema fiscale non sostenibile per le piccole imprese». E’ quanto denuncia Cna, che sottolinea come solo da questa settimana le imprese maceratesi iniziano a lavorare per loro e non più per lo Stato. Si chiama infatti “tax free day”, l’iniziativa dell’associazione per evidenziare l’enorme peso fiscale della tassazione sulle imprese.

Il presidente Cna Macerata Maurizio Tritarelli descrive l’indagine sulla tassazione fiscale delle piccole imprese: «Anche se rappresenta un giorno di ‘liberazone’ non ce la sentiamo di festeggiare. Per oltre 7 mesi le nostre piccole aziende lavorano per pagare le tasse, mentre per mandare avanti la baracca restano a malapena 5 mesi. Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori si meritano un fisco più leggero, più semplice e soprattutto più equo». L’indagine annuale dell’associazione di categoria si chiama “Comune che vai fisco che trovi” e raccoglie i dati a livello provinciale. «Dal nostro studio risulta che avere un’azienda a Pesaro o a Urbino per un imprenditore vuol dire lavorare 201 giorni per l’erario e il resto dell’anno per la propria famiglia. Solo il prossimo 19 luglio avrà la certezza di alzare la serranda e portare a casa al tramonto l’incasso giornaliero. Ad Ancona il ‘tax free day’ scatta quattro giorni prima, il 15 luglio. Gli imprenditori maceratesi festeggiano la liberazione dalle tasse il 10 luglio, gli ascolani il 7 ed i fermani il 4 luglio. È chiaro che così non si può andare avanti».

La fotografia della tassazione delle imprese è dell’osservatorio Cna che evidenzia sostanziali differenze a livello nazionale: «A pagare meno tributi – precisa il presidente – sono quelli di Bolzano, che devono lavorare per lo Stato ‘solo’ fino al 18 giugno mentre all’ultimo posto in questa graduatoria sono gli imprenditori di Agrigento che devo aspettare il 30 luglio per lavorare per sé stessi. Nella classifica dei 114 Comuni capoluoghi di provincia Macerata è al 60esimo posto. In definitiva, alle imprese marchigiane resta solo il 46,7% di reddito disponibile, il resto se ne va in imposte e tributi». Tritarelli non nasconde l’indignazione nei confronti delle Istituzioni e delle forze politiche: «Sembra che nel predisporre le politiche economiche e fiscali, non si tenga conto che il 98% delle imprese è di piccole e piccolissime dimensioni. Come Cna chiediamo un fisco più equo che tenga conto delle dimensioni degli introiti e sia maggiormente proporzionato. Sembrerebbe un concetto scontato, anche previsto dalla Costituzione italiana, ma nei fatti purtroppo non è così».

Oltre al principio di equità, la Cna avanza anche altre proposte: «Da anni ci battiamo per ridurre la tassazione fiscale sulle imprese ed il primo passo propedeutico a questo riguarda una seria lotta all’abusivismo e all’evasione fiscale. Una concorrenza sleale che gli imprenditori onesti devono subire ogni giorno in ogni parte d’Italia. Necessario poi introdurre un regime di agevolazione fiscale che premi coloro che investono nella propria impresa; una misura questa che aiuterebbe anche a combattere l’inflazione più efficacemente rispetto al rialzo indiscriminato dei tassi di interesse”. “Infine – conclude il Presidente CNA Macerata – soprattutto per il nostro territorio, poter contare sulla riforma del catasto, avvicinerebbe il valore catastale tassato al mutevole valore di mercato; una variabilità che di certo non aiuta le imprese, bisognose di fattori il più possibile prevedibili. La nostra Associazione, forte dei numeri delle imprese che rappresenta, continuerà a battersi a tutti i livelli per chiedere una tassazione più equa”.


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